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Andrea Allevi

Studente universitario

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9 Comments

  1. 1

    Bergamo.info

    La perfezione

    C'era una volta un uomo perfetto e una donna perfetta che si incontrarono.

    Dopo essersi fatti una corte perfetta, si sposarono.

    La loro unione era perfetta.

    Una vigilia di Natale, di notte, la coppia perfetta viaggiava a bordo di una macchina perfetta lungo una strada deserta, quando videro un uomo in difficoltà sul bordo strada.

    Essendo perfetti si fermarono per dare soccorso.

    La persona in difficoltà era Babbo Natale, con il sacco pieno di regali.

    Non volendo che migliaia di bambini restassero delusi da questa vigilia di Natale, la coppia perfetta fece salire sulla loro macchina Babbo Natale e i doni e lo accompagnarono a distribuirli. Sfortunatamente, a causa del

    mal tempo, i tre ebbero un incidente.

    Solo uno dei tre sopravvisse.

    Quale?

    (vedere la soluzione più in basso)

    La donna perfetta è sopravvissuta!

    Infatti è la sola persona di questa

    storia che esiste veramente.

    Tutti

    sanno che l'uomo perfetto e Babbo Natale non esistono.

    Le donne

    devono smettere di leggere a questo punto.

    La storia per loro è finita.

    Gli uomini possono continuare.

    CURIOSE…………

    continuate a scendere

    (SOLO GLI UOMINI, HO DETTO!)

    CURIOSE…………

    Dunque, se l' uomo perfetto e Babbo Natale non esistono… guidava per forza la donna.

    Ciò spiega l'incidente.

    Ancora un po' più in basso…

    CURIOSISSIME !!!!!!!!!!!!!!!

    D'altra parte, se sei una donna e stai leggendo a questo punto, stiamo semplicemente dimostrando un'altra verità:

    La donna non ascolta mai ciò che le si dice !!

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  2. 2

    Giusy

    Carissime amiche,

    Oggi si celebra la Festa della Donna, della quale proprio quest’anno ricorre il suo centesimo anniversario, e noi volevamo porgere i nostri più sentiti auguri a tutte le nostre donne. La giornata di oggi deve essere un momento di riflessione ma anche di divertimento e di complicità con tutte le altre donne a partire dalle nostre madri, sorelle, amiche, colleghe; noi vi auguriamo di trascorrere al meglio questa giornata durante la quale non smetteremo, come sempre, di proporvi news interessanti ed aggiornatissime sul mondo della salute, del benessere, della bellezza esteriore ed interiore.

    Auguri ed un abbraccio di luce

    Giusy

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  3. 3

    agnese

    Le donne sono mediamente più oneste, meno intrallazzone, più umili e meno presuntuose, più generose e meno pretenziose. Verissimo!, direbbe la Parodi. Ma sono anche più ingenue e più curiose, come dice la storiellina del commento precedente. Ed è così che spunta quello che le pesta, quello che le schiavizza, quello che, nella migliore delle ipotesi, fa' loro un po' di bunga-bunga. Amiamole e difendiamole da loro stesse!

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  4. 4

    Bergamo.info

    Da uomo, mi associo pienamente a quanto osservato, non senza dolore, da Agnese. f.j.

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  5. 5

    Bergamo.info

    Allo spirare di questa giornata dedicata alle donne, all'altra metà del cielo, vorremmo dedicare loro (e ai loro uomini) il Mattutino di oggi, scritto da S. Em. Mons. Gianfranco Ravasi per Avvenire.

    DONNE E UOMINI:

    1) Una delle grandi difficoltà della vita è indovinare ciò che una donna vuole.

    2) Se c’è un genere che mi è estraneo, è il genere maschile. Lo trovo troppo determinato, tradizionalista, triste, fedele alle abitudini, perduto in automatismi, in credenze sulle quali non s’interroga mai.

    La scrittrice inglese George Eliot (1819-1880), che aveva assunto questo pseudonimo maschile, annotava: «Certo che le donne sono stupide. Dio onnipotente le ha create per essere uguali agli uomini!». Ebbene, sulla scia di questa provocazione ironica ho voluto accostare due considerazioni antitetiche, eppure entrambe dotate di una loro verità. Da un lato, c’è la prima frase, desunta da quel romanzo originalissimo che è La coscienza di Zeno (1923) di Italo Svevo.

    Che la donna sia spesso capace di sorprendere e di spiazzare il suo interlocutore maschile è un’esperienza abbastanza frequente e non necessariamente negativa. Si pensi che in Cina c’è un villaggio, Pumei, ove le donne usano una lingua solo femminile, il nushu , incomprensibile ai maschi e tramandato dalle madri alle figlie.

