Festa di Tutti i Santi
Apocalisse 7,4-9.
Dopo queste cose vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani. E gridavano a gran voce: «La salvezza appartiene al nostro Dio, seduto sul trono, e all’Agnello».
E tutti gli angeli stavano attorno al trono e agli anziani e ai quattro esseri viventi, e si inchinarono con la faccia a terra davanti al trono e adorarono Dio dicendo: «Amen! Lode, gloria, sapienza, azione di grazie, onore, potenza e forza al nostro Dio nei secoli dei secoli. Amen».
Uno degli anziani allora si rivolse a me e disse: «Questi, che sono vestiti di bianco, chi sono e da dove vengono?». Gli risposi: «Signore mio, tu lo sai». E lui: «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello».
Commento
Voglio proporre la celebrazione della festa di Tutti i Santi secondo lo spirito di S. Francesco. Egli ha presente la visione della Chiesa l’immensa moltitudine dei salvati, cioè i Santi, presentata dalla prima lettura, impegnata in una lode perenne al Cristo Agnello esaltato dal Padre. A questa visione trionfale della Gerusalemme Celeste, la Città di Dio, guardiamo anche noi fedeli, impegnati nella lotta al male, ma fiduciosi di raggiungere la patria celeste sostenuti dalla preghiera dei nostri fratelli, che intercedono e trepidano per noi. Come dicono nelle loro lettere gli Apostoli Pietro e Paolo, noi “siamo famigliari di Dio, edificati sul fondamento degli apostoli ed avendo come pietra angolare lo stesso Cristo” (Efesini 2, 19-20). Siamo una sola famiglia che ha Dio per Padre, come fratello Gesù e animata dallo Spirito Santo, i cui legami non possono essere annullati dalla morte.
Ora questa visione di gloria è ben presente in S. Francesco ed è per lui fonte di grande gioia e di lode a Dio. La preghiera di Francesco è primieramente volta a contemplare l’infinita perfezione di Dio e l’immensità del suo amore, che esprime immediatamente con inni di lode. Essi rappresentano la quasi totalità delle preghiere francescane. La contemplazione di Dio avviene sempre attraverso le creature. In questa logica si pone il cantico delle creature, che diventano motivo di lode e di grazie a Dio, perché “di Lui portano significazione”. E’ il primo gradino della scala verso Dio. Quello successivo è l’uomo come creatura intelligente, ma soprattutto liberata dal male, che ha sostituito alla malvagità, “le Tue santissime voluntadi”, cioè l’uomo rinnovato dalla grazia e dall’amore di Dio. Ma il vertice della contemplazione di Dio è il Cristo crocifisso, di cui Francesco ha provato le inaudite sofferenze e quell’amore che le ha rese sopportabili. Ciò provoca un’estasi ineffabile che esplode letteralmente nelle Lodi a Dio Altissimo. Ma Francesco ha composto un’altra bellissima preghiera, frutto della sua contemplazione di Cristo, dei santi che formano la Gerusalemme celeste, dei cristiani che si sforzano di nìvivere nell’amore di Gesù e di tutte le creature terrestri e celesti, comprese le potenze angeliche. Francesco scrive questa sublime preghiera nel cap. 23 della Regula non bullata, un vertice assoluto della spiritualità francescana, che ben si addice alla festa di tutti i Santi, in cui noi siamo chiamati ad alzare gli occhi al cielo per contemplare l’Agnello Immolato seduto alla destra di Dio e circondato da tutti i santi e dagli angeli che pregano per noi. Alla loro lode si unisce anche la nostra di mortali, amati come figli di Dio, per formare un unico grande coro di lode a Dio: Nient’altro dunque dobbiamo desiderare, nient’altro volere, nient’altro ci piaccia e diletti, se non il Creatore e Redentore e Salvatore nostro, solo vero Dio, il quale e` il bene pieno, ogni bene, tutto il bene, vero e sommo bene, che solo e` buono, pio, mite, soave e dolce, che solo e` santo, giusto, vero e retto,che solo e` benigno, innocente, puro, dal quale e per il quale enel quale e` ogni perdono, ogni grazia, ogni gloria di tutti i penitenti e i giusti, di tutti i beati che godono insieme nei cieli. E ovunque noi tutti, in ogni luogo, in ogni ora e in ogni tempo, ogni giorno e ininterrottamente crediamo veracemente e umilmente e teniamo nel cuore e amiamo, onoriamo, adoriamo, serviamo, lodiamo e benediciamo, glorifichiamo ed esaltiamo, magnifichiamo e rendiamo grazie all’altissimo e sommo eterno Dio, Trinita` e Unita`, Padre e Figlio e Spirito Santo, Creatore di tutte le cose e Salvatore di tutti coloro che credono e sperano in lui e amano lui, che e` senza inizio e senza fine, immutabile, invisibile, inenarrabile, ineffabile, incomprensibile, ininvestigabile (66), benedetto, degno di lode, glorioso, sopraesaltato, sublime, eccelso, soave, amabile, dilettevole e tutto sempre sopra tutte le cose desiderabile nei secoli dei secoli. Amen.


