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Giuseppe Allevi

Dottore Commercialista, Revisore dei Conti e pubblicista. Partner Leaders (consulenza fiscale, aziendale e del lavoro)

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    Nanni

    AGGREGAZIONI

    Reti di imprese. L’Agenzia delle Entrate ha definito le agevolazioni per l’anno 2010; esenzione al 75,3733% degli utili che dovranno essere accantonati in un fondo non tassato.

    Il Contratto di rete è stipulato tramite un atto pubblico o una scrittura privata autenticata; più imprese perseguono l'obiettivo di accrescere la propria competitività e capacità d'innovazione attraverso un programma comune in cui si impegnano a collaborare attraverso lo scambio di informazioni e

    prestazioni di natura industriale, tecnica o tecnologica. Gli utili d'impresa reinvestiti nel fondo patrimoniale o nel conseguimento del programma di rete godono di una defiscalizzazione, fino a un massimo di un milione di euro.

    MODELLI DI BUSINESS

    Imprese terziste italiane – Per sopravvivere stanno cambiando le strategie. E’ noto che un’impresa è solida quando controlla tre elementi fondamentali: prodotto, tecnologia e mercato. I terzisti sono spesso molto forti sui primi due, ma avulsi dal terzo; la crisi economica che ha ristretto il mercato e la produzione del Far East che ha raggiunto un’alta qualità con un costo del lavoro minore li hanno resi pertanto ancora più vulnerabili. Da qui l’esigenza di produrre con marchi propri e arrivare sul mercato vendendo direttamente ai consumatori.

    Logica di sistema – Il Distretto di Budrio (BO) fa squadra per competere sul mercato cinese. Venti imprese con un fatturato totale di 50 milioni specializzate nelle protesi medicali e nella strumentazione usata per la riabilitazione hanno proposto in Cina il nostro sistema per lo sviluppo dei settori ortopedico e protesico. Nel 2008 la Cina aveva 169 milioni di anziani.

    La riabilitazione ha un enorme mercato con 84 milioni di persone bisognose di riabilitazione. I dispositivi di assistenza sono appena 1.400; servono 30.000 nuovi centri di riabilitazione; la domanda annua cresce di 100 miliardi.

    Cantieristica – Dietro il sorpasso dei Paesi asiatici non v'è soltanto un minore costo del lavoro ma una precisa strategia industriale che ha puntato sull'innovazione. Sarà difficile recuperare il ritardo perché la crisi della cantieristica italiana è strutturale. Alcune specializzazioni (navi da crociera, navi speciali e settore militare) hanno per qualche tempo dato l'illusione di potere alimentare un portafoglio ordini capace di sostenere il comparto. Purtroppo l'impossibilità attuale di competere nella costruzione delle navi dedicate al trasporto standard e al trasporto high tech discende dall'aver puntato su alcune specializzazioni, in particolare la crocieristica abbandonando la l'aggiornamento e l'innovazione tecnica di numerosi comparti. Al contrario i competitori hanno puntato su tecnologie costruttive e sull'innovazione di prodotti concepiti e realizzati in logica low cost e standard di qualità abbastanza buoni spiazzando le vecchie impostazioni di fabbricazione europee. Così la Cina ha acquisito il dominio assoluto delle rinfusiere (66% delle commesse mondiali), mentre i Coreani hanno una quota mondiale del 34% nel comparto standard e circa il 20% nel settore high tech.

    Target – Per competere con produttori che operano nel segmento di prezzi ultra-bassi come quelli cinesi sono necessari: radicale riorientamento del prodotto, drastica semplificazione, produzione locale e attenzione ai costi. Con una strategia ben impostata un marchio premium può diventare leader anche nel segmento di più bassa gamma. Honda in Vietnam è l’esempio.

    Anni 90, Honda dominava il mercato delle due ruote con il modello Dream, 2.100 $; entrarono competitor cinesi a 500/700 $. Nel 2000 i Cinesi venderono 1 milione di motocicli, Honda soltanto 170.000 unità. Honda decise di difendersi; ridusse il prezzo del Dream da 2.100 $ a 1.300 $ e nel frattempo progettò una versione semplificata che venne chiamata Wave Alpha che introdusse sul mercato a 735 $; con Wave Alpha Honda ha riconquistato il mercato vietnamita, la maggior parte dei produttori cinesi ha abbandonato il mercato vietnamita.

