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2 Comments

  1. 1

    shitward

    Complimenti.

    Molto interessante.

    101 storie Zen.

    Imparare a star zitti.

    Gli allievi della scuola di Tendai solevano studiare meditazione anche prima che lo Zen entrasse in Giappone. Quattro di loro, che erano amici intimi, si ripromisero di osservare giorni di silenzio.

    Il primo giorno rimasero zitti tutti e quattro.

    La loro meditazione era cominciata sotto buoni auspici; ma quando scese la notte e le lampade a olio cominciarono a farsi fioche, uno degli allievi non riuscì a tenersi e ordinò a un servo: “Regola quella lampada!”.

    Il secondo allievo si stupì nel sentire parlare il primo: “ Non dovremmo dire neanche una parola” osservò.

    “Siete due stupidi. Perché avete parlato?” disse il terzo.

    “Io sono l’unico che non ha parlato” concluse il quarto.

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  2. 2

    Aristide

    "Meditazione dell'abbraccio"? Devo intendere quel complemento di specificazione come soggettivo oppure in senso oggettivo? Vedi l'esempio che si trova in tutte le grammatiche: "L'amore del padre" può essere l'amore che il figlio nutre verso il padre (in senso oggettivo), oppure l'amore del padre nei confronti del figlio (in senso soggettivo: è il padre che ama).

    Se il significato è oggettivo, si tratta di meditare sul significato, le conseguenze ecc. dell'abbraccio? Di quale tipo di abbraccio?

    Se invece il significato è soggettivo, è l'abbraccio che medita in senso lato, dal lat. meditor, che significa anche "esercitarsi". Quindi sono esercizi in cui ci si abbraccia? In tal caso, chi o che cosa è l'oggetto dell'azione dell'abbracciare? In quanto seguace di Epicuro so per certo che ci sono persone e cose, e idee, e imprese e altro ancora, che abbraccerei volentieri, altre cose che abbraccerei senza trasporto, ma per educazione potrei sacrificarmi (come quando si abbraccia una vecchia zia), altre, infine, che mi guarderei bene dall'abbracciare, o dal solo toccare (quando si trattasse di una vecchia babbiona con ubbìe giovanilistiche). In particolare sosteneva Epicuro: «Dei desideri alcuni sono naturali e necessari, altri naturali e non necessari, altri né naturali né necessari, ma nati solo da vana opinione.».

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