Distretti: cercasi leader per uscire dalla crisi

Pubblicato da Federico Rossi il 31 marzo 2010
0 Commenti

distretti-italiani-l1Innanzitutto un breve cenno di storia. La Federazione dei Distretti Italiani nasce nel 1994 come Club dei Distretti e da subito ha operato con una mission ben definita: avviare progettualità concrete strettamente legate al territorio e che possano contribuire a creare opportunità per sviluppare le possibilità di crescita del tessuto artigiano-industriale del Distretto stesso. (di Federico Rossi)

Tra i paesi avanzati l’Italia presenta un peculiare scenario: pochi grandi gruppi con fatturato maggiore di 20 miliardi di euro. Al contrario presenta una costellazione straordinaria di piccole e medie imprese (cioè con meno di 250 dipendenti) fortemente specializzate in settori tipici quali arredo casa, alimentare, moda e meccanica.

Esistono circa 156 distretti che coinvolgono 12,5 milioni di abitanti diffusi soprattutto nel Centro-Nord, con una punta del 31,4% nel Centro.

Tra i Distretti storici, oltre a quello del meccano tessile che ha reso famosa Bergamo nel mondo, possiamo trovare quello del “Metallo delle Valli Bresciane”di Lumezzane e quello “Metalmeccanico” di Lecco.

La principale caratteristica del vantaggio competitivo dei Distretti è quella di un’accentuata divisione del lavoro tra piccole e medie imprese indipendenti, variamente collegate ad altre imprese con cui condividono il processo produttivo. La specializzazione delle fasi produttive, la distribuzione della capacità produttiva, la prossimità territoriale e produttiva sono le altre determinanti del successo della costellazione produttiva.

Ma che impatto ha avuto e sta avendo la crisi economica sui Distretti? Per dirla in maniera esageratamente semplice, possiamo rilevare queste tendenze:

  • Forte accelerazione del naturale processo di selezione fra le imprese;
  • Maggior coinvolgimento delle aziende piccole e sottocapitalizzate anche per il fatto che le medie stanno riportando in-sourcing alcune lavorazioni prima esternalizzate;
  • Significativo impatto dell’applicazione delle regole Basilea 2 per la struttura storica delle imprese;
  • Ripresa possibile soltanto a distanza di qualche mese dalle eventuale ripresa del mercato americano;
  • Maggiore spinta verso l’innovazione di prodotto e di processo.

E quali possono essere le ricette del Distretto per costruire le premesse alla ripresa?

  • Ampliare l’utilizzo dei Confidi e perseguire una piu’ proficua collaborazione con il sistema bancario;
  • Porre maggiore attenzione verso la tutela da fenomeni di concorrenza,
  • Identificare al vertice dei distretti imprenditori “leader”
  • Selezionare risorse umane capaci di avviare e gestire progetti efficaci;
  • Valutare l’ingresso in n uovi mercati;
  • Difendere il Sistema Italia cercando di valorizzarne le peculiarità.

(fonte I Distretti della Meccanica, I Distretti Italiani )

Autore articolo: Federico Rossi

Giornalista Freelance ed Economista d'Impresa, ha studiato in Italia ed in Nordamerica. E' specializzato in soluzioni di marketing aziendale.
Comments are closed.