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Luca Allevi

Laureato in Economia e Commercio alla Bocconi. Consulente internazionale presso www.leaders.it

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5 Comments

  1. 1

    Bergamo.info

    A rischio Fara d'Adda e Canonica a causa del solvente tetracloroetilene.

    A rischio anche sui pozzi che vengono utilizzati per l'irrigazione di orti e giardini.

    La Provincia ha deciso di itervenire per individuare chi ha inquinato la falda acquifera di Fara con tetracloroetilene.

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  2. 2

    Bergamo.info

    1 L'acqua minerale è un prodotto come un altro nessuno è obbligato a comprarlo. Però se da imbottigliatore io non mi permetterei mai di dire che l'acqua del rubinetto non è salubre ( e purtroppo in molte zone contiene stando ad articoli pubblicati da Focus in passato ormoni pesticidi residui di farmaci per ridurre la pressione ecc. al punto da renderla sconsigliabile per donne in gravidanza e bambini) non capisco questi continui attacchi.

    2 l'acqua del rubinetto deve essere trattata con cloro per arrivare batteriologicamente pura nelle case; l'acqua minerale deve essere batteriologicamente pura alla sorgente ed imbottigliata come tale senza poter subire trattamenti con cloro o altro salvo la gasatura. Senza entrare nel merito di quanto sia salutare bere cloro è di tutta evidenza che stiamo parlando di due prodotti diversi.Quel che è certo è che l'acqua della rete pubblica non diventerà migliore denigrando l'acqua minerale

    3 l'industria dell'acqua minerale pur con tutti i suoi difetti da lavoro a tanta gente in località montane dove un posto di lavoro è un miraggio e dove la gente si alzava alle tre del mattino per andare a lavorare in fonderia a Milano…. quando le fonderie c'erano ancora…mentre ora chissà dove potrà andare

    4 i comuni costruiscono casette dell'acqua per vendere l'acqua che sgorga dai rubinetti…. che senso ha ….tanto vale bere quella di casa visti i rischi che una non corretta igiene dei contenitori riutilizzati comporta

    5 la plastica ci sommergerà …. ma allora perchè la GDO commercializza solo acqua in PET e si rifiuta di gestire il reso delle bottiglie di vetro come facevamo in passato quando eravamo poveri

    6 cloro a parte l'acqua di Bergamo è comunque buona ed è un gran peccato che sia diventata dei bresciani..

    Livia

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  3. 3

    Pierro

    Ciao da qualche giorno l'acqua di bergamo

    Via bianzanella ha una più alta concentrazione di cloro. Sapete il motivo???

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    1. 3.1

      Bergamo.info

      Che prove ha per sostenere questa tesi ?

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  4. 4

    Bergamo.info

    Bergamo, 14 marzo 2012 – 8 milioni di bottiglie d’acque con un’etichetta personalizzata, ispirata al genio di Carlo Ceresa. È questo il modo scelto dal Gruppo Bracca, azienda bergamasca leader nella produzione di acque minerali, per rendere omaggio al più importante artista bergamasco del Seicento e all’itinerario artistico in suo onore, allestito al Museo Bernareggi e alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo.

    Un’etichetta studiata appositamente per questo grande evento, che porterà il fascino dell’arte pittorica del maestro bergamasco in tutta Italia e in altre parti del mondo come Svizzera, Germania, Canada ed estremo oriente, aree dove si concentra l’attività export del gruppo Bracca.

    L’etichetta riporta i dettagli della mostra, come le sedi, la durata e la pagina web di riferimento, riprendendo l’immagine coordinata dell’evento. Riproducendo due ritratti del Ceresa, tra cui quello utilizzato come simbolo della mostra: il Ritratto di Gentiluomo e l’Angelo Annunciante, con i loro colori forti e quegli sguardi profondi e penetranti, acutamente indagati, capaci di ammaliare l’osservatore, che hanno reso il pittore bergamasco uno dei più grandi artisti italiani dell’epoca pre-barocca.

    L’idea nasce all’interno di un progetto più ampio di partnership con i musei storici di Bergamo, che si è sostanziato anche in una significativa attività di sponsorizzazione di una mostra unica, che ripercorre in 100 opere enigmatiche tutti i temi esplorati dal maestro bergamasco, dal ritratto alla pittura di soggetti sacri.

    “Il Gruppo Bracca riconosce l’appartenenza al territorio quale valore fondante della filosofia aziendale. Per questo abbiamo deciso di sostenere questo evento così rappresentativo dell’arte di Carlo Ceresa, artista nativo di San Giovanni Bianco, paese a pochi chilometri dalla sede della nostra azienda in Val Brembana – ha commentato Luca Bordogna, Amministratore Delegato del Gruppo Bracca -. Le etichette in suo onore intendono rendere omaggio alle sue opere e far conoscere l’artista bergamasco in tutto il mondo”.

    La mostra è visitabile fino al 24 giugno. Informazioni e prenotazioni al sito http://www.mostraceresa.it.

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