Qualità della vita: Bergamo come Teramo

Pubblicato da Federico Rossi il 19 dicembre 2009
4 Commenti

bergamoL’indagine 2009 sulla “qualità della vita”, condotta dal Sole 24 Ore, pone Bergamo al 59 posto, pari merito con Teramo e meglio di Lodi, Como e Lecco.  L’analisi per microsettori, pero’, evidenzia una crescita di Bergamo solo relativamente alla “dinamica demografica” ed al “tempo libero”. Stabile nelle parti basse della classifica per quanto riguarda l’”ordine pubblico” mentre un vero tonfo si evidenzia nel “tenore di vita”, negli “affari e lavoro” e nei “servizi e ambiente”.

Il primato della migliore qualità della vita resta saldamente in mano al nord e piu’ precisamente alla provincia giuliana, che supera di slancio anche Milano.

Dall’indagine congiunturale pubblicata dalla Camera di Commercio di Bergamo e relativa al periodo luglio-settembre 2009 pur emergendo un rallentamento del crollo avuto nei trimestri precedenti, la produzione si è attestata distante di 11 punti dal livello raggiunto nello stesso periodo dell’anno precedente.

Nell’artigianato manifatturiero le variazioni grezze sono ancora negative e a Bergamo più accentuate che nelle restanti province della Lombardia.

La situazione di crisi si è mantenuta largamente diffusa ai diversi settori e alle tipologie d’impresa. Tre imprese industriali su quattro persistono distanti oltre 5 punti dai livelli produttivi dei dodici mesi precedenti e il calo produttivo non risparmia alcun comparto merceologico dell’industria provinciale.

Non mancano ovviamente i segnali di una certa ripresa dal culmine della crisi: è in corso un progressivo aggiustamento del livello delle scorte; sono in crescita gli ordini, soprattutto dal mercato estero, e i prezzi dei prodotti finiti hanno smesso di scendere nell’industria mentre le aspettative delle imprese per l’ultimo trimestre dell’anno sono in netto miglioramento per quanto riguarda produzione e domanda.

Resta un’incognita significativa l’occupazione in quanto il mercato del lavoro risente con ritardo agli impulsi provenienti dalla produzione e anche perché l’intensità e la sostenibilità della ripresa sono soggette all’evoluzione ancora incerta di molte variabili: dal tasso di cambio dell’euro sul dollaro al grado di propagazione degli impulsi provenienti dalla domanda internazionale, dal riavviarsi di un ciclo degli investimenti ai tempi di riapertura dei canali del credito alle imprese.

(tratto da: “CAMERA DI COMMERCIO I.A.A. DI BERGAMO – RISULTATI DELL’INDAGINE CONGIUNTURALE SULL’INDUSTRIA E L’ARTIGIANATO MANIFATTURIERO IN PROVINCIA DI BERGAMO NEL TERZO TRIMESTRE 2009”)

A cura di Federico Rossi.

Autore articolo: Federico Rossi

Giornalista Freelance ed Economista d'Impresa, ha studiato in Italia ed in Nordamerica. E' specializzato in soluzioni di marketing aziendale.

4 Responses to Qualità della vita: Bergamo come Teramo

  1. Giuseppe Allevi 20 dicembre 2009 at 23:06 #

    E dire che potrebbe essere un paradiso:

    poche città possono vantare il fascino di città alta e dei suoi colli !!!

  2. Giuseppe Allevi 22 dicembre 2009 at 00:41 #

    Nel rapporto tra il totale dei decessi e quello per tumori la provincia orobica è penultima, 106esima su 107, cioè ha il più elevato indice di morti per tumore, superata solo da Brescia.

    L'ASL cosa ne pensa ?

    • Bergamo.info 22 dicembre 2009 at 00:46 #

      Sarebbe interessante avere dei dati ufficilai dalla ASL di Bergmo

  3. Federico Cabrini 31 dicembre 2009 at 00:56 #

    Non vorrei dire delle cose ovvie e banali, ma ssarebbe ora che Bergamo decidese cosa vuole fare da grande ed agire di conseguenza, in modo coordinato e continuativo.

    Industria, artigianato, servizi oppure turismo? Quale sara' la strada maestra. Tutto non si puo' avere, perche' una strategia penalizza l'altra, come per esempio la produzione industriale fatta come da noi con una startosferica produzione di inquinamento dell'aria non aiuta il turismo…

    Bisogna avere lucidita' per individuare i nostri punti di forza, in relazione al mercato ATTUALE e FUTURO. Bisogna forse non essere prigioneiri di tradizioni quasi rituali, che ci proiettano all'esterno della zona di cometitivita'. Bisogna poi proporre le scelte strategiche a tutta la popolazione, per poter contare su un commitment esteso. Bisogna poi agire, velocemente e coerentemente. Senza imbogli o interessi meschini. Senza cambiare le carte in tavola. Bisogna misurare i risultati in corsa per correggere la rotta prima di sbattere contro qualche muro….

    Cose che sappiamo tutti.

    Ma allora, perche' non lo facciamo?

    Mi permetto di aggiungere che a tutti noi serve piu' cultura. Studiare di piu', meglio. Costantemente. Senza crescita intellettuale si puo' solo fare profitto di situazioni contingenti favorevoli, ma e' impossibile tirarsi fuori dal tunnel.

    Scusate per la pesantezza del tono e l'ovvieta' delle idee, frutto di una testa semplice.

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