Per anni avrebbe continuato a produrre energia mentre il sistema destinato a ridurre il carico di azoto del digestato, il materiale che resta al termine del processo, sarebbe rimasto spento o comunque inattivo. Nel frattempo, secondo l’ipotesi investigativa, quel materiale sarebbe stato distribuito sui terreni agricoli di otto Comuni tra le province di Brescia e Bergamo. È su questa ricostruzione che questa mattina, martedì 29 settembre, i Carabinieri Forestali di Brescia e i tecnici di Arpa Lombardia hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo disposto dal Gip del Tribunale di Brescia.





