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Giuseppe Allevi

Dottore Commercialista, Revisore dei Conti e pubblicista. Partner Leaders (consulenza fiscale, aziendale e del lavoro)

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7 Comments

  1. 1

    Elettore di centro d

    Quando Berlusconi uscirà di scena tutti i militanti del PDL faranno a gara per prendere le distanze dal Cavaliere …

    Se qualcuno desiderasse farsi sentire ora sarebbe un vero eroe !!!!

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  2. 2

    Elettore centro dest

    Per un elettore che desiderasse essere governato da Tremonti, Maroni o la Bonino come fare per evitare di finire nella mani di Vendola?

    A mio giudizio bisogna boicottare il PDL alle prossime elezioni …

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  3. 3

    Aristide

    ASPETTANDO I BARBARI

    Sia il partito di Berlusconi, sia quello di Bossi sono partiti carismatici. Sono pertanto destinati a implodere, quando i rispettivi capi si ritireranno dalla scena politica. Apparentemente, questi due partiti hanno fatto da diga contro la volontà egemonizzatrice della Trimurti, cioè del patto sociale che tiene insieme finanza, burocrazia di fascia alta e masse impiegatizie inerti. In questo patto sociale le masse impiegatizie inerti portano il voto, la finanza e la burocrazia di fascia alta forniscono l’ideologia, i salotti cosiddetti buoni, la copertura istituzionale degli interessi coalizzati. Si noti che il patto sociale è comunque operante nella struttura socioeconomica del paese, gli manca soltanto la legittimazione politica, per questo gli è necessario disarcionare Berlusconi.

    Sia Berlusconi sia la Lega nord, per ragioni diverse, si sono dimenticati per strada, cammin facendo, delle promesse fatte alla parte migliore dell’Italia. Adesso però, in vista dell’elezione del sindaco di Milano, il candidato di parte progressista ha detto cose molto giuste a favore dei ceti produttivi, degli operai, degli artigiani, dei giovani costretti a fare lavori stupidi, mentre altri cittadini, più fortunati e stupidi, protetti dai diritti sindacali, fanno lavori inutili o lavori che richiederebbero intelligenza. Fra l’altro, molti impiegati sono diventati stupidi, per eccesso di diritti sindacali, come certi insopportabili bambini viziati. Anche Franceschini, poco prima delle primarie del Pd, si era sbilanciato al punto da chiedere scusa alle partite IVA, per come erano state finora trattate dal suo partito. Non racconto fole, spero che ve ne ricordiate. Vi risultano pronunciamenti successivi, da parte di Franceschini, a favore delle partite IVA? Vi risparmio altri simili esempi, ben scolpiti nella mia memoria.

    I ceti produttivi sono, di fatto, “volgo disperso che nome non ha”. Sono stati ignorati, zittiti, all’occasione calpestati. Pur con esperienze diverse, costituiscono l’ultima speranza di salvezza interna per l’Italia, dopo di loro non rimarrà che giocare la carta esterna, la carta dei barbari. E se non ci riusciranno i barbari, sarà il diluvio. Vedi Kavafis: «E ora, che sarà di noi senza i barbari? / Loro erano comunque una soluzione».

    Ci fu un tempo in cui la Lega nord rappresentava questa speranza di salvezza “barbarica”. Molti di loro si sono trasformati in uomini di panza. Altre alternative? Un “Giuramento della pallacorda” prossimo venturo?

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  4. 4

    farkas

    Caligola volle nominare senatore il proprio cavallo; Berlusconi va a cavallo del Parlamento.

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  5. 5

    Adriano

    Celentano scrive al Fatto: “Cari amici fascisti, leghisti e comunisti: cacciamolo via!”