    D’altro lato, però, è anche fondata la seconda frase della scrittrice Alice Ceresa (1923-2001) che bolla la noiosa pedanteria maschile.

    Certo, anche questo aspetto può avere un risvolto positivo nella determinazione, nella fermezza, ma può irrigidirsi nell’automatismo, nell’abitudine, perdendo la freschezza della ricerca, della sorpresa, della domanda di senso. Tutto questo ci conduce alla specularità dei due sessi, entrambi limitati e criticabili, ma necessari per l’armonia e la vita dell’umanità.

    Stupidità e grandezza sono ugualmente ripartite perché siamo sempre in presenza di creature e non di divinità. Eppure, come insegna la Bibbia (Genesi 1, 27), l’immagine divina nella creatura umana è proprio nella dualità sessuale, nel suo profilo originale e creativo.

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  6. 6

    gigi

    Ma poi, passato l'8 marzo, giorno di seriosa riflessione, tornano o no le "arcorine"?

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  7. 7

    angelo

    Un po’ mette i brividi pensare che in Italia, dal 2015 – una scadenza dietro l’angolo per i tempi della governance aziendale – ai tavoli dei consigli di amministrazione delle società quotate in Borsa e di quelle partecipate dallo Stato, un posto ogni tre sarà occupato da una donna. A chi ha una certa consuetudine con le logiche e le cronache delle designazioni nei Cda risulta difficile pensare che l’aggiunta della variabile «di genere» nel gioco della rappresentanza dei poteri societari, possa rappresentare un elemento di maggiore efficienza. Così Massimo Calvi su Avvenire di oggi.

    «Quote rosa» nei consigli di amministrazione, dunque, ricerca necessaria di femmine competenti, una rivoluzione autentica, se vera. Perché andare a scovare la talentuosa dove un giorno potrà manifestarsi il 'problema' della maternità ovvero la 'grana' della richiesta di conciliazione dei tempi del lavoro con quelli della famiglia non sarà attività gradita alle burocrazie societarie, che si tapperanno occhi e orecchi pur di non "trovare".

    Si è cercato di ovviare definendo i confini di una riserva per spalancare una prospettiva, abbattendo un muro al vertice, perché alla base possano cadere centinaia di steccati. Sarà sufficiente? I rapporti di causa-effetto sono sempre difficili da sostenere e da provare. Così, non è detto che la scossa di una legge possa riuscire a modificare le cifre del problema occupazionale femminile e spianare la strada alle aspirazioni di chi si prepara a costruire il proprio futuro familiare e professionale. E non è dimostrato che un’azienda con più donne nei posti chiave possa diventare più produttiva o meglio performante, come argomenta qualcuno. Non è nemmeno sicuro che inoculare una presenza femminile nei Cda conduca automaticamente, come sarebbe auspicabile, a una trasformazione in senso naturalmente 'femminile' di talune dinamiche aziendali, a un approccio che comprenda e preveda la scelta-diritto della maternità e della paternità, che determini un cambiamento tangibile nella promozione dei talenti. Più della norma, decisivo sarà il modo con il quale le donne occuperanno quei posti loro riservati, su come sapranno non tradire le aspettative e il mandato morale di centinaia, migliaia di azioniste senza quote.

    La sfida lanciata dalla legge italiana, una delle prime in Europa a regolare questo ambito, non è da poco. Per oltre 300 imprese si tratta di andare alla ricerca di un migliaio di donne-manager da inserire ai massimi livelli dell’organizzazione in pochi anni. Nell’immaginario collettivo, comunque, dovrebbe avanzare l’idea che l’impegno, il lavoro, il sacrificio o la rinuncia di una donna, saranno sempre di più il frutto di una scelta autentica.

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  8. 8

    agostino

    L'utilità di una legge che imponga le cosiddette "quote rosa" come momento propulsivo di un maggior impiego del genio femminile in tutte le diverse attività economiche mi lascia perplesso. Non tanto perché essa non possa essere come una miccia che avvii "l'esplosione" delle capacità femminili, quanto per il fatto che i sistemi mafio-raccomandatori vigenti in Italia ne faranno un mezzo di discriminazione e privilegio. Sicuro come l'oro!

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  9. 9

    paolapa

    E la statistica che dice che gli uomini son quelli che hanno più incidenti?
    E siccome babbo natale e l'uomo perfetto non esistono:
    1- la donna perfetta (era sola in auto) ha subito un incidente da un uomo imperfetto
    2- l'unico probabilmente morto è l'uomo imperfetto che guidava l'altra auto (giustizia è fatta !!)
    Come al solito i maschi tendono a tagliarsi le gambe da soli!

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