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8 Comments

  1. 1

    Bergamo.info

    Cavalcare la tragedia nipponica per spingere una scelta politica e di interesse prevalentemente politico che, all'epoca, molto ha avuto a che fare anche con il sistema della corruzione generalizzata, non appare corretto. Discutere a fondo sulle garanzie tecniche di una scelta governativa, appare invece corretto. Giacomo Stucchi, di cui conosciamo la ragionevolezza e la chiarezza, ci sembra aver affermato questo. Apriamo pure la discussione…, quella delle garanzie, quella della tecnica, quella seria, insomma, come ci pare essere il tono della dichiarazione del parlamentare bergamasco, e non quella del ciarpame politicante.

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  2. 2

    Bergamo.info

    Nucleare di terza generazione? No grazie.

    Tutti riflettono, solo i nostri politici hanno certezze.

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  3. 3

    Aristide

    Per favore, siamo seri, quando si parla della tragedia di Fukushima. Informiamoci, cerchiamo di discutere i dati razionalmente rilevanti. O a che cosa serve andare a sentire le conferenze di quel farfallone di Piergiorgio Odifreddi a Bergamo Scienza? Ah, già, dimenticavo: serve per dire a nostra cugina che siamo stati a sentire la conferenza di Odifreddi. D’altra parte, lo stesso Piergiorgio Odifreddi su Repubblica.it non affronta gli aspetti scientifici del problema ma, parlando di Fukushima e dell’opzione nucleare italiana, ci ricorda che abbiamo una classe dirigente inetta (qui non possiamo dargli torto). Ieri finalmente, dopo mezzanotte, a Tg3 Linea Notte abbiamo sentito un fisico dell’Enea che, senza pronunziarsi pro o contro il nucleare, ha detto cose che non offendevano la nostra intelligenza. Ha snocciolato fatti, per quel che si sapeva. E là dove non si sapeva, diceva “non disponiamo dei dati”.

    Diffidiamo di Vendola, di Di Pietro e anche di Chicco Testa. Non c’interessano le vostre beghe, non vogliamo ragionare con le vostre testoline. Abbiamo la nostra testa, grazie.

    Il dato fondamentale è che l’esposizione prolungata a elevate dosi di radioattività provoca cancro e altre malattie. La pericolosità si determina considerando la dose equivalente rapportata al tempo di esposizione. L’unità di misura della dose equivalente è il sievert Sv = joule/kg, dunque è un’energia specifica alla massa. Si parla di dose equivalente e non di dose assorbita perché non tutte le radiazioni sono egualmente pericolose. La dose equivalente misura gli effetti biologici, la dose assorbita misura gli effetti fisici. L’unità di misura della dose assorbita è il gray (1 Gy = joule/kg). Dunque l’esposizione a un gray deposita un joule di energia in un kilogrammo di massa. Qual è allora la differenza tra il sievert e il gray, che pure dimensionalmente sono la stessa cosa? La differenza sta in un fattore di ponderazione (adimensionale) che tiene conto della pericolosità dei vari tipi di radiazione.

    Teniamo presente che l’esposizione a 100 mSv (millesimi di Sievert) prolungata per un anno provoca il cancro. Leggiamo oggi che a Fukushima si sono registrati 400 mSv in un’ora, in prossimità del reattore: e altrove? Inoltre: per quanto tempo è prevedibile che si mantenga tale livello? Non lo sappiamo, non credo che lo sappiano neanche loro, nel Giappone, dove 50 uomini probabilmente destinati alla morte si prodigano per spegnere l’incendio del reattore 4 di Fukushima (si dice che siano della Yakuza, la potente società segreta nipponica).

    Ora, capisco che il poeta Vendola e la ministra dell’ambiente Prestigiacomo, a sentir parlare di sievert e gray, coefficienti di ponderazione adimensionali ecc. possano spazientirsi, che il cervello cominci a fumare. Lo capisco benissimo. Ma allora perché parlano?

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  4. 4

    mario

    Aristide (ma cos'è, un sacerdote scienziato?) ha detto esattamente quello che molti intuiscono e che, per ignoranza o incapacità espressiva, non riescono a esprimere: la scelta politica non può che discendere da obiettivi dati tecnici, e con essi connettersi e rapportarsi, perché altrimenti non di politica si tratta ma di folle e casuale esercizio di un potere tragicamente posto nelle mani sbagliate. E' questa consapevolezza che, in sostanza, si chiede alla politica, pregandola di tenere da essa lontani, in circostanze decisionalicome queste, i troppi ciarlatani politicanti.

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  5. 5

    tommaso

    Ex Mario: "ciarlatano politicante".

    "Ecco quello (mi riferisco al summenzionato tipo umano), che aspira soltanto ad una carica, ad una poltrona. Costui non ha nessuna visione, nessun progetto. Vuole solo essere p.e. consigliere comunale, provinciale o regionale o parlamentare europeo, etc., presidente di una fondazione o di una qualsiasi istituzione.

    La sua personalità, il suo io si esauriscono nell'occupare quella carica, nel diventare una "autorità" con gli onori connessi: un lauto stipendio, gli inviti e gli omaggi formali, etc.

    E quando perde queste cose, perde tutto, perché dentro non è nulla, il suo essere si riduce all'involucro istituzionale. Perciò cerca sempre di restare a galla, con qualsiasi mezzo, alleandosi con chiunque, disposto a qualsiasi accordo, a qualsiasi tradimento. Questi personaggi accumulano cariche come altri accumulano denaro, per fare ed ottenere favori, per compiere ricatti e, così, aumentare ulteriormente il proprio potere".

    Grazie Mario, ottima idea quella di citare i "ciarlatani politicanti".

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  6. 6

    agostino

    Sindaco ancora uno sforzo!

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  7. 7

    tommaso

    Ah, dimenticavo: "i ciarlatani politicanti vi parlano di manovre e di intrighi, di cosa hanno detto e pensano tizio o caio, dei voti necessari per fare questa o quella maggioranza, etc.".

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  8. 8

    bartolo

    "Il suo essere si riduce all’involucro istituzionale": il ciarlatano politicante all'interno del proprio involucro presenta escrementi. E' uomo di m… Le istituzioni, anche solo per il fatto di essere state create dall'uomo, non riescono a essere internamente brutte come certi vomitevoli personaggi. Nella temperie attuale, costoro vanno drasticamente eliminati, segati alla radice come marce piante parassite.

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