Ci sono episodi che, dopo la cronaca immediata, continuano a vivere nei racconti di chi li ha attraversati. È il caso dell’aggressione avvenuta alla scuola “Leonardo da Vinci” di Trescore Balneario, dove una professoressa è stata colpita da un suo studente di 13 anni. E dove, pochi istanti dopo, un altro alunno è intervenuto per fermare la situazione.
Proprio lui è stato premiato martedì al Ministero dell’Istruzione e del Merito, a Roma, con una medaglia consegnata dal ministro Giuseppe Valditara. Un riconoscimento pensato per valorizzare “il merito” e il “senso civico” dimostrato in un contesto improvvisamente diventato critico. Alla cerimonia, in videocollegamento, ha parlato anche la professoressa Chiara Mocchi, ancora in convalescenza. Il suo intervento è stato diretto, personale, a tratti quasi confidenziale. «Sono passate tre settimane – ha detto – e ogni tanto rivedo la scena: ti vedo uscire dall’aula e intervenire. Quella tua pedata è stata decisiva. Hai avuto un coraggio che mi ha sorpreso».
Parole che hanno dato forma a un ricordo ancora vivo, ma anche a un tentativo di ricomporre, almeno nel linguaggio, quanto accaduto in quei momenti concitati. La docente ha poi aggiunto di essere rimasta colpita dal sangue freddo dell’alunno, augurandogli che il futuro possa “sorridergli”, e ha ringraziato anche il personale scolastico intervenuto subito dopo l’aggressione.
Rivolta agli studenti presenti alla cerimonia, ha scelto invece un tono più semplice: «Studiate bene, preparatevi all’esame. Non mollate». Poi, con una nota più personale: «Pregate per me, sarà lunga, ma io non vi lascio».
Nel suo intervento, il ministro Valditara ha spiegato l’istituzione del premio come riconoscimento per studenti segnalati dalle scuole che si distinguono per comportamenti coerenti con valori come rispetto, solidarietà e responsabilità. Ha parlato del gesto del ragazzo come di un esempio di “coraggio” e “senso civico”, sottolineandone il valore educativo.






