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Giuseppe Allevi

Dottore Commercialista, Revisore dei Conti e pubblicista. Partner Leaders (consulenza fiscale, aziendale e del lavoro)

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14 Comments

  1. 1

    Elena

    Beh!, basta leggere in questo stesso sito http://bergamo.info l'articolo precedente su Raimondi e Pagnoncelli e i relativi commenti per capire tutto. Bisognerebbe rimettere in fila qui sotto tutti quei ventidue commenti, e ripartire da lì. Il bello è che Raimondi & C., anzi, CL, si dicono cattolici, e poi sembra che neanche leggano e apprezzino la fatica che insigni lettori di questo sito fanno nel commentare con amoroso impegno ogni settimana il brano evangelico che la liturgia propone. Quello del cieco nato, il brano di questa settimana, mi sembra perfettamente attinente. Addirittura, miracolo!, di ciechi mi pare che ce ne siamo ritrovati almeno due… ma, ahimé, sembra che restino ciechi.

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  2. 2

    Stalking

    Sì, restano ciechi dopo aver ridotto la bergamasca a un groviera, formaggio di cui sono molto ghiotti. Ma i ciechi possono anche cascarci dentro nelle buche così numerose, prima o poi… Fate attenzione, almeno!

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  3. 3

    angelomario

    Da L'Eco di Bergamo di oggi: «Moltiplicazione di superficie», come paventa il consigliere regionale dell'Idv Gabriele Sola, o semplice errore tecnico da correggere «per consentire una puntuale applicazione del Piano cave»? Scoppia un mini-giallo, al Pirellone, sulla cava di Carobbio degli Angeli, in località Monte Castello, in prossimità dei confini con i Comuni di Grumello, Gandosso e Trescore.

    Tutto nasce da una proposta d'atto amministrativo arrivata in discussione alla commissione Ambiente, che propone la correzione della scheda e della planimetria del sito estrattivo, inserito nel Piano cave della nostra provincia (datato 2008). La scheda attuale attribuisce alla cava una superficie di 0,3 ettari; con questo provvedimento il dato verrebbe portato a 4,2 ettari, lasciando però invariati i volumi di materiale estraibile.

    Nella delibera regionale la misura viene spiegata con la necessità di correggere un errore segnalato dagli uffici di via Tasso, in quanto la delimitazione della cava riportata dalla planimetria attuale non è «tale da consentire l'estrazione del volume di materiale previsto dal Piano».

    Circostanza confermata dall'assessore provinciale all'Ambiente, Pietro Romanò: «La cava di Carobbio è stata introdotta nel Piano cave non dalla Provincia, ma dalla Regione – premette -. Ci sono però due errori materiali: nella scheda non sono precisate le prescrizioni tecniche e si utilizzano una planimetria e una scheda sbagliate, risalenti al 2000. Va quindi fatta una correzione, ma la volumetria da estrarre resta invariata. Se poi qualcuno vuole far polemica…».

    Il riferimento è a Gabriele Sola, che ha sollevato l'argomento in un comunicato, parlando di «un vero e proprio stravolgimento» della cava e aggiungendo che «è grave il tentativo di farlo passare come una semplice rettifica: vogliamo vederci chiaro. L'area interessata dalla cava è di particolare pregio e rilevanza. Il consumo dissennato del suolo rappresenta un'emergenza. Una proposta di legge per contrastarlo fu depositata da Legambiente ad inizio legislatura. Sarebbe tempo di rispolverarla».

    E' un caso? Sufficiente a sostenere le perplessità manifestate da molti??

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  4. 4

    prode anselmo

    I giochini dei politicanti come quelli descritti in questo articolo e in quello, posto in questo stesso sito, riguardante praticamente lo stesso argomento http://bergamo.info/politica/Raimondidevesceglier
    danno l'idea del feroce distacco del popolo da costoro che, qualunque casacca vestano o dietro qualunque croce in modo blasfemo si nascondano, si appropriano delle sostanze pubbliche mediante la gestione di esse a proprio uso e consumo. Ovviamente, non voglio dire che le figure politicanti indicate negli articoli si attagliano a tale visione, dovendosi sempre fare salve le caratteristiche personali dei singoli, qui non in questione, ma che la generalizzazione di tali comportamenti crea per contrappasso la generalizzazione di tali concezioni. Ed è un vero delitto per la vita sociale.

