Nelle sale dell’Accademia Carrara di Bergamo si cela uno straordinario connubio di arte e magia. La mostra Tarocchi. Le origini, le carte, la fortuna, presentata oggi (26 febbraio) in anteprima stampa alla presenza della sindaca di Bergamo e presidente della Fondazione Accademia Carrara, Elena Carnevali, dell’assessore alla Cultura, Sergio Gandi, del curatore della mostra Paolo Plebani e della direttrice Maria Luisa Pacelli, aprirà domani le porte ai visitatori e alle visitatrici.
Il percorso della mostra si snoda attraverso sette sezioni. La prima è dedicata all’ambiente della corte, in cui i tarocchi sono nati, alle sue ritualità e ai giochi dei cortigiani, ed espone, tra le altre cose, una raccolta di romanzi cavallereschi, una scacchiera, un arazzo con scene di caccia e una scatola da gioco oltre che un primo embrionale mazzo di carte da gioco. La seconda parte è invece dedicata ai I trionfi di Petrarca, opera che ha influenzato moltissimo l’immaginario dell’epoca e che ha trovato in parte una trasposizione visiva nelle carte degli arcani maggiori che, in origine, venivano chiamati appunto “trionfi”.
Dalla terza sezione, che espone due mazzi di tradizione viscontea, si accede a un’area dedicata a Italo Calvino. Una piccola biblioteca con poltrone dove i visitatori e le visitatrici potranno fermarsi a leggere i libri, tutti rigorosamente dedicati ai tarocchi, disponibili sugli scaffali. Tra le numerose copie de Il castello dei destini incrociati, anche manuali di lettura di tarocchi, come il celebre La via dei tarocchi di Alejandro Jodorowsky, volumi illustrati e testi artistici.
La quinta sezione racchiude il mazzo Colleoni in dialogo con altre opere coeve, mentre nella sesta i visitatori e le visitatrici sono condotti in un vorticoso viaggio nel tempo che racconta l’evoluzione dei tarocchi a partire dal Cinquecento, quando l’invenzione della stampa contribuì alla loro diffusione anche fuori dall’Italia, fino alla fine del Settecento e l’inizio dell’utilizzo a scopo divinatorio. L’ultima sala, dedicata al ‘900, è una vera e propria immersione nel potere immaginifico delle carte grazie a una selezione di opere di artisti che si sono ispirati ai tarocchi, dai surrealisti come Victor Brauner fino alle testimonianze più contemporanee di Niki de Saint Phalle, Leonora Carrington e Francesco Clemente.





