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Luca Allevi

Laureato in Economia e Commercio alla Bocconi. Consulente internazionale presso www.leaders.it

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6 Comments

  1. 1

    Serena

    Devo riconoscere la vostra indipendenza.

    Forse siete gli unici che non dipendete da Curia, associazioni di categoria o partiti politici.

    Speriamo che ci aiutiate ad individuare qualche politico illuminato.

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  2. 2

    Rotari, Langobardoru

    Poche frasi, ma significative quelle dell'articolo, come sempre: vorrei aggiungere, forse a ridondante precisazione, ma forse no, che il passo necessariamente da compiere in campo politico è quello della effettiva partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica, perché ai cittadini spetta l'effettivo controllo, trasparente, della stessa. Ciò da cui trae spunto la loro autonomia, la loro effettiva autonomia, nella incomprimibile libera ricerca della verità propria di ciascun essere umano.

    Su queste basi, sui loro effettivi comportamenti, potranno essere aprrezzati coloro che si propongono in quel particolare campo caritativo che è la politica, liberi innanzitutto dalle camarille partitiche, ormai tanto simili nelle procedure a quelle "lobbystiche", diciamola per il momento così.

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  3. 3

    pace e bene

    Penso che l’impegno esemplare di chi vuol esercitare ruoli pubblici e amministrare la res publica ai diversi livelli debba essere in modo netto e pulito quello di «non peccare», anzi di fare bene e di servire il bene della comunità civile. E so che questo impegno deve essere la prosecuzione di un limpido patto con gli elettori. Un patto che per me cattolico è fondato prima di tutto sulla chiarezza dei riferimenti valoriali, a cominciare dal rispetto della vita umana in tutte le sue fasi (non uccidere) e dalla valorizzazione della famiglia (onora il padre e la madre). Una società giusta si costruisce necessariamente su quelle fondamenta e – nelle altre grandi opzioni – è conseguente con esse. Non è una consapevolezza solo "cattolica", perché chiunque può coglierne ragionevolezza e razionalità, ma è certamente al centro dell’umanesimo cristiano. E a mio giudizio il "peccato più grave" che può essere compiuto da un politico è quello di disprezzare, distruggere o anche solo far finta che non siano decisive quelle basi essenziali, quei valori irrinunciabili dai quali discendono «conseguenzialmente» tutti gli altri. Se questa intenzione negativa sta scritta nel programma di chi si candida a governare città e territori, se è reiterata e precisata in affermazioni e slogan, noi da elettori dobbiamo farci i conti, chiederne ragione, tirare – in retta e formata coscienza – le conclusioni.

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  4. 4

    franco

    W bergamo info !!! …. anche perchè sovente i media sono asservili al potere, così come la gente che li legge, magari anche inconsapevolmente.

    SUGGERITECI DEI POLITICI E LI VOTEREMO !!!!

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  5. 5

    Kamella Scemì

    "La famiglia, per essere grembo stabile, sicuro e affidabile, richiede una durata e la durata richiede persone adulte che abbiano un carattere". Lo ha affermato il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei e arcivescovo di Genova, intervenuto questa mattina, presso la basilica dell'Annunziata, ad un convegno sulla famiglia nell'ambito del Progetto Giovani della Fondazione Carige.

    "Senza adulti non c'è famiglia, perché la famiglia è nella linea della durata, ha affinità con l'eterno. L'adulto è colui che ha un centro spirituale, un carattere, cioè ha fatto sintesi – sempre dinamica, in movimento nel senso dell'arricchimento e non della trasformazione – tra il pensare, il volere e il sentire. Se non c'è un centro spirituale, una sintesi, allora veramente non c'è neppure quel senso della durata, della stabilità della forza che ci vogliono perchè la famiglia sia veramente quel grembo generatore non soltanto di vite umane ma di persone.

    "Questo tipo di generazione non dura mesi o qualche anno, fino alla maggiore età, ma dura tutta la vita", ed è essenziale in un mondo dove "nulla è garantito a livello sociale, culturale, umano se non viene custodita, promossa e sostenuta in ogni modo la famiglia che non è un modo di dire ma è una esperienza universale, è la cellula fondamentale e fondativa non solo della società ma, prima, della possibilità di essere persone. Cellula, grembo, scuola dell'umano e, per i credenti, anche della fede. Nulla è garantito in una società, ma innanzitutto nell'uomo, se la famiglia viene considerata una fra le realtà e non la prima, se viene considerata un'appendice, un corollario e non il grembo generativo dell'umano e quindi del sociale".

    Nei comportamenti dei politicanti oggi sulla scena, locali, regionali o nazionali, si intravvede forse un qualcosa che possa indicare qualcuno di loro che abbia dimostrato concretamente una vera attenzione di questo genere, fondamentale per consentire alle persone, e ai giovani in particolare, di essere autonome, nel lavoro come nel pensiero, responsabili e di imparare a ragionare con la propria testa? Certo, a loro non conviene…

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  6. 6

    Aristide

    Scrivo questo commento il 30 maggio, a mezzogiorno, dunque prima che il ballottaggio abbia stabilito se sindaco di Milano sarà la Moratti o il Pisapia.

    Intanto suggerisco la lettura di un'intervista, pubblicata sulla 'Stampa' di Torino, dell'ex sindaco di Milano Borghini: bresciano, giornalista serio (vivaddio!), conosce perfettamente il russo e l'inglese, traduttore dal russo di saggi filosofici e storici, onesto ex migliorista del Pci (come Napolitano), ma travolto dall'operazione "Mani pulite", pur non portandone colpa. Sarebbe stato con Bucalossi il miglior sindaco di Milano, se gli avessero consentito di fare il sindaco. Ma in quel momento i salotti, la non-borghesia milanese, le maestrine, le masse impiegatizie che avevano l'ardire di considerarsi virtuose squittivano senza sosta, volevano tabula rasa e la cosiddetta società civile al potere. Lo costrinsero a rassegnare le dimissioni, dopo 18 mesi di buona amministrazione. Si candidarono Formentini e Nando dalla Chiesa. Riuscì vincitore Formentini, si dice per "colpa" di Montanelli che l'ultimo giorno prima del silenzio stampa si espresse contro Nando del Nandorlando (Nando dalla Chiesa + Leoluca Orlando Cascio). Formentini, già euroburocrate al Lussemburgo e a Bruxelles, poi leghista, infine progressista, fu la giusta punizione per coloro che squittivano la società civile ("squittire" è qui usato transitivamente). Purtroppo Formentini, attrezzato con tanto di donna Vittora, promossa "first sciura" di Milano, fu anche una punizione per i milanesi, che non meritavano tanto.

    Pisapia ha il vantaggio di non venire dalla società civile (non ne possiamo più!), purtroppo però è designato da quegli ambienti che hanno sempre squittito (usato sempre transitivamente) società civile. Non il Leoncavallo bisognava rimproverare a Pisapia, ma la società civile. Ma intato leggiamo l'intervista. Poi, forse, ne riparleremo:
    http://www3.lastampa.it/focus/elezioni2011/artico

    P.S. – Poiché è bene dire sempre tutta la verità, faccio presente che Borghini è stato indagato, su denuncia di Basilio Rizzo della lista Dario Fo, insieme con la Moratti, per aver assegnato consulenze a non laureati, per conto del Comune di Milano. Al tempo dei fatti era city manager. Credo che ci sia stata una condanna, ma poi un ricorso, seguito da proscioglimento. Al riguardo ho trovato notizie contraddittorie.

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