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6 Comments

  1. 1

    Karl Heinz Treetball

    Certamente, dopo i troppo numerosi casi di storici leghisti dimessisi o dimissionati dal partito – dell'antico e splendido Movimento è rimasto assai poco – (ma il caso Curno è invece ancora aperto), l'aggiungersi del fallimento politico di via Quarenghi, sfida da vincere a tutti i costi per il dr Cristian Invernizzi, segretario provinciale della Lega nord orobica e assessore alla sicurezza del Comune di Bergamo, rappresenta una bruciante sconfitta per lui, sotto il profilo politico e personale. A propria volta, sue dimissioni in vista dopo le elezioni comunali di metà maggio? Sarebbe ormai auspicabile, magari accompagnate da un deciso rinnovamento anche delle facce leghiste bergamasche. Sarebbe ora.

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  2. 2

    Giuseppe Allevi

    Il "coprifuoco" è stato un'errore ma ben vengano i fondi in favore delle attività commerciali e artigianali.

    L'unica soluzione possibile credo sia la creazione di un'ISOLA PEDONALE (proposta inascoltata del Comitato dei negozianti di v. Quarenghi).

    Soluzione che allontenerebbe gli spacciatori (che mal sopportano di "lavorare" quando c'è tanta gente), aumenterebbe il numero di passanti sui marciapiedi (attualmente lo smog ed il rumore causato dal traffico nel tratto compreso tra v.Palazzolo e v.Paleocopa è un ulteriore disincentivo) e, conseguentemente, darebbe un nuovo slancio ai negozi.

    PS: il supermercato era gestito da un "bianco", questo dovrebbe fare riflettere chi pensava di allontanare gli stranieri dalla via …

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  3. 3

    Kamella Scemì

    La Lega è l'unica forza politica che può pensare di rinnovare i sistemi di partecipazione al proprio interno: lo deve alla sua storia, lo deve ai dati di fatto, perchè tutti coloro che si dimettono dal partito continuano a essere leghisti, profondamente leghisti, e ciò non può non mettere in discussione i quadri dirigenti e le loro incapacità di gestione. Questo anche perché, in ogni caso, in un partito carismatico, per di più nato come Movimento, i dirigenti non hanno e non possono avere l'autorità e la capacità culturale di valutare l'ortodossia delle differenti posizioni, pena rotture e spaccature continue. Soprattutto sono nell'impossibilità, che cade immediatamente nell'arbitrarietà, di giudicare posizioni di contrasto con altre, talora assurde, che facciano capo ad amici – o presunti tali – degli attuali dirigenti. Serve una decisa svolta, oltre a una opportuna purgazione dei quadri dirigenti. Così la vedo io, che non voto, ma so sulla mia pelle cosa significhi aspirare all'autonomia e alla libertà.

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  4. 4

    DEVILDER

    ASSOLUTAMENTE ISOLA PEDONALE ! Gli interessi dei bottegai non sono quelli della collettività. Il sistema di spaccio nordafricano non è altro che una mutazione della nostra mentalità da "pit stop": comprare le sigarette dal tabaccaio piantando la macchina in mezzo e sbattendosene degli altri.

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  5. 5

    f.alonso

    Perché non si cerca di fare sintesi fra i due tipi di ragionamento, entrambi interessanti, l'uno sotto l'aspetto politico e l'altro sotto quello pratico?

    Ignorando uno dei due, non si va da nessuna parte.

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  6. 6

    Kamella Scemì

    Ha ragione il pilota qui sopra: Zapperi, giornalista che, a dispetto di tutto e di tutti, secondo me è figura rara nel panorama bergamasco, ci dice che la questione non è solo pratica ma anche politica, e che pure come tale va esaminata. Io l'ho vista nel suo aspetto teorico, ma quello pratico è sicuramente essenziale.

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