Decreto salva Formigoni: il fine giustifica i mezzi. Dopo poche ore il TAR riammette la lista senza tenerne conto: prova di forza inutile

Pubblicato da Giuseppe Allevi il 6 marzo 2010
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formigoni

Il Consiglio dei ministri ha varato un decreto interpretativo delle norme esistenti sulla presentazione e l’ammissione delle liste dei candidati alle elezioni regionali. La necessità di un decreto, cosiddetto interpretativo,  sembra evidenziare che i Giudici non avevano tutti i torti.  Poche ore dopo il Tar riammette la lista Formigoni senza tenere conto del decreto approvato il giorno prima (ieri) dal Consiglio dei Ministri. L’ordinanza sosspende l’efficacia del provvedimento della Corte d’Appello e tra pochi giorni si cnosceranno le motivazioni. NESSUNA DECISIONE E’ STATA COMUNQUE ANCORA PRESA NEL MERITO: LA SENTENZA DEFINITIVA TRA POCHI GIORNI.

IL FINE GIUSTIFICA I MEZZI? Questa frase ha finito per sintetizzare il pensiero di Machiavelli, che certo non è il primo filosofo ad aver cercato di capire la politica in chiave razionale e scientifica. Il problema dell’organizzazione sociale ed in definitiva dell’amministrazione e del mantenimento del potere è stato affrontato in ogni epoca ed in ogni civiltà anche fuori da modelli precomprensivi di tipo morale. Ma tra tutti i trattati quello rinascimentale de’ “Il Principe” di Machiavelli  ha conquistato la fama di essere obiettivo, realistico fino a diventare paradigmatico per molti individui desiderosi di arrivare al potere o di mantenerlo.

La versione moderna, più raffinata, è la seguente: IL METODO E’ DETERMINATO DALL’OGGETTO !

La battuta: «Non c’è nessuna norma che indichi dove fisicamente si debba entrare quando scadono i termini della consegna delle liste – ha spiegato il coordinatore del Pdl –. Bene un decreto interpretativo potrebbe specificare che, entro quell’ora, basta trovarsi all’interno del palazzo ed è provato che a Roma, i presentatori della lista Pdl, erano dentro».

 

 

Autore articolo: Giuseppe Allevi

Dottore Commercialista, Revisore dei Conti e pubblicista. Partner www.leaders.it (consulenza fiscale, aziendale e del lavoro)

One Response to Decreto salva Formigoni: il fine giustifica i mezzi. Dopo poche ore il TAR riammette la lista senza tenerne conto: prova di forza inutile

  1. Bergamo.info 7 marzo 2010 at 17:52 #

    Interviene la Cei Sulla vicenda interviene anche la Cei: «Cambiare le regole del gioco mentre il gioco è in corso è un atto altamente scorretto», dice mons. Domenico Mogavero, responsabile della Conferenza episcopale italiana per gli affari giuridici, ai microfoni della Radio Vaticana. «La democrazia – ha detto il vescovo – è una realtà fragile che ha bisogno di essere sostenuta e accompagnata da norme, da regole, altrimenti non riusciamo più a orientarci ». Se invece «dovesse essere diretta dall'arbitrio di qualcuno o se dovesse essere improvvisata ogni giorno mancherebbe la certezza del diritto, dei rapporti e delle prospettive». E ancora in merito ai problemi sorti in questi giorni ha osservato: «Non credo che in democrazia si possa fare una distinzione fra ciò che sono le regole e quello che è il bene sostanziale, le regole non sono un aspetto accidentale del vivere insieme, ma quelle che dettano il binario attraverso cui incamminarci». «La definizione giusta – ha detto mons. Mogavero – è quella data dal Presidente della Repubblica quando ha parlato di un grandissimo pasticcio». Un «brutto precedente», frutto di «un atteggiamento arrogante della maggioranza».

    «Le regole – ha detto ancora il vescovo – sono a garanzia e a tutela di tutti. A questo punto si legittima ogni intervento arbitrario con la motivazione che ragioni più o meno intrinseche o pertinenti mettono un gioco un valore, il valore della partecipazione oggi, e domani un altro valore». «Ci sono state leggerezze, manchevolezze, approssimazioni – ha rilevato mons. Mogavero – nell'affrontare il gioco democratico che non sono a favore di nessuno, forse siamo impreparati a una democrazia sostanziale. Ci nutriamo di parole come partecipazione e consenso poi quando tutto questo confligge con qualcosa che ci penalizza invochiamo altri valori e altre soluzioni estemporanee per riparare ai guasti di chi ha improvvisato e sbagliato».

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