La fotografia delle imprese familiari a Bergamo ed in Italia: l’Osservatorio AUB promosso dall’AIdAF, Università Bocconi e dal Gruppo Unicredit

Pubblicato da Federico Rossi il 30 gennaio 2010
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900673727E’ stato recentemente presentato dall’Osservatorio AIdAF presso l’Università Bocconi il Rapporto sulle Imprese Familiari in Italia.

Basandosi su di un’analisi molto approfondita del panorama delle imprese in Italia e facendo riferimento ai dati di fine 2007, l’Osservatorio ha rilevato che nel nostro paese operano 8.140 aziende con ricavi superiori a 50 milioni di Euro. Per 7.663 di queste è stato possibile identificare la natura della proprietà. A cascata, circa il 55,5% di queste ovvero 4.251, sono state censite come a controllo familiare mentre le altre restanti sono rappresentate da multinazionali, coalizioni di soci, cooperative, enti statali o locali e banche.   (di Federico Rossi)

Tale scenario si identifica con una maggiore incidenza delle imprese familiari nella nostra zona, a danno delle residuali altre categorie.

Puo’ risultare interessante notare che questo 55,5% delle imprese impiega occupati per un 48,5% del totale dei dipendenti censiti nel sistema, evidenziando una evidente maggiore efficienza data dal coinvolgimento diretto del cosiddetto “padrone”.

Al fine di meglio poter completare l’esame, l’Osservatorio ha segmentato il totale delle imprese suddette e ne ha selezionate, attraverso un metodo rigoroso e rappresentativo, circa 2.484 unità aventi le seguenti caratteristiche:

a)     Il 78% costituito in SpA e resto in Srl;

b)     Il 44% ha più di 25 anni e, di queste, il 7% ha più di 50 anni;

c)      Il 74% ha ricavi compresi tra 50 e 150 milioni di Euro, il 12% ha ricavi tra 150 e 250 milioni ed il 14% ha ricavi sopra 250 milioni;

d)     Il settore maggiormente rappresentato è stato il manifatturiero con il 40% seguito dal commercio e trasporti (31%), dai servizi professionali (11%) e le immobiliari e costruzioni con il 9%;

e)     Il 44% opera nel nord-ovest, il 30% nel nord-est, il 16% nel centro ed il 10% nel sud-isole.

E’ sorprendente rilevare quanto emerso da quest’indagine!

Il comune consenso che per le imprese familiari il maggior problema sia rappresentato dal ricambio generazionale e dall’inserimento di manager non familiari in azienda è stato sovrastimato. Oggi possiamo afferrare con maggior certezza che non sono questi i principali e piu’ immediati problemi, infatti:

a)     il ricambio generazionale deve proseguire, ma nel quinquennio 2003-2007, un’azienda familiare su cinque ha già sostituito almeno un Amministratore Delegato;

b)     le aziende familiari con ROI (Return on Investments) e ROE (Return on Equity) medi più elevati sono state, nello stesso quinquennio, quelle nelle quali la gestione è in capo al binomio Presidente familiare/Amministratore Delegato familiare o a un Amministratore Unico familiare.

Qual è allora il vero problema? Le aziende familiari, secondo questi dati, hanno invece soprattutto bisogno di nuovi capitali di rischio.

I dati raccolti, infatti, hanno dimostrato che i processi di crescita delle aziende sono stati nel recente passato sostenuti dal sistema bancario in misura rilevante e superiore a quanto accaduto per le aziende di altre classi, forse proprio per effetto della presenza diretta nella negoziazione con i partner finanziari della “faccia” dell’imprenditore.

Questa osservazione trova oggi, pero’, una immediata necessità per effetto della nuova situazione di mercato: per predisporsi ad una nuova ripresa e per cogliere appieno le nuove opportunità che la crisi ha creato le aziende oggi possono acquisire o ipotizzare progetti straordinari di rinnovamento.

Per fare questo occorrono risorse disponibili ma soprattutto stabili. A fine 2007, invece, solo il 15% delle aziende familiari aveva una PFN (posizione finanziaria netta) positiva contro il 38% delle filiali delle multinazionali ed il 30% delle aziende a controllo pubblico. Non parliamo invece di quelle europee!

Se veramente si vuole ritornare ad essere competitivi c’è molto da riflettere anche su questo aspetto.

Autore articolo: Federico Rossi

Giornalista Freelance ed Economista d'Impresa, ha studiato in Italia ed in Nordamerica. E' specializzato in soluzioni di marketing aziendale.
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