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  5. 5

    A.M.F.

    A Palosco, il Consiglio comunale ha approvato all'unanimità una mozione contraria alla trasformazione della cava di Telgate in discarica. «L'ipotesi discarica ci allarma – ha dichiarato a L'Eco di Bergamo il sindaco Massimo Pinetti –. La Provincia, a suo tempo, ha accolto la nostra richiesta di partecipare alla conferenza dei servizi e noi abbiamo incaricato un geologo che sta seguendo la questione. Già nel 2007 in commissione cave ci eravamo pronunciati negativamente, perché si presentiva la trasformazione in discarica. Sta accadendo, quindi torniamo a dire no».

    Nessuna relazione con quanto sopra?

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  6. 6

    Ghigno di Tacco

    Ho avuto oggi un po' di tempo libero per guardare il video di report sulle cave. Sinceramente:

    1 – Mi sembra una trasmissione a senso unico: che ciò che mostra siano malfatte non ne dubito, peccato che l'obiettivo sia uno solo e ben preciso (la vecchia equazione rai tre = tele kabul non mente)

    2 – Quell'invettiva della Gabanelli contro Raimondi è assurda, visto che Marcello ricopre quella carica da meno di un anno e le malfatte sappiamo bene che le fece il suo buon predecessore

    3 – Un politico, così come chiunque, è libero di non rispondere alle domande dei giornalisti, specie se faziose e capziose, specie se lui non fu responsabile del misfatto che quei bravi intriganti di rai tre vogliono addossargli. Semmai se risponde alla magistratura. Quell'invettiva secondo la quale non rispondere a loro significhi non rispondere ai cittadini mi sembra un parto della peggiore retorica ciceroniana: se Marcello non saranno un bravo assessore quei cittadini saranno più che liberi di non rieleggerlo: la Gabanelli segue la perversa logica della stampa come un quarto potere libero di frapporsi non come testimone, il che è giusto, bensì come partecipante alla dialettica politica. Con il chiaro obiettivo – mi pare evidente – di gettare livore sul centrodestra.

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  7. 7

    Nanni

    La risopsta di Ghigno di Tacco è quella di un esponente del partito mentre l'autore di http://www.bergamo.info (non solo di Report) aveva posto due quesiti con valenza concreta per la salvaguardia del territorio:

    1) perché la Provincia determina quanti volumi servono e la Regione che sta fuori ne autorizza di più ?

    2) perché non vengono rispettate le convenzioni che prevedono che i buchi non vengano chiusi con i rifiuti ma vengano tappati con qualche albero o un prato?”

    Non mi sembrano domande faziose per la quale necessita aspettare una legislatura per rispondere.

    Raimondi può ancora rispondere: nel suo interesse e nell'interesse della gente.

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  8. 8

    Aristide

    Vedo anch’io con ritardo l’inchiesta sulle cave trasmessa da Raitre nel corso della trasmissione Report (visionabile in ‘videostreaming’: basta far clic sul collegamento ipertestuale alla voce “Da Report”, ottava riga dall’alto, nell’articolo di apertura).

    Il mio giudizio, per quel poco che conta, è che il servizio sia eccellente. Sarà anche vero che Report è una trasmissione di sinistra (in ogni caso, “di sinistra”, e non “de sinistra”). Però, volesse il cielo che la sinistra fosse tutta e sempre così! Che cioè fosse una sinistra finalmente dalla parte del popolo, una sinistra che ben si guardasse dal volerci rifilare patacche come Luca Cordero di Montezemolo, una sinistra meno salottiera, meno avventurista sul piano sessuale, meno compromessa con la finanza, meno catena di trasmissione degli interessi dei ceti parassitari, meno evasiva sul piano etico. Sarebbe tutto un altro vivere.

    Sarà anche vero che la Gabanelli, giornalista freelance (cioè, senza diritti sindacali) autrice e conduttrice di Report è di sinistra: però proprio nel corso di questa trasmissione dedicata alle cave, verso la fine, non mi sembra che le mandi a dire, al nuovo fenomeno della cosiddetta sinistra, in perenne ricerca di volti nuovi, cioè all’uomo con l’orecchino, altra grandissima patacca.

