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Giuseppe Allevi

Dottore Commercialista, Revisore dei Conti e pubblicista. Partner Leaders (consulenza fiscale, aziendale e del lavoro)

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3 Comments

  1. 1

    Bergamo.info

    Ricordiamo con commozione un volantino distribuito durante l'assemblea della BPU di Bergamo del 24 aprile 2004:

    Un nucleo di imprenditori e relativi gruppi, attraverso l'Unione Industriali e l'Ascom, influenzano le scelte della CCIAA e, conseguentemente, delle più importanti società pubbliche: sin qui tutto assolutamente normale. Sempre gli stessi imprenditori hanno un peso notevole nelle banche locali: Zanetti e Pesenti nella BPU mentre Radici nel Credito Bergamasco. Questo tipo di conflitto d'interessi, dopo il caso Parmalat, è stato molto criticato anche se, a mio giudizio, non sempre correttamente. Personalmente ritengo che, se ci fossero dei consiglieri e dei sindaci di minoranza nella Banca, non si dovrebbe avere alcuna preoccupazione. Ritengo anche perfettamente normale che degli imprenditori, fossero anche dei banchieri, possano controllare delle società editoriali. Il problema, in tutti i settori, inizia ad insorgere quando si è in una situazione di sostanziale monopolio, come è nel caso della Sesaab, la società editrice dell'Eco e di TV Bergamo, che, di fatto, ha il monopolio dell'informazione nella nostra Provincia: in questa situazione, quell’auspicato pluralismo diventerebbe qualcosa di necessario e indispensabile. Invece, nella stessa Sesaab, non solo come soci di minoranza ma anche come consiglieri, ritroviamo oggi le stesse persone, onestissime, rispettabilissime, sia ben chiaro, e non lo dico per smanceria, ma sempre quelle o quelli del loro gruppo.

    Dunque, questo establishment controlla il tessuto economico, le banche e l'informazione di tutta la Provincia: TUTTO, nella sostanza! Finora ha ben operato, sia ben chiaro, ma per le qualità personali: è andata bene, ma domani potrebbe anche non essere più così!

    E cerchiamo di non confondere il problema generale, e spesso stucchevolmente accademico, del conflitto d'interesse tra imprese e media, ovvero tra imprese e banche a livello nazionale, con il problema tipicamente bergamasco, quindi, di un ambito territoriale ristretto ma di rilievo europeo, cioè quello del conflitto d'interesse tra la cooperativa della BPU, le tre maggiori imprese bergamasche e l'unico giornale locale letto in Provincia. Se sul conflitto d'interesse tra imprese e media ovvero tra imprese e banche a livello nazionale si può anche soprassedere, per quanto concerne il conflitto d'interessi tra la BPU, i tre più potenti imprenditori bergamaschi e la Sesaab è innegabile dover constatare il forte disagio e la preoccupazione di moltissimi bergamaschi: se scricchiolasse o deviasse un singolo elemento di tale sistema consolidato, che finora ha ben operato per la comunità bergamasca, l'avvenimento avrebbe dirette e devastanti conseguenze sull’intero sistema, privo di contrappesi interni, rischiando di travolgere l’economia di un’intera laboriosissima Provincia. Pensate se al posto del Cav. Emilio Zanetti, persona che, inutile ripeterlo, stimo moltissimo, ci fosse un personaggio “alla Parmalat”: cosa potrebbe accadere?

    Nonostante che la redazione dell'Eco di Bergamo sia particolarmente professionale, libera ed autonoma (per esempio, riconosciamo che ci ha sempre concesso più spazio di quanto fosse la nostra attuale rappresentanza), chi non prova disagio nel constatare che i più influenti membri del Consiglio d'Amministrazione della BPU siano anche soci di minoranza ed amministratori dell’Eco di Bergamo?

    Dunque la Sesaab, da società editoriale di un giornale che, anche per l'impostazione originaria, dovrebbe garantire la più completa libertà, quella propugnata dal Cristianesimo, rischia di apparire lo strumento utilizzato dall'establishment per gestire il potere, influenzando pesantemente la vita di tutta la provincia.

    Noi, durante l’assemblea della BPU, abbiamo solo la possibilità di sostituire immediatamente i consiglieri della nostra cooperativa in conflitto d'interesse con i media e sperare che anche lassù in alto, dove sta chi, in quei media, ha la parola decisiva, si prenda in seria considerazione la situazione prospettata.

    E’ un problema socio-economico-politico così intrinsecamente compenetrato e di tale enorme rilevanza che disturba da qualunque parte lo si pigli, anche dalla parte degli interessi dei soci di minoranza della Banca. Mi rendo conto che trattasi di una questione primariamente più politica, di politica vera. Se volete, è il segnale che, anche per una persona come me, che da sempre si è occupata soltanto della propria professione, priva di ambizioni politiche, slegata da qualunque partito o congrega, appare necessario in questo momento storico assumersi la responsabilità personale della consapevolezza politica. Non la responsabilità dei politicanti, assurdamente delegata dalla nostra gente a sedicenti “professionisti” della stessa che, “a conferma”, nella quasi totalità nemmeno si sono occupati del problema. E’ il bello di un sistema libero il fatto che un giorno a caso un cittadino qualunque si alzi la mattina, si guardi allo specchio e dica a se stesso che “non è giusto !”, che deve assumersi responsabilità anche verso il suo prossimo, secondo quell’Insegnamento in cui crede. Se si vuole, è la follia della libertà, quella predicata da Qualcuno che si può incontrare all’improvviso…

    Per tornare all’argomento, osservo che una democrazia, così come una governance di una cooperativa quotata, deve prescindere dagli uomini che in un dato momento detengono e gestiscono il potere, ed è affidabile e sicura solo quando è in grado di prevenire situazioni come quella verificatasi a Parma, che deve fungere da campanello d’allarme.

    Conseguentemente, ribadisco che i tre principali imprenditori della città, per ragioni di opportunità e di quell’affetto che hanno sempre dimostrato per la loro terra, dovrebbero optare tra il consiglio della Sesaab e quello della BPU, proprio per agevolare la funzionalità democratica, non per altro.

    Giuseppe Allevi – Presidente Associazione Soci BPU

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  2. 2

    Bergamo.info

    «Anche la Chiesa – ha dichiarato il vescovo in occasione di una visita al Tribunale – sta vivendo in questi tempi un momento complicato e difficile, riguardo al tema gravissimo della pedofilia. Un momento reso ancora più delicato dall'uso che di questo problema si sta facendo, fino a toccare i vertici stessi della Chiesa e il Santo Padre».

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  3. 3

    Bergamo.info

    Domani forse finirà il silenzio stampa …

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