    Competitività – L’Europa rischia di trovarsi in una morsa: da una parte la Cina con la sua forza lavoro a basso costo, dall’altra la Silicon Valley con meccanismi di ricerca d’eccellenza.

    I numeri della Cina: 9-9,5% il tasso di crescita 2011, 453.000 imprese industriali, 41.000 il numero delle imprese estere manifatturiere, 10% il rialzo atteso nei salari, 18 milioni le auto prodotte dalla Cina nel 2010 (+24,5%), 16,5 milioni i veicoli venduti nel 2010, 27,5 milioni la previsione per il 2015.

    Piattaforme di lancio – L’Italia ha superato la Cina nell’export in Libano; siamo leader nei macchinari industriali. Beirut svolge un ruolo-chiave per le imprese che vogliono conquistare i mercati dell’area Medio Oriente.

    Fiducia – Emerge l’esigenza per le imprese di costruire fiducia per creare engagement e conseguire risultati di business. Negli anni ’60, negli USA il lancio di un nuovo prodotto riscuoteva la fiducia del 90% delle persone; nel 2010 soltanto il 10% delle persone dà fiducia

    ad un prodotto che vede per la prima volta.

    Economia della conoscenza – Di fronte ad un mondo che vive di interdipendenze, il mito individualista e di controllo delle organizzazioni non regge più. Bisogna mirare al modello collaborativo di sviluppo impostato sul concetto di globalità, sul coinvolgimento, sulla responsabilità, sulla formazione che parte dall’errore, sul coraggio di cambiare.

    LOGISTICA – In Svizzera è stato scavato il tunnel più lungo del mondo: due gallerie ferroviarie da 57 chilometri ciascuna. Sono terminati i lavori del tunnel del San Gottardo in Svizzera; ora si lavora a impianti ed infrastrutture. Preventivo: 18 miliardi di euro, il quadruplo del Ponte di Messina. Collegherà Rotterdam con Genova; nel 2017 arriverà a Chiasso un treno merci ogni due minuti. In Italia i tempi saranno diversi se non inizieranno i lavori per adeguare le linee ferroviarie.

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    La solita zuppa

    Solita Camera di Commercio e nuovi cda: Servitec, Bergamo Fiera Nuova e Tecnodal.

    Bergamo, 14 giugno 2011. La Camera di Commercio ha segnato l’avvio di una nuova stagione di interventi e di politiche che contribuirà a ridare competitività al tessuto economico e produttivo provinciale.

    Tra le azioni intraprese rientra il riassetto del sistema societario camerale, in particolare di quelle società, come Servitec, Tecnodal, Bergamo Fiera Nuova, in cui la Camera di Commercio detiene una quota consistente di azioni e che risultano essere strategiche per rimuovere le difficoltà delle imprese nell’affrontare un’evoluzione economica sempre più basata sulla conoscenza, sull’innovazione dell’organizzazione aziendale, sulla capacità di padroneggiare i sistemi informativi e di inserirsi nelle reti lunghe dei mercati internazionali.

    «La Camera di Commercio, grazie anche alle società partecipate, è in grado di individuare e costruire politiche di aiuto strategico al sistema delle imprese – afferma il presidente dell’ente camerale Paolo Malvestiti –. E’ questo il compito e l’impegno che vogliamo assumere con il consolidamento sul territorio di Bergamo Fiera Nuova e con le azioni che intraprenderemo in Servitec e Tecnodal».

    Venerdì scorso, 10 giugno, il disegno della Camera di Commercio ha preso forma e sostanza con l’ufficializzazione dei nuovi vertici delle tre società partecipate: Servitec, Bergamo Fiera Nuova e Tecnodal.

