Il Grande Parco e l’Itinerario dei Parchi

Pubblicato da Giuseppe Allevi il 22 dicembre 2009
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parcoDOPOFinalmente si pensa di abbattere  – come da noi già chiesto nel 2004 (articolo dell’Eco di Bergamo) -   il muro di divisione fra il Parco Suardi e gli Orti.  Forse è l’inizio per realizzare la nostra vecchia idea di creare una pista ciclo pedonale che unisca la Gamec a Piazza Pontida.

 Il Credito Bergamasco sembra che abbia  incaricato l’architetto Attilio Gobbi di elaborare un progetto che inserisca i nuovi spazi espositivi della Carrara nell’area verde adiacente al Parco Suardi.   Le due aree verdi verrebbero unificate per creare il cosiddetto polo della Cultura. Si penserebbe a delle strutture leggere (per noi già troppo pesanti). Si tratterebbe di uno spazio espositivo immerso nel verde che consentirebbe di accedere al Parco Suardi.  Interesante andare a visionare il gruppo fondato su Facebook “Salviamo il parco Suardi e gli orti di Bergamo” che, nel giro di pochi giorni, ha superato i 3.000 iscritti.

L’idea è di unire i parchi di Bergamo in unico percorso, anche ciclabile, lanciando l’ipotesi che l’area dove ora sorge la caserma Montelungo sia, anche parzialmnte, dedicata al verde. Uno stupendo itinerario tra angoli incredibili della nostra città dove raggiungere qualsiasi punto del centro in 15 minuti.

I parchi cittadini sono, rispetto ad altre realtà regionali e anche provinciali, molto piccoli, e, forse anche per questa non emendabile caratteristica, poco frequentati rispetto alle esigenze manifeste. Bergamo è quella che è, con i suoi pregi (moltissimi) e con i suoi difetti (nel complesso pochi), fra i quali ultimi indubbiamente quello della scarsa disponibilità di pubblici spazi verdi: senza, però, effettuare lavori di rilievo e senza nemmeno toccare l’attuale viabilità cittadina, ma semplicemente sfruttando le poche piste ciclabili esistenti e destinando diversamente l’area attualmente occupata da una caserma abbandonata, si potrebbe creare un percorso pedonale e ciclabile che unisce e valorizza tutte le aree verdi del centro cittadino, così reciprocamente potenziandole. Un vero e proprio “polmone” nel pieno centro di Bergamo bassa. Il progetto è schematicamente riportato nelle pagine seguenti, e il percorso evidenziato in rosso. I risultati immediati sarebbero:

  • una maggiore frequentazione dei parchi da parte di tutti i cittadini, perché essi verrebbero utilizzati non soltanto come luogo di riposo e svago, ma goduti anche come luogo di transito
  • una maggiore sicurezza, dovuta anche al controllo sociale esercitato dal maggior numero di visitatori
  • un miglioramento della qualità della vita di tutti quei cittadini che, in questo modo, potrebbero essere invogliati a non usare l’auto per spostarsi nel centro della città, con conseguente diminuzione del traffico e minor inquinamento.

Il progetto pensato, dal sottoscritto, commercialista concittadino, insieme e con i suggerimenti dei figli Luca (14 anni) e Andrea (8 anni), prevede l’attuazione di un primo tratto di “percorso-parchi” che va dal Parco Marenzi a Largo Rezzara (Piazza Pontida): ciò sarà possibile mediante un primo collegamento, diretto, un semplice varco, fra il Parco Marenzi e la Piazzetta Santo Spirito e di quest’ultima piazza con il Giardino Caprotti, passando attraverso due cortili privati e un breve tratto di via Pignolo. È stato già verificato che gli inevitabili problemi legali potrebbero essere superati senza grandissime difficoltà. Certamente, si tratterebbe di garantire la dovuta sicurezza chiudendo l’itinerario durante le ore notturne, ma gli stessi privati potrebbero, d’altro canto, godere di un comodo accesso ai parchi e alle stesse strade loro contigue. In ogni caso, contestualmente all’inizio delle procedure per garantire a favore del Comune la costituzione delle necessarie servitù di transito, si dovrebbe immediatamente mettere a disposizione di tutti un percorso alternativo, ben individuabile, che non dia il pretesto ai disfattisti di ingessare il miglior e maggior godimento degli spazi pubblici della città con la scusa di difendere la posizione di una sola famiglia, quella che allo stato attuale non sarebbe d’accordo, non importa se a danno di tutta la collettività. Comunque, almeno per quanto concerne il collegamento tra il Parco Marenzi (che nell’ipotesi del Grande Parco è solo una porzione della grande area verde che collegherà il centro con l’Accademia Carrara) e la Piazzetta S. Spirito sarà possibile un percorso protetto utilizzando parte del marciapiede esistente senza interferire con proprietà private. Dal Giardino Caprotti, attraverso via Pradello, si raggiungerebbe via Tasso, il Sentierone, via Sant’Orsola (in bicicletta) o via XX Settembre (a piedi), per raggiungere infine Largo Nicolò Rezzara, cioè l’antica e bellissima piazza Pontida.

