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Luca Allevi

Laureato in Economia e Commercio alla Bocconi. Consulente internazionale presso www.leaders.it

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4 Comments

  1. 1

    Franco

    Con queste premesse la grande idea della Giunta è quella di mandare a casa gli extra comunitari da v. Quarenghi …

    Fortunatamente sarà più facile che gli stranieri mandino a casa la Giunta !!!

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  2. 2

    noislamisti

    Leggere anche i commenti all'articolo sulla Libia, sùbito qui sotto e collegarli all'articolo in commento, collegando possibilmente anche i cervelli.

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  3. 3

    Katia

    Che desolazione!

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  4. 4

    Lucia

    Don Fausto Resmini, responsabile del Patronato S. Vincenzo di Sorisole, sacerdote di strada, come viene definito in un'intervista odierna a Bergamo News, ha dichiarato di provare un senso di impotenza di fronte alle migliaia di persone che stanno sbarcando a Lampedusa: "Si resta senza parole di fronte ad un afflusso così massiccio e, per certi versi, anomalo. Anomalo, in quanto non credo che tutti vengano in Italia per scappare da situazioni di guerra. Temo che dietro certi movimenti di massa si nascondano anche interessi economici e politici."

    Anche la Chiesa, dunque, quella parte della Chiesa che finora ha sostenuto l'accoglienza a tutti i costi comincia ad avere qualche preoccupazione in più, specie sotto l'aspetto della effettiva volontà di quei migranti nel lasciare le loro terre (sono spinti a farlo?). Parrebbe proprio di sì. I migranti sono quasi tutti molto giovani, inconsapevoli di ciò che li attende, privi di cultura, esperienza, formazione. "Anche volendo, non sono facilmente integrabili. E questo pone un problema enorme. Soprattutto perché, complice la crisi economica, di grandi spazi per gli immigrati non ce n’è più. Il rischio è che si scateni una guerra tra poveri. Anche perché l’Italia non trova sbocchi in Europa. Così finiscono imbottigliati, chiusi in un cul de sac potenzialmente esplosivo". Bene: ragionevole e drammaticamente problematico. Sono d'accordo.

    Soluzioni? Qui il tono cambia, e non si capisce più tanto bene, se non che, a ogni buon conto, la colpa è tutta del governo e dei leghisti. E le vicende internazionali? Non se ne parla, non ci si esprime, come non ci fossero. La colpa è del governo, e basta. Così, pur in palese contraddizione, ci si rifiuta di tentare di venir a capo di qualcosa. Nella nebbia dell'incertezza, però, ci si può preparare a scendere nuovamente in piazza per protestare. Contro il governo, naturalmente. Coesione di fronte all'emergenza? No. La coesione non c'è per colpa del governo, che non ha provveduto per tempo, che diamine!. Mio modesto parere: non è così che si possono affrontare situazioni del genere… Ci stiamo "fregando" da soli.

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