“È nella mia natura”, dice lo scorpione. Ma qual è la natura dell’Europa? Accondiscendente? Idealista? Strategica? Per sopravvivere, l’UE dovrà scegliere: continuare a offrire passaggi nella speranza che questa volta vada diversamente, o finalmente imparare dalla favola e lasciare lo scorpione sulla riva.
Nel celebre apologo della rana e dello scorpione, quest’ultimo chiede un passaggio sull’altra sponda del fiume promettendo di non pungere. Ma, come vuole la natura delle favole (e forse anche quella della geopolitica), lo scorpione non resiste: pugnala, affondano entrambi. “Perché lo hai fatto?” chiede la rana. “È nella mia natura”, risponde lo scorpione.
Oggi quella favola prende vita – grottescamente – nei rapporti fra Europa e Stati Uniti. La rana ha il volto teso di Ursula von der Leyen, emblema di un’Unione Europea che tenta, con affanno, di tenere insieme valori, stabilità e diplomazia. Sulla sua schiena, lo scorpione ha la parrucca dorata e il ghigno minaccioso di Donald Trump, pronto a rientrare sulla scena mondiale con una retorica isolazionista e un’agenda imprevedibile.
Groenlandia: metafora glaciale
L’ambientazione artica della scena non è casuale. La Groenlandia fu solo qualche anno fa al centro di una surreale proposta d’acquisto da parte dello stesso Trump. Ma oggi quel ghiaccio rappresenta l’attuale raffreddamento delle relazioni transatlantiche, sempre più distanti e diffidenti, anche sotto il gelo apparente della diplomazia.
L’Europa, incerta e carica
L’UE si trova ancora una volta nella posizione scomoda di dover “traghettare” una superpotenza imprevedibile verso lidi più stabili. Ma quanto può reggere una rana con uno scorpione sul dorso? Le crepe interne, la lentezza decisionale e le divergenze strategiche rendono l’Unione sempre più vulnerabile, soprattutto di fronte a crisi globali che richiedono reazioni rapide e coordinate.
Trump 2.0: stesso veleno?
Con un possibile ritorno alla Casa Bianca, Donald Trump promette di rilanciare una politica estera meno multilaterale, più transazionale. Le implicazioni per l’Europa sono chiare: più spese militari richieste, meno protezione garantita, e una NATO che rischia di perdere centralità. Il rischio? Che l’Europa venga lasciata a metà del fiume… proprio mentre lo scorpione comincia a stringere la coda.





