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    Bergamo.info

    Nel giorno di venerdì Santo (con l’auspicio che le prossime giornate di festa consentano una riflessione sull’importanza di cose troppo spesso messe da parte nella frenesia dei nostri giorni), una storiella che fa riflettere..

    Nel pancione di una mamma c’erano due bambini.

    Uno chiese all’altro: “Ma tu ci credi in una vita dopo il parto?”

    L’altro rispose: “Certo! Deve esserci qualcosa dopo il parto. Forse noi siamo qui per prepararci per quello che verrà più tardi”. “Sciocchezze” disse il primo “non c’è vita dopo il parto! Che tipo di vita sarebbe quella?”

    Il secondo riprese: “Io non lo so, ma ci sarà più luce di qui. Forse potremo camminare con le nostre gambe e mangiare con le nostre bocche. Forse avremo altri sensi che non possiamo capire ora”.

    Il primo replicò: “Questo è assurdo. Camminare è impossibile. E mangiare con la bocca!? Ridicolo! Il cordone ombelicale è tutto quello di cui abbiamo bisogno…e poi è troppo corto. La vita dopo il parto è fuori questione”.

    Il secondo continuò ad insistitere: “Beh, io credo che ci sia qualcosa e forse diverso da quello che è qui. Forse la gente non avrà più bisogno di questo tubo”.

    Il primo contestó: “Sciocchezze, e inoltre, se c’è davvero vita dopo il parto, allora, perché nessuno è mai tornato da lì? Il parto è la fine della vita e nel postparto non c’è nient’altro che oscurità, silenzio e oblio. Il parto non ci porterà da nessuna parte”.

    “Beh, io non so” disse il secondo “ma sicuramente troveremo la mamma e lei si prenderà cura di noi”.

    Il primo rispose: “Mamma? Tu credi davvero alla mamma? Questo sì che è ridicolo. Se la mamma c’è, allora, dov’è ora?”

    Il secondo riprese: “Lei è intorno a noi. Siamo circondati da lei. Noi siamo in lei. È per lei che viviamo. Senza di lei questo mondo non ci sarebbe e non potrebbe esistere”.

    Riprese il primo: “Beh, io non posso vederla, quindi, è logico che lei non esiste”.

    Al che il secondo rispose: “A volte, quando stai in silenzio, se ti concentri ad ascoltare veramente, si può notare la sua presenza e sentire la sua voce da lassù”.

    Ecco il modo in cui è stato spiegata l’esistenza di Dio

    ================== UN ALTRO PUNTO DI VISTA =====================

    Il Buddhismo e l’idea di Dio

    DOMANDA: I buddhisti credono in Dio?
    RISPOSTA: No, non ci crediamo. Ci sono varie ragioni. Il Buddha, come i sociologi e psicologi moderni, credeva che le idee religiose, e specialmente l’idea di un dio hanno origine dalla paura. Il Buddha dice:
    “Per paura la gente si rivolge a monti sacri, boschi sacri, alberi sacri ed altari.”
    (Dhammapada)
    Gli uomini primitivi si trovavano in un mondo pericoloso ed ostile, la paura degli animali selvaggi, di non essere capaci di trovare cibo sufficiente, di essere feriti o di ammalarsi, dei fenomeni naturali come il tuono, il lampo ed i vulcani, era continuamente presente. Non trovando sicurezza, crearono l’idea degli dei affinché questi offrissero sicurezza in tempi buoni, aiuto in tempi di pericolo e consolazione quando le cose andavano male. Fino ad oggi, lei noterà che la gente diventa più religiosa in tempi di crisi, li sentirà dire che la credenza in un dio e negli dei dà loro la forza per affrontare la vita. Lei li sentirà spiegare di credere in un dio particolare perché lo hanno pregato per necessità e la loro preghiera è stata accolta. Tutto ciò sembra dar ragione all’insegnamento del Buddha, in quanto l’idea di un dio è una risposta alla paura e alla frustrazione. Il Buddha insegna a tentare di comprendere le nostre paure, diminuire i nostri desideri e, con calma e sforzo, accettare le cose che non possiamo cambiare. Egli rimpiazzò la paura, non con la credenza irrazionale, bensì con l’intendimento ragionevole. La seconda ragione per cui il Buddha non credette in un dio è perché non sembra esserci nessuna evidenza che appoggi questa idea. Ci sono numerose religioni, tutte affermano che solamente loro hanno la parola di dio conservate nel loro libro sacro, che solamente loro capiscono la natura di dio, che il loro dio esiste e gli dei delle altre religioni no. Alcuni dicono che dio sia maschio, altri femmina ed altri ancora asessuato. Tutte sono soddisfatte di provare l’esistenza del loro dio, ma ridono con miscredenza davanti all’evidenza di altre religioni per provare l’esistenza di un altro dio. Non è sorprendente che con tante religioni differenti, dopo tanti secoli che si tenta di provare l’esistenza dei loro dei, non è stato ancora trovata un’evidenza reale, concreta, sostanziale ed irrefutabile. I buddhisti sospendono il giudizio fino a che tale evidenza appaia. La terza ragione per cui il Buddha non credette in un dio è perché quella credenza non è necessaria. Alcuni dicono che la credenza in un dio sia necessaria per spiegare l’origine dell’universo. Ma non è così. La scienza ha spiegato molto convenientemente sia nato l’universo senza dovere introdurre l’idea di dio. Altri pretendono che sia necessario credere in un dio per avere una vita valida e felice. Un’altra volta, possiamo vedere che non è così. Ci sono milioni di atei ed agnostici, senza menzionare i buddhisti, che hanno vite utili e valide senza credere in un dio. Alcuni dichiarano che è necessario credere nel potere di dio perché gli esseri umani, essendo deboli, non hanno la forza sufficiente per aiutarsi fra di loro. Nuovamente, l’evidenza indica la cosa opposta. Frequentemente si sente dire di persone che ha superato grandi impedimenti fisici ed ostacoli, disparità e difficoltà attraverso le proprie risorse interne, attraverso i propri sforzi e senza credere in un dio. Alcuni adducono che dio è necessario per dare salvezza all’uomo. Ma questo argomento è solo valido se si accetta il concetto teologico della salvezza, ed il buddhismo non accetta questo concetto. Basato sulla propria esperienza, il Buddha vide che ogni essere umano aveva la capacità di purificare la mente, sviluppare infinito amore e compassione ed conoscenza perfetta. Egli deviò l’attenzione dei cieli al cuore e ci stimolò a trovare le soluzioni ai nostri problemi attraverso la conoscenza.

