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Luca Allevi

Laureato in Economia e Commercio alla Bocconi.
Consulente internazionale presso www.leaders.it

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10 Comments

  1. 1

    Karl Heinz Treetball

    Tranne che per il finale (l’apertura utopizzata 24 ore su 24, in sé contraddittoria) sono pienamente d’accordo su tutto, anche sull’appello a S.Ecc. Mons. Vescovo, trattandosi di una strada volta alla schiavizzazione della gente ad opera di un capitalismo criminale e morente.

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    1. 1.1

      Bergamo.info

      Caro Karl, se un negoziante del centro desiderasse (senza esserne obbligato) lasciare aperto il proprio negozio e se riuscisse a trovare del personale disposto a lavorare per lui non ci sarebbe niente di male. Questa è la libertà che auspichiamo. Il problema dei Centri Commerciali è che questa possibilità diventa, di fatto (per una logica commerciale), un obbligo (una schiavitù) per tutti (negozianti e dipendenti). Inoltre, un conto è animare ll cuore della città (come avviene in molte delle capitali europee che vivono anche grazie al turismo) ed un’altro è spostare il centro della nostra vita in un centro commerciale.

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  2. 2

    gianni

    Vogliono semplicemente instaurare un modello in cui i negozi sono intesi come servizio di essenziale utilità, alla stregua di un pronto soccorso e non si prevede più il diritto all’acquisto ma il DOVERE di essere consumatori
    La liberalizzazione totale e selvaggia degli orari e delle aperture è solo un altro regalo ai poteri forti dei centri commerciali.
    Un minimo di regole è utile anche alla concorrenza e pur condividendo alcuni principi di liberalizzazione ritengo che la liberalizzazione debba essere equa e non selvaggia nel rispetto dei diritti dei lavoratori e del piccolo commercio.
    I consumi non aumenteranno con l’estensione degli orari, ma si sposteranno dal commercio “debole” a quello “forte” e non è certo il consumismo la risposta giusta alla crisi.
    Mi sembra anche un affronto alla nostra identità culturale, alle nostre tradizioni e ai nostri valori.

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  3. 3

    Assimpresa

    Assimpresa ha proposto di trasformare XX Settembre in una Galleria Commerciale coperta con musica, riscaldamento, ecc.

    Interessante quanto si legge su Bgnews “L’idea di proporre un momento pastorale nei centri commerciali era già emersa durante il Sinodo e già allora era stata bocciata – afferma monsignor Alberto Carrara, delegato vescovile per la Cultura –. È vero che la Chiesa deve essere missionaria, ma la proposta di aprire degli oratori nei centri commerciali è alquanto discutibile anche perché, credo, non sarebbe un grande servizio alla pastorale giovanile”. Per monsignor Carrara la “Pastorale giovanile ha una sua specificità ed è meglio che sia svolta in posti e luoghi diversi dai traffici del commercio. Credo che per Bergamo sia una proposta inopportuna”. Il delegato alla Cultura per la Diocesi di Bergamo vuole però sottolineare che “la mia perplessità non è una chiusura totale alla proposta dell’arcivescovo di Torino – sottolinea – in una diocesi dove gli oratori sono di meno o non ci sono affatto credo che la proposta possa trovare soluzione adatta con degli spazi adeguati. Ma l’oratorio deve essere l’alternativa al centro commerciale, se avessi un figlio gli direi: vai all’oratorio, non allo shopping center. Perché in oratorio nascono delle relazioni più umane, più autentiche, gratuite rispetto a quelle che nascono dove tutto ha un prezzo ed un costo, come appunto i centri commerciali”.

    Speriamo che l’Eco tenga conto del suo socio di maggioranza …

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  4. 4

    ForzaNuova

    Forza Nuova in merito alle liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali: un regalo alla grande distribuzione!

    Forza Nuova apprende senza alcun stupore del devastante piano messo in campo dall’attuale governo in merito alle cosiddette “liberalizzazioni” degli orari d’apertura per gli esercizi commerciali.
    Bergamo è, inoltre, una delle prime città italiane su cui è rapidamente calata l’ombra del provvedimento: Orio Center ha già annunciato che posticiperà la chiusura a mezzanotte lungo tutto il fine settimana che seguirà alla festività dell’Epifania.
    La nostra solidarietà e vicinanza non possono non andare ai lavoratori del centro che nella giornata di oggi hanno scioperato per due ore contro la liberalizzazione degli orari.
    Quanto stabilito dalla compagine governativa costringerà i commercianti a lavorare sempre di più, magari anche di notte, permettendo così al sole sul regno del libero mercato di non tramontare mai. La facoltà di tenere aperto o chiuso il negozio a proprio piacimento si dimostrerà una favola poiché a dettare le regole nel libero mercato è la concorrenza, spesso sleale, messa in campo da quella grande distribuzione capace di tiranneggiare sugli orari e le buste paga dei propri dipendenti. Se quest’ultima avrà mezzi e risorse per aperture non stop, i piccoli commercianti non potranno che cimentarsi – con ogni probabilità inutilmente – in un’estenuante maratona per tentare di fronteggiare la concorrenza dei mega-store. Dunque ecco che un provvedimento apparentemente liberale mostra di essere strumento idoneo alla riduzione in minimi termini del libero esercizio commerciale ed alla schiavitù del lavoratore dipendente.
    Il futuro dei lavoratori dipendenti come quello dei commercianti, costretti dagli interventi di un governo piegato alle “leggi del mercato”, colpevolmente sostenuto dai maggiori partiti presenti in parlamento, appare da oggi decisamente più fosco.
    E’ doveroso rivolgere un pensiero a tutte quelle migliaia di bergamaschi che passano le domeniche e le feste chiusi nei centri commerciali nella più schifosa logica consumista e nella totale mancanza di rispetto per chi all’interno di quegli esercizi lavora: per Forza Nuova queste persone sono schiave e complici di quei banchieri che, oggi, pretendono di farci da politici.