    La Gabanelli ha posizionato corrrettamente il problema delle cave in Lombardia con quelle due domande riportate nell’articolo che apre questa pagina di Internet. Ghi(g)no di Tacco si cimenta in una difesa di Raimondi senza mordente che, a dire la verità, appare perfino poco convinta, quasi una difesa d’ufficio. Tant’è che Nanni, nel riproporre quelle due domande della Gabanelli, ha buon gioco nell’osservare che esse non sono faziose e che, al contrario, centrano perfettamente il problema.

    Mi limito qui a osservare quanto sia eloquente, oltre che pertinente, la testimonianza offerta in questa puntata di Report dal sindaco di Montichiari, Elena Zanola: «Sono stata espulsa dalla Lega nord perché mi sono opposta alle discariche, perché non ho voluto fare l’accordo con il Pdl, dopo che Forza Italia aveva portato tutte le discariche a Montichiari».

    Inutile aggiungere altre parole. Dicevano gli antichi: “Intellegenti pauca”.

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  9. 9

    Ghigno di Tacco

    Sono pienamente concorde sul fatto che si tratta di malfatte vere e proprie. Non a caso le domande della Gabanelli sono a parer mio faziose non nei contenuti, che anzi sono logicamente dettati dal buon senso (volumetrie ecc.), quanto piuttosto nei motivi di fondo (lo ammettono altri commentatori di questa pagina che Report è di sinistra) che inducono la giornalista a lanciarsi in quell'invettiva che ho definito ciceroniana, ben diversa dalla più moderata critica rivolta all'uomo con l'orecchino, come lo definite… Mi sento in dovere di difendere Marcello Raimondi, in quanto politico onesto (specie se paragonato al predecessore in tale ufficio) che non merita una simile faziosità contro di sè. Sono un esponente di partito, è vero, indi per cui sono di parte, però a pelle avverto che anche la Gabanelli è parecchio di parte.

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  10. 10

    Nanni

    Caro Ghigno di Tacco,

    sembra che tu ammetta di essere di parte e che tale faziosità ti impedisca di dare un giudizio oggettivo.

    Sembri convinto che la presunta faziosità della Gabanelli giustifichi la tua.

    Sino a quando i politici saranno faziosi le cose non potranno andare bene:

    tale comportamento significa anteporre i propri interessi a quelli della gente.

    In ogni caso, caro Ghigno, almeno tu esprimi il tuo giudizio mentre non mi sembra corretto che un rappresentante del popolo, pagato profumatamente, si rifiuti di dare risposte anche al più fazioso dei giornalisti …

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  11. 11

    Ghigno di Tacco

    Caro Nanni, il mio essere di parte non è giusitficato dal fatto che anche la Gabanelli lo sia (di presunto non v'è nulla sulla faziosità di costei, vedi villa di Berlusconi, nucleare etc: dice cose vere ma con un fine di parte. La sinistra non può negarne la faziosità: è come se io negassi che un Feltri o un Fede sia fazioso). La mia visione corrisponde a quella della politica in cui credo io. Ovvio che sono soggettivo: ma esiste forse l'oggettività se si parla di politica?

    Per quanto concerne Raimondi, al posto suo avrei fatto la medesima cosa, così come declinerei gentilmente un invito da Santoro, così come un politico di sinistra sarebbe dalla parte della ragione a non rispondere ad un reporter del tg4. Fosse venuto Staffelli con un tapiro, il cui scopo è ironia e non trasmissioni piagnisteo, avrei certamente risposto. Od altrimenti avrei fatto un comunicato stampa su un giornale serio, rilasciato una dichiarazione in Consiglio Regionale, ecc. Ma rispondere ai faziosi no, specie se non si ammettono tali, il che sarebbe onestà intellettuale, bensì si atteggiano a capi popolo super partes.