    DOMANDA: Ma se non ci sono dei, come è nato l’universo?
    RISPOSTA: Tutte le religioni hanno miti e narrazioni che cercano di rispondere a questa domanda. Nei tempi antichi, quando semplicemente l’umanità non sapeva, sono stati creati i vari miti, ma nel nostro secolo, nell’era della fisica, dell’astronomia e della geologia, quei miti sono stati sostituiti dalla verità scientifica. La scienza ha spiegato l’origine dell’universo senza dover ricorrere all’idea di un dio.

    DOMANDA: Cosa dice il Buddha circa l’origine dell’universo?
    RISPOSTA: È interessante sapere che la spiegazione del Buddha circa l’origine dell’universo corrisponde strettamente al punto di vista scientifico. Nell’Aggañña Sutta, il Buddha descrive la distruzione dell’universo e la sua riformazione nella forma attuale attraverso un periodo di innumerevoli milioni di anni. La prima vita fu costituita sulla superficie dell’acqua ed un’altra volta, durante innumerabili milioni di anni, si evolse da semplici a complessi organismi. Tutti questi processi non hanno né un principio né una fine e si formano per cause naturali.

    DOMANDA: Quindi secondo lei non vi è una prova sull’esistenza di un dio, ma per quanto riguarda i miracoli?
    RISPOSTA: Ci sono molti che credono ai miracoli come prova dell’esistenza di un dio. Ascoltiamo pretese poco realistiche circa una cura che ha avuto luogo ma non contiamo mai su una seria testimonianza di un medico o di un chirurgo. Ascoltiamo relazioni di seconda mano riguardo qualcuno che è stato salvato miracolosamente da un disastro ma non abbiamo mai il racconto di un testimone oculare su ciò che è realmente successo. Ascoltiamo dicerie circa una preghiera che ha guarito un corpo malato, ma non vediamo mai radiografie o ascoltiamo commenti di dottori o infermiere. Pretese poco realistiche, relazioni di seconda mano e dicerie non sostituiscono una reale prova dei miracoli. Tuttavia, a volte succedono cose inspiegabili, eventi inaspettati. Ma la nostra incapacità per trovare una spiegazione per tali cose non prova l’esistenza degli dei. Ciò solamente prova che la nostra conoscenza è ancora incompleta. Prima dello sviluppo della medicina moderna, quando la gente non conosceva la causa della malattia, credeva che dio o gli dei inviavano una punizione. Ora sappiamo che cosa causa quelle cose e quando ci ammaliamo prendiamo delle medicine. Col tempo, quando la nostra conoscenza del mondo sarà più completa, saremo in grado di scoprire le cause dei fenomeni inspiegati come ora possiamo capire le cause delle malattie.

    DOMANDA: Ma se molta gente crede in un dio deve essere vero.
    RISPOSTA: Non tanto. Ci fu un tempo durante il quale tutto il mondo credeva che la terra fosse piana, ma tutti si sbagliavano. La quantità di gente che crede in un’idea non è indicativa della verità o falsità di quell’idea. L’unica maniera mediante la quale possiamo dire se un’idea è vera o no, è osservando i fatti ed esaminando l’evidenza.

    DOMANDA: Allora, se i buddhisti non credono negli dei, in cosa credono?
    RISPOSTA: Non crediamo in un dio perché crediamo nell’umanità. Crediamo che ogni essere umano sia prezioso ed importante, che tutti hanno il potenziale di diventare un Buddha—un essere umano perfetto. Crediamo che gli esseri umani possano uscire dall’ignoranza e dall’irrazionalità e vedere le cose come realmente sono. Crediamo che l’odio, l’ira, il rancore e la gelosia possano essere sostituiti dall’amore, dalla pazienza, dalla generosità e dalla gentilezza. Crediamo che tutto questo stia in ogni persona se si fa lo sforzo, guidato ed appoggiato dai compagni buddhisti ed inspirati dall’esempio del Buddha. Come Egli disse:
    “Nessuno ci salva eccetto noi stessi. Noi dobbiamo camminare nel Sentiero per noi stessi, ma chiaramente i Buddha ci mostrano la strada.”

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