    Ufficio Stampa
    Forza Nuova Bergamo

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  5. 5

    Karl Heinz Treetball

    Circa il commento di Bergamo info, suppongo redatto dall’autore, dichiaro apertamente la mia piena adesione. Quel che contesto è l’ipotesi “24 ore su 24” che è inumana, ovunque si verifichi, in centro come nei centri commerciali, perché, per paradosso teorico, significherebbe che ciascuno di noi dovrebbe essere disponibile e attivo 24 ore su 24. La nostra vita, infatti, è vita di relazione, onde, se non adeguatamente regolata, diviene inevitabilmente schiavitù. Altra cosa che le “24 ore su 24” siano fatto non ordinario e adeguatamente regolato.

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  6. 6

    alessandro

    come proprietario di un negozio in centro a BERGAMO , non sono assolutamente d’accordo con la liberalizzazione degli orari di apertura degli stessi.
    Io certamente non potrò permettermi di competere con un centro commerciale piuttosto che con qualsiasi catena distributiva , ma lasciare a loro il monopolio degli orari senza che comunque questo porti a nuove assunzioni ( mia moglie lavora in uno di questi e vi garantisco che non ci sono assunzioni all’orizzonte ma soltanto una riorganizzazione degli orari con lo stesso personale)lo ritengo da pazzi.
    Il commercio sta perdendo qualsiasi regola partendo proprio dagli orari , per passare dai prezzi e qualità.
    Quante volte mi capita di fermarmi nella pausa pranzo e rispondere al telefono a clienti che chiedono questa o quell’informazione , senza considerare che stanno telefonando in pausa pranzo se non addirittura dopo la chiusura serale, convinti oramai che tutti si faccia orario continuato.
    scusate lo sfogo.
    Alessandro Bruzzese

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  7. 7

    ELENA

    Sono titolare di un’erboristeria in un centro comm. ke non è nienta’altro che il supermercato con lavanderia, ottico, bar/pizzeria, io, telefonia, preziosi, rosticceria, bigiotteria e profumeria, cioè una galleria con 9 negozi dove la popolazione normale si appoggia per fare la spesa quotidiana. Gestisco il negozio da 3 mesi ma lo conosco da 10anni in quanto sono stata prima dipendente. Prima del 27 dic, cioè prima della mazzata del sempre aperti, avevo lo spirito di un panzer perchè entusiasta di come andavano le cose e del fatto ke, nonstante le spese appunto di affitto che sono un ricatto, sono riuscita ad affrontare tranquillamente le spese per l’inizio attività ecc. Ora la cosa che più mi fa arrabbiare e che io lavoro bene perchè la mia clientela mi premia ritornando contenta del mio operato, in compenso non ho più una vita non vedo più mia figlia, nn posso aumentare le ore al dipendente x ovvi motivi, aumentano le spese fisse enel ecc, e nn ho più quello che la costituzione dice conciliazione tra vita e lavoro.
    Certo voi direte: potevi aprire lo stesso negozio in città. Già quale città, e a ben guardare la mia città fa proprio parte di quel DISTETTO DIFFUSO DI COMMERCIO, che è servito ai commercianti a rifarsi la facciata e basta, per il resto è una città dormitorio.

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    1. 7.1

      Grillo

      Cara Elena, certo che come erborista ragioni meglio del Presidente della Regione e della CCIAA messi insieme !!!!!
      Mi chiedo se sei particolarmente intelligente o i due Presidenti citati sono particolarmente interessati ad avere le fette di salame sugli occhi?

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  8. 8

    andrea

    Bisogna avere il coraggio di cambiare, il consumismo sfrenato non porterà nessun beneficio alla nostra economia visto il calo del potere di acquisto dei nostri portafogli ma solo costi in più.
    Il cliente dovrebbe essere educato e consigliarlo di fare gli acquisti nei momenti opportuni offrendogli cortesia e professionalità non orari liberi e frammentazione. Inoltre il fabbisogno energetico per tutte queste aperture porterebbe ad un ulteriore innalzamento dell’inquinamento, e poi cerchiamo di ritrovare il senso della vita non rinchiudendoci in un centro commerciale ma vivendo con gli altri e la nostra famiglia in un ambiente sano e cose nuove da scoprire e assaporare e vivere la nostra magnifica Italia.

    E’ il cittadino che dovrebbe decidere in autonomia cosa fare e non il governo che con questa spinta alla liberalizzazione favorisce solo i grandi gruppi e le banche.

    E a proposito di banche forse sarebbe il caso che si liberalizzassero anche i loro orari o saremo costretti a prendere le ferie per fare una operazione.
    grazie

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