Dopo l’ampio successo di pubblico registrato a Bergamo con la prima sezione della mostra “L’intuizione e il metodo”, dedicata da Fondazione Creberg all’artista Luigi Ravasio (Bergamo, 1930 – 2018), sabato 23 maggio 2026 si inaugurerà a Romano di Lombardia la seconda sezione dell’esposizione, dal titolo specifico “Luigi Ravasio. Geometrie di un tempo interiore”.
La nuova sezione della mostra, allestita nella Chiesa della Grotta, prevede l’esposizione di 19 dipinti e 10 bozzetti su carta e resterà visitabile fino al 28 giugno 2026. L’inaugurazione sarà accompagnata da un concerto di “Ensemble Locatelli”, offerto da Fondazione Creberg.
La prima sezione della mostra è stata inaugurata lo scorso 9 maggio 2026 presso Palazzo Creberg, e resterà aperta fino al 4 settembre 2026; l’esposizione presenta 41 dipinti e 6 bozzetti su carta, distribuiti tra il Salone Principale e il Loggiato.
«Con la gratitudine e la riconoscenza dovute a Fondazione Creberg – evidenzia mons. Tarcisio Tironi, Direttore del locale Museo – il MACS ospita la seconda sezione della mostra, intitolata «Luigi Ravasio, geometrie di un tempo interiore», caratterizzata in una parte da dipinti realizzati soprattutto in formato tondo a cui seguono otto tele che testimoniano in particolare la dimensione esistenziale e l’interiorità dell’artista. Sono opere cariche di significati e di incredibile armonia da cui emerge una spiritualità laica».
«In Luigi Ravasio – sottolinea Angelo Piazzoli, Presidente di Fondazione Creberg e curatore della mostra – l’aspetto dell’astrazione non implica mai una negazione del reale; nella sua concezione di realtà, rientrano tutte le forme intese come manifestazioni possibili di un ordine percettivo e mentale più ampio, anche spirituale, come ben testimonia la sezione che presentiamo al Museo d’Arte e Cultura Sacra di Romano di Lombardia».
Le opere esposte a Romano di Lombardia
La sezione della mostra in Romano di Lombardia si caratterizza per due aspetti specifici: da un lato la presenza dominante di opere in formato tondo, realizzate tra gli anni Novanta e l’anno Duemila, dall’altro l’ispirazione prettamente intima e spirituale di due serie di opere intese come moderne stazioni di una Via Crucis.
«Per quanto concerne l’idea del tondo – rimarca Stefania Burnelli, critica d’arte e curatrice – non si tratta di una scelta episodica o decorativa, ma di un passaggio significativo all’interno della ricerca di Luigi Ravasio. Il formato, nella sua concezione, non è mai un semplice contenitore, ma un dispositivo che orienta la percezione e regola la relazione fisica e mentale con l’opera». Prosegue la curatrice: «Nella selezione di tondi qui proposta, lo sguardo non viene captato verso un centro statico, ma è invitato a muoversi lungo una traiettoria avvolgente, senza inizio né fine. Complice l’assenza di vertici, la superficie pittorica si carica di risonanze simboliche profonde: allude alla ciclicità, al respiro, alla protezione, ma anche a una dimensione spirituale in cui il tempo non è più lineare, bensì dilatato, meditativo, potenzialmente infinito. È in questa sospensione che prende forma una riflessione sulla durata dei sentimenti, sulla memoria e sulla possibilità di una continuità affettiva che attraversa la perdita e il mutamento».
«Non opere strettamente “religiose” – afferma Angelo Piazzoli – ma lavori la cui dimensione trascendente emerge attraverso forma, ritmo, materia, colore o vuoto, senza l’impiego di simboli iconografici riconducibili a una specifica confessione. Una spiritualità laica che si manifesta come tensione verso l’essenziale, come interrogazione sul senso e come esperienza percettiva del silenzio, del vuoto, dell’intensità».
«Ogni opera è di fatto, un’esperienza interattiva e vitale dove il contesto personale di chi guarda è fondamentale tanto quanto quello dell’autore» chiosa mons. Tironi. «Grazie alla sapiente proposta dei curatori, il percorso tra le opere create dall’artista quali spazi in cui liberamente immergersi, può regalare autentiche esperienze meditative in grado di suscitare ad ogni persona in visita, l’interesse e il piacere di percepire e scoprire le dimensioni del divino o dell’infinito».
Inaugurazione
L’inaugurazione è prevista sabato 23 maggio 2026 nella Basilica di San Defendente, alle ore 16.30, con presentazione ad ingresso libero. Nell’occasione Fondazione Creberg offrirà al pubblico un concerto dal titolo “Un violoncello oltre Bach“, a cura di Ensemble Locatelli (Thomas Chigioni – violoncello piccolo, Tomas Gavazzi – clavicembalo), con il seguente programma:
- Johann Sebastian Bach (1685-1750) Sonata in re maggiore BWV 1028 per violoncello piccolo e clavicembalo (or. per viola da gamba)
- Carl Philipp Emanuel Bach (1714-1788) Sonata in do maggiore Wq 136 per violoncello piccolo e basso continuo (or. per viola da gamba)
- Johann Philipp Kirnberger (1721-1783) Sonata in do maggiore per violoncello e basso continuo
- Carl Friedrich Abel (1723-1878) Sonata in sol maggiore per violoncello e basso continuo
Ai visitatori verrà consegnato, come sempre gratuitamente, il catalogo edito dalla Fondazione Credito Bergamasco con testi di Angelo Piazzoli, Stefania Burnelli, Tarcisio Tironi.