Per rendere più accattivante l’itinerario, al ritorno, con un adeguamento ai sensi unici già esistenti per il traffico veicolare, si potrebbe transitare lungo l’itinerario via S. Alessandro, via Borfuro, ritornando poi, attraverso il Giardino Frizzoni, al Sentierone. Il costo per l’attuazione di questa prima proposta è praticamente inesistente, se si esclude l’onere per la segnaletica e l’abbattimento di un paio di muri. Resta salvo, ovviamente, il costo per le pratiche legali. Quale secondo tratto di percorso, si potrebbe allargare l’anello verso est, inserendo nell’itinerario anche il Giardino Belli e il Parco Fratelli Locatelli, e verso ovest, inserendovi il Parco Suardi e la via S. Tommaso (Galleria d’arte moderna ed Accademia Carrara).

Il collegamento tra il Parco Suardi il e il Parco Marenzi potrebbe avvenire solo destinando l’area della Caserma Montelungo a spazio verde. Per consentire il passaggio degli autoveicoli in via San Giovanni (avanti all’ingresso principale dell’attuale caserma) sarà possibile prevedere un semplice attraversamento o, opera più onerosa, scavare un sottopasso ciclo-pedonale oppure, al meglio, interrare un centinaio di metri della detta pubblica via. Infine, dal Parco Suardi, attraverso il verde e accompagnati dai brusii e “rumori” della natura, come il canto degli uccelli, è possibile raggiungere la Galleria d’Arte Moderna in via S. Tommaso.

 

Itinerario dei parchi

A cose fatte, Bergamo avrebbe il primo vero Grande Parco. Occorre, però, avere la seria intenzione di fare un simile regalo alla città. Nell’articolo “Il grande Parco” si analizza specificatamente questo ambiziosissimo progetto. Per ripagarsi di tutte le spese, in particolare per gli oneri derivanti dalla prevista parziale demolizione della caserma Montelungo, sarebbe probabilmente sufficiente concedere ai privati la possibilità di costruire un parcheggio sotterraneo, presso il quale sia anche previsto un conveniente noleggio i biciclette. Così facendo si potrebbe avere anche il vantaggio di consentire a tutti i cittadini provenienti dalla Val Seriana e dalla Val Brembana di parcheggiare l’auto in prossimità del centro cittadino, per poi raggiungere le rispettive destinazioni passeggiando in città attraversando il verde, e senza doversi incolonnare in auto. Teniamo conto che si potrebbe attraversare l’intera città, a piedi, in circa 15 minuti, tempo che corrisponde, quando va bene, a quello necessario per trovare un parcheggio: c’è ragione di ritenere che, superato il primo scoglio dell’abitudinarietà dei comportamenti, molti cittadini percorrerebbero assai volentieri questo itinerario. Il progetto prevede, ovviamente, la creazione di un’adeguata segnaletica che indichi sia il percorso consigliato che i tempi di percorrenza. In tempi successivi, esaurite le debite esperienze iniziali, l’itinerario dei parchi cittadini potrebbe essere facilmente “allargato” per mezzo di una serie di “Tour” che comprendano anche Città Alta, i Colli e i territori dei comuni limitrofi, contribuendo in particolare alla valorizzazione e all’affermazione concreta di quel Parco dei Colli che, finora, nella percezione dei cittadini, è stato visto soltanto come severa limitazione di natura urbanistica, severità che sempre più andrà indebolendosi se di quell’insieme territoriale non sarà fatto in fretta un concreto congruo utilizzo. A tal punto le possibilità di utilizzo sarebbero molte, con “anelli” guidati, piste ciclabili e pedonali, che andrebbero, ciascuno, dai cinque ai venti chilometri: ci sarebbe veramente da divertirsi e rilassarsi per tutti, bergamaschi e turisti, amanti dell’arte e della natura.

di Giuseppe Allevi

Il 7 giugno 2007 su “Il Bergamo” troviamo un magnifico cntributo di Andrea Bello:

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Autore articolo: Giuseppe Allevi

Dottore Commercialista, Revisore dei Conti e pubblicista. Partner www.leaders.it (consulenza fiscale, aziendale e del lavoro)

3 Responses to Il Grande Parco e l’Itinerario dei Parchi

  1. Alberto Trussardi 22 dicembre 2009 at 23:58 #

    Ottima idea! ;)

  2. stefano 27 dicembre 2009 at 12:15 #

    sarebbe davvero splendido se solo si riuscissea realizzare..con pochi piccoli accorgimenti si potrebbe fare una BG molto piu verde..speriamo!

    • Bergamo.info 27 dicembre 2009 at 13:31 #

      Saremmo onorati di qualche tuo suggerimento se il progetto non fosse chiaro.
      Grazie
      Ciao
      Giuseppe

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