    Presidente di Tecnodal, in cui la Camera di Commercio detiene il 49% del capitale sociale, è Paolo Agnelli, presidente di Apindustria Bergamo e Confapindustria Lombardia. Oltre ad Agnelli, che subentra a Giuliano Lanzini, nel Cda sono presenti: Marco Amigoni (Camera di Commercio), Maurizio Allegrini (Provincia di Bergamo), Marcello Mora (Provincia di Bergamo) e Andrea Manzoni (Comune di Dalmine). Mora è l’amministratore delegato.

    «Le priorità per il prossimo biennio sono di portare in pareggio il bilancio e rendere sempre più efficace la gestione delle strutture del Polo per l'Innovazione Tecnologica a supporto dello sviluppo delle iniziative imprenditoriali delle aziende bergamasche» afferma il neo presidente Agnelli

    A capo di Servitec, partecipata al 31,56% dall’ente camerale, siede Maria Teresa Azzola, che subentra al dimissionario Roberto Sestini. Ad Azzola, numero uno di Cna Bergamo, il compito di gestire il Polo per l’innovazione, affiancata da Cristian Arrigoni (Camera di Commercio), Stefano Scaglia (Confindustria), Patrizio Fattorni (sindacato), Giuseppe Giovannelli (Università), Francesco Bramani e Andrea Migliorini (Provincia di Bergamo), Luca Gotti (Ubi Banca), Giampietro Maffi (Unione Artigiani). Amministratore delegato è Arrigoni. Per Azzola il compito è delicato ma nello stesso tempo strategico, in quanto i processi innovativi rappresentano oggi, insieme alla formazione e all’internazionalizzazione, il terreno su cui si misura la capacità competitiva di un territorio economicamente forte ed attrezzato, nel quale il manifatturiero ed i servizi sono all’avanguardia anche se bisognosi di adeguati interventi di riqualificazione. «E’ giunto il momento di rivedere il ruolo e le funzioni di strutture che, come Servitec, hanno rappresentato nella nostra provincia la concretizzazione di felici intuizioni, ma che oggi richiedono interventi di radicale ripensamento – spiega Azzola -. Ci attende un lavoro difficile di riposizionamento strategico, che non può certamente escludere profondi interventi di restilyng organizzativo, alla fine dei quali dovrà restare al nostro territorio uno strumento nuovo, efficace ed efficiente, capace di aiutare le imprese a misurarsi adeguatamente con le sfide poste dalla globalità dei mercati e dalla crisi in atto».

    Il riassetto di Servitec sarà anche l’occasione per dare vita ad una sperimentazione di “governance” provinciale sui temi dell’innovazione, in grado di unire energie e competenze dei vari attori che, in diversa maniera, si muovono nel mondo dell’economia e della conoscenza, tra questi, oltre alla Camera di Commercio, l’Università, le Istituzioni, le Associazioni imprenditoriali e il Sindacato dei lavoratori.

    Infine presiede Bergamo Fiera Nuova Paolo Malvestiti, presidente di Camera di Commercio (ente che detiene il 48,87% delle quote). Nel Cda: Matteo Zanetti (Camera di Commercio), Fabrizio Mazzoleni (Provincia Bergamo), Alberto Capitanio (Regione Lombardia), Enrico Capitanio (Comune di Bergamo), nominato come nuovo amministratore delegato della società.

    Secondo Malvestiti la Fiera Nuova dovrà aprirsi in stretta collaborazione con Promoberg al mondo dell’internazionalizzazione nel campo fieristico. «Il polo fieristico di Bergamo, che vanta in discussi successi con Promoberg nel campo delle fiere locali e nazionali, nonché nel campo delle attività convegnistiche e congressuali, dovrà fare sforzi significativi per indirizzare verso l’estero le imprese bergamasche – afferma Malvestiti -. La fiera dovrà rappresentare non solo una vetrina delle imprese, ma anche un’antenna che sappia percepire i segni di cambiamento sui mercati. Su questo siamo avvantaggiati anche dal fatto che il nuovo amministratore delegato ha una grande competenza tecnica, poiché vanta conoscenze approfondite sperimentate in Regione Lombardia nei settori del commercio e delle fiere».

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