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  12. 12

    Kamella Scemì

    Caro Ghigno (quell'altro era Ghino),

    credo a Bergamo.info quando dice che Raimondi è una brava persona, immerso, però, da cattolico praticante, nella latrina partitica. Per questo l'aspetto etico-morale ha un'importanza fondamentale. Anch'io non avrei risposto né a Fede né a Santoro quali giornalisti anche solo ideologicamente prezzolati (il primo, non soltanto, pare), perché sarebbe stupido, squalificante per me stessa. Ma a domande oggettive che mi avessero posto, direttamente o indirettamente, avrei risposto, eccome! Se fossi in Marcello, che è persona per bene, mi precipiterei inoltre e subito a rispondere ai dubbi tremendi che sono emersi dai commenti a questo articolo e all'altro in pagina: come si può pensare di non associare le mancate risposte alla scelta di personale politicante che Raimondi sarebbe chiamato a fare? Come, poi, non rispondere alle domande circa il ruolo – in esse supposto come assai negativo – dei partiti, al loro continuo distacco dalla società, che da essi si vede oppressa? Mica la democrazia è fondata su partiti come questi, chiusi a qualunque partecipazione politica dei cittadini e i cui attori sono prevalentemente dediti, nella percezione generale, ad arraffare quanto più possibile a proprio personale vantaggio! Per esempio, dove trovano le centinaia di migliaia di euro per finanziare e gestire campagne elettorali degne ciascuna di mega campagne pubblicitarie di colossi economici? La risposta la lascio a Te che, visto il nome che assumi, forse sai qualcosa di quel tale che iniziò lo svuotamento sistematico e "industriale" delle casse comuni a vantaggio dei politicanti. Allora furono definiti sporchi…e oggi?

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  13. 13

    Mimmo, candidato sin

    Buongiorno, sono Giancarlo Pagliarini : oltre a Moratti, Pisapia e altri faccio parte anch’io dell’elenco dei candidati sindaci di Milano.

    I programmi amministrativi di tutti i candidati saranno esposti nell’Albo Pretorio del Comune.

    Tuttavia mi prendo la libertà di allegarle la sintesi del mio programma (Allegato 1) : la verità è che ho accettato questa candidatura anche perché la campagna elettorale mi dà l’opportunità di ripetere e diffondere le caratteristiche che dovrebbe avere la riforma federale di cui il Paese ha ogni giorno più bisogno (Allegato 2) .

    In sintesi propongo 1) che a Milano in Giunta, a governare, ci siano rappresentanti della maggioranza e anche della minoranza: basta con l’assurdo «muro contro muro» dei partiti politici che blocca la nostra città (e il nostro paese) 2) che le nomine siano fatte sulla base delle capacità professionali. I partiti politici devono smettere di fare gli “uffici di collocamento” : basta con le nomine «in quota» a questo o a quel partito 3) che i cittadini siano coinvolti, consapevoli e ascoltati: tutte le volte che è logico e ragionevole si svolgano referendum deliberativi senza quorum 4) che tutti sappiano a) da dove vengono i soldi del Comune e come sono usati, e b) dove vanno a finire tutte le tasse che i milanesi versano a tutte le Pubbliche Amministrazioni della Repubblica e cosa ricevono in cambio.

    Se ritiene che queste idee meritino di essere diffuse, si senta libera/o di inoltrarle ai suoi amici e colleghi: gliene sarò grato.

    Spero davvero di non averla disturbata e in questo caso la prego di perdonarmi!

    Con la più viva cordialità

    Giancarlo Pagliarini

    Ps: se desidera approfondire queste idee oppure se desidera altro materiale (per esempio sul cosiddetto “federalismo fiscale”, oppure sulle spese elettorali, ecc ecc) sono a sua disposizione

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  14. 14

    prode anselmo

    Ma guarda tu chi si rivede! Giancarlo Pagliarini!, Ex- ministro leghista: eh, già, il cognome dice pur qualcosa, visti i cognomi che girano qui. Si capisce…

    Però un'osservazione la vorrei fare al prof.: perchè queste cose non le diceva allora, correggendo eventualmente certe derive di stupidità leghiste, e aiutando in quel partito a far emergere persone preparate, che c'erano e ci sono, e non certi bifolchi (per non dire peggio) – pur non moltissimi – che ne offendono l'immagine e ingannano il popolo?

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