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Luca Allevi

Laureato in Economia e Commercio alla Bocconi.
Consulente internazionale presso www.leaders.it

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5 Comments

  1. 1

    giovanni

    Sono d'accordo con Nozza. In particolare il lavoratore in mobilità non è un cassintegrato che ancora mantiene il posto di lavoro ma un disoccupato. Spesso ha moglie e figli a carico e non è in condizione di coprire eventuali ulteriori costi di trasporto e altro a proprio carico per svolgere l.s.u. presso comuni che speculano anche su rimborso spese. Piuttosto i comuni facciano ricorso all'ex art. 16 attraverso i centri per l'impiego ed assumano le persone per lo stesso tempo in cui necessitano di l.s.u.

    Chi commenta il Nozza ricordi pure, e questo il problema che dovrebbe affrontare, che ci sono

    disoccupati di seria A e di serie B. Quelli fuoriusciti dalle grande aziende, in particolare per chi è prossimo alla pensione, vengono accompagnati al fatidico traguardo in deroga alle regole a cui invece devono attenersi coloro espulsi da piccole aziende non protette a livello sociale. Si ricordi che chi è in queste condizioni non interessa il sussidio ma il ripristino della propria dignità con il rientro nell'attività lavorativa ed è a questo chi bisogna dare risposte se se ne ha il coraggio e volontà attivandosi, le istituzioni presso le aziende che non assumono neanche sotto pesanti incentivi,

    vedi Indesit, o perchè obbligati ma preferiscono pagare pesanti multe, vedi disabili.

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    1. 1.1

      Bergamo.info

      Caro Giovanni, ti ringrazio per l'intervento.

      Mi sapresti spiegare meglio alcuni concetti che hai richiamato nel tuo commento:

      1 – perchè un disoccupato (così lo definisci) dovrebbe guadagnare senza lavorare?

      2 – cosa rileva in questa questione che questo disoccupato abbia moglie e figli?

      3 – per quale ragioni a questi lavoratori / disoccupati dovrebbero essere pagati i costi di trasporto per andare a lavorare ?

      4 – con quale risorse i Comuni potrebbero assumere nuovo personale per lavoori socialmente utili?

      5 – cosa rileva l'esistenza dei disoccupati di seria A e B con il concetto di base che dovrebbe recitare che "per guadagnare si deve lavorare"?

      6 – la dignità del lavoratore (così tu la chiami), per te, dovrebbe essere garantita dallo Stato con un posto assicurato così come avveniva negli ex paesi comunisti?

      Con sincera stima e simpatia.

      Allevi

      Reply
  2. 2

    giovanni

    Caro Allevi, ti ringrazio per il riscontro a cui replico cominciando dal tuo ultimo punto. Prova tu a dare un'altro termine alla dignità sociale che dovrebbe essere propria di un lavoratore che perde il suo oggetto: il lavoro; ciò non vuol dire che deve essere garantito dallo stato, anche se ne è un caposaldo della costituzione, ma lo stesso dovrebbe adoperarsi per crearne le condizioni. E su questo punto sai ci sarebbe molto da parlare perchè se in passato, come tu dici, alcuni governi garantivano il posto, altri oggi lo garantiscono a una loro ristretta casta. Ma voglio chiuderla qui dicendoti che io, ultracinquantenne, fino ad oggi il lavoro l'ha ottenuto con le proprie forze e con le stesse lo sta cercando oggi. Per i primi tuoi due punti prova a spiegarmi tu una volta finita la mobilità, e con essa le 800 euro/mese (che sono state comunque pagate in parte dall'azienda e parte dai propri contributi) cosa deve fare uno se non riesce tra annunci discriminanti, autocandidatura, interinali al servizio delle aziende, e vogliamo parlare dei centri per l'impiego?, a ricollocarsi???. Prova a vivere con 800 euro/mese con moglie e figlio a carico, ecco cosa vuol dire. Ma è difficile capire se non si vivono certe situazioni, con tutta la buona volontà. Se poi da questo, il tuo punto terzo, dobbiamo tirar via costi per andare a svolgere l.s.u. vuol dire rendere ancora più pesante una situazione precaria o no?. Mi era sembrato di essere stato chiaro nel mio commento io non voglio il sussidio ma cerco un lavoro, che è quello solitamente retribuito attraverso l'esercizio di un mestiere o una professione. I comuni, il tuo punto quattro, potrebbero benissimo, vedendo alcuni bilanci, risparmiando o gestendo meglio alcune voci, pagare chi lavora. Anche per il quinto punto penso di essere stato abbastanza chiaro, per chi vuol capire, io sono uno di quelli che lavoravano in una di quelle piccole aziende che chiudono; e ti sembra giusto che chi lavora in un'azienda con più impatto sociale deve avere un trattamento privilegiato soprattutto a termine carriera? Ti sembra giusto che bisogna tirar fuori migliaia di euro per essere assunti? La legge non è uguale per tutti? Ma anche qui, ripeto, ci mettano in condizioni di lavorare; proviamo caro Allevi, anche se non facile, a valutare il comportamento delle aziende che oggi dettano le regole, ma anni fà il lavoratore aveva maggior rilevanza e rispetto; oggi assumere, nonostante tutti i contratti a lor favore sembra sia diventato un grosso problema. Lo dimostra la situazione attuale, c'è un pò di ripresa ma la disoccupazione non diminuisce anzi…..

    grazie dell'opportunità e buon lavoro……

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  3. 3

    Bergamo.info

    Caro Giovanni,

    una cosa mi sembra ci accomuni:

    l'incazzatura per chi non riesce a trovare un lavoro.

    Io ho due figli e non è bello sapere che hanno 1/3 di prababilità di restare disoccupati e 2/3 di laurearsi per prendere quanto percepisce un lavoratore in mobilità.

    Si deve trovare una soluzione che superi le ideologie.

    In questi giorni, se riesco, provo a scrivere qualcosa.

    Con sincera stima.

    Giuseppe Allevi

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  4. 4

    Federica Boerci

    Gentilissimo, io sono una ragioniera che dopo 28 anni di lavoro presso un’azienda si è ritrovata in mobilità a causa del fallimento dell’azienda dichiarato il 30.11.2012.
    Ho “accettato” di lavorare in una scuola materna dove non è necessaria nessuna particolare abilità (uso pc o altro) per “rientrare” nel mondo del lavoro ed essere soddisfatta di me stessa . Mi piacerebbe sapere però a che punto ero dell’elenco delle liste di mobilità visto che mi hanno riferito che molte persone prima di me si sono dichiarate NON IDONEE!!!! “Rifiutandosi praticamente. Questo è il vero male dell’Italia. Il fatto che viene considerato FURBO chi non rispetta le regole, ma anche chi non le fa rispettare è complice.
    Federica Boerci

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