    29 aprile 2011
    “Un voto al referendum su nucleare, acqua e legittimo impedimento per mandare via Berlusconi”, chiede il cantante

    Caro direttore, ma soprattutto cari STUDENTI, comunisti, fascisti, leghisti e operai costretti a lavorare nell’insicurezza. Come avrete letto su tutte le prime pagine dei giornali, il governo non demorde. Continua, sfidando l’intelligenza anche di chi lo ha votato, nella sua DEMONIACA voglia di avvelenare gli italiani.

    Celentano critica il ministro Paolo Romani:

    Che peso può avere oggi la saggezza degli italiani se poi chi ci governa fa dei discorsi cretini come quello che abbiamo ascoltato a Porta a Porta dal ministro Paolo Romani? “Innanzitutto essere nuclearisti – ha detto – non può essere definita una bestemmia. Lo sono tutti i più grandi paesi del mondo, l’America, la Russia, la Cina, il Giappone e tutti i paesi europei. L’unica grande potenza industriale che non ha il nucleare è solo l’Italia”. Come dire che, se la maggioranza dei paesi industriali vogliono suicidarsi, la logica vuole che chi non si suicida è un mascalzone. Purtroppo invece, caro ministro, essere nuclearisti non solo è una bestemmia, ma significa essere DEMENTI fin dalla nascita.

    E se la prende con la moratoria del governo:

    La verità è che il vostro è un trucco per indebolire il referendum: senza il quesito del nucleare (e ora state tentando di far saltare anche quello sull’ACQUA), sperate che il LEGITTIMO IMPEDIMENTO non raggiunga il quorum. Stavolta credo che sarà proprio il governo a finire con “il quorum a pezzi”. NON SO COME si pronuncerà la Cassazione. È a lei che spetta l’ultima parola per decidere se il quesito referendario è venuto meno o no. In ogni caso non si potrà fare a meno di andare a votare. Se non altro per non deludere quel MILIONE di persone che vede in Antonio Di Pietro l’unico vero combattente per la salute delle prossime generazioni. Perché di questo si tratta, cari amici fascisti, STUDENTI, leghisti, comunisti e operai insicuri. Che Di Pietro stia cercando di salvarci dall’im – mane catastrofe lo si capirà prima di quanto si creda. La “Pub blica Ottusità” dei vari Romani, Sacconi, Quagliarielli, Gasparri e Prestigiacomo ha quasi raggiunto il punto di non ritorno. E la NATURA, la cui pazienza è ormai a pezzi, non tarderà molto a darci i suoi nuovi segnali.

    Celentano si rivolge a Berlusconi chiamandolo “Cara Silvia…”:

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  6. 6

    ana

    Credo che uno dei grandissimi meriti di Silvietto sia stato quello di mettere in Parlamento i cavalli (meglio, le cavalle) al posto dei parlamentari. Ha fatto come Caligola, ed ha avuto ragione. Perchè le cavalle hanno lavorato molto di più, molto meglio, con molto più buon senso (hanno senso pratico) di quattro montati "preparati" dai partiti e costati moltissimo, ovviAMENTE. Per di più impreparati in senso oggettivo: del resto, gli asini possono forse insegnare altro dal ragliare?

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  7. 7

    Karl Heinz Treetball

    Fino alla soluzione della crisi nucleare

    Il premier giapponese si azzera lo stipendio.

    Il primo ministro giapponese, Naoto Kan, ha annunciato martedì 10 che rinuncerà al suo stipendio finché perdurerà la crisi nucleare provocata dall'incidente alla centrale di Fukushima dell'11 marzo scorso. Secondo Kan, la responsabilità di non aver evitato l'incidente è tanto della Tepco, la società privata che gestisce le centrali nucleari in Giappone, quanto del Governo che ha puntato sull'energia nucleare come strategia nazionale. Kan ha aggiunto che per il Giappone è necessario "fermarsi un momento e rivedere da capo" le politiche energetiche previste in materia di nucleare e realizzare una società basata sul risparmio energetico e sull'utilizzo delle energie pulite come quelle eolica, solare e da biomassa.

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