Dove indirizzare l’economia bergamasca dei prossimi anni per mantenere il nostro tenore di vita?

Pubblicato da Luca Allevi il 29 agosto 2010
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Prima di trovare una soluzione dobbiamo pensare che ora gli USA pesano il 22% del PIL, l’Europa dei 15 il 21% e la Cina l’11% ma, nel 2040, la Cina peserà per il 40%, gli USA il 14% e l’Europa il 5%.  Facile immaginarsi che fine farà  Bergamo se la  manterremo ingessata con le solite note logiche. Allevi

Serve una nuova logica che non parta dall’autoreferenzialità dei soliti noti.

Serve coraggio e vogli di innovare.

La situazione economica internazionale ha subito numerosi cambi repentini negli ultimi anni, e in quest’ultimo periodo l’area euro si trova in condizioni di difficoltà. Ma è l’ambiente economico globale ad essere in difficoltà, soprattutto in Italia dove ad influire sul rallentamento della crescita delle imprese italiane, oltre a strutture datate e poco competitive  ci sono anche le lungaggini burocratiche che pesano soprattutto nel caso della nascita di nuove aziende.

Lo stato è ancora troppo presente nelle aziende italiane e questo frena oltre che la crescita, anche l’arrivo di investimenti esteri e la nascita delle start up. Ma per poter iniziare una ripresa economica le imprese devono poter crescere liberamente permettendo di generare ricchezza e occupazione.

Oltre ai lunghi tempi della burocrazia, le imprese non vengono adeguatamente protette: La principale causa di fallimento delle piccole aziende si trova nella loro inadeguata preparazione finanziaria e manageriale, inadatta a far fronte al nuovo mercato che si è sviluppato.

Il tessuto industriale italiano è composto principalmente da piccole imprese, con meno di 50 dipendenti. Queste imprese sono state create da un imprenditore che ha negli anni allargato il proprio business e quindi il numero di dipendenti. Un’altra caratteristica di queste aziende è che la loro creazione è avvenuta prima della crisi economica globale che oltre a mettere in difficoltà nazioni intere ha anche mutato le regole competitive del mercato

Si rendono allora necessarie strutture aziendali forti e dinamiche allo stesso tempo che siano in grado di affrontare il muovo mercato che si sta sviluppando. Le vecchie strutture aziendali sono troppo rigide e troppo dipendenti dalla figura dell’imprenditore che accentra tutte le funzioni decisionali. Questo tipo di azienda è lenta e nella maggior parte dei casi inadeguata al reagire alle nuove condizioni economiche globali in rapido mutamento.

La struttura aziendale di pari passo con un corretto approccio marketing, è di vitale importanza per le aziende e va strutturato in modo da essere flessibile ma forte, da poter sviluppare nuovi prodotti o servizi con il supporto del marketing e seguita da professionisti esperti.

 

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Autore articolo: Luca Allevi

Laureato in Economia e Commercio alla Bocconi. Consulente internazionale presso www.leaders.it
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