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Giuseppe Allevi

Dottore Commercialista, Revisore dei Conti e pubblicista.
Partner Leaders (consulenza fiscale, aziendale e del lavoro)

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4 Comments

  1. 1

    Giuseppe

    Stiamo verificando che questa notizia appartenga veramente all'ansa:

    Berlusconi on ECB: ‘I will call their bluff’
    Rome (ANSA)- An Italian government source near the Head of Government Silvio Berlusconi says that in a private phone conversation she was told that from now on he would call the ECB bluff exposing the ‘blackmail’ over the Italian bonds issue. He says: ‘I will do it very soon’. The unexpected unofficial position is supposed to cause a storm in the bond markets as Berlusconi pointed out that the ECB has no real alternative about the option of buying Italian bonds. ‘If they refuse to buy our bonds – he added – we will exit the euro and regain our monetary sovereignty’. He explained that getting back to print a new Lira will show to other European countries the competitive advantage acquired when a country does not need anymore to loan money from shadow international bankers. ‘Our citizens know very well what the banking seigniorage scam is all about’ – he added. ‘We just need another faux-pas from the ECB and I will go live on TV explaining to our people how the bond scam can end like it happened in Iceland…’.
    The Italian Finance Minister Tremonti was unavailable for comment.
    Aug 08, 2011

    Se fosse vero le nostre teorie sembrano essere confermate …

    ————————————————

    Il Club Bilderberg.
    tratto da Agorà

    Questa ormai evidente deriva delle più alte conquiste sociali (e che, ahimè!, sembravano scontate) quali la libertà, l’uguaglianza, il sapere accessibile a tutti e un lavoro dignitoso per tutti, alla fin fine si ritorcerà come un boomerang contro gli stessi ciechi e limitati architetti dell’egoistico e assai poco lungimirante disegno politico di dominio globale attualmente in corso.

    Non tutti sono a conoscenza di questo scellerato progetto perpetrato ai danni della gran parte dell’umanità ed elaborato dai cosiddetti “illuminati”, pochissimi arciricchi e potenti, che per raggiungere (se non lo hanno già raggiunto) il loro obiettivo di egemonia globale, tendono attraverso politiche compiacenti, anzi complici, a raggruppare l’intero potere finanziario, economico e mediatico e quindi politico del mondo nelle loro mani.

    Non tutti possono conoscere questo criminale piano poiché i mezzi d’informazione sono già saldamente nelle mani di questa ristretta cerchia di potenti; ma su internet, su cui per fortuna non hanno ancora messo le loro voraci mani, si trovano sufficienti informazioni in proposito. Inoltre il libro del giornalista investigativo spagnolo Daniel Estulin, “Il Club Bilderberg” edito da Arianna Editrice, parla in maniera documentata ed esaustiva degli incontri segreti avvenuti fra i massimi rappresentanti istituzionali, politici, finanziari ed economici del mondo, che si tengono ogni anno a partire dal 1954 dove si riunirono in un hotel olandese appunto chiamato Bilderberg, in qualche piccola cittadina europea, lontano dal clamore e dai riflettori mediatici per decidere le politiche economiche e finanziarie del mondo e quindi il nostro destino.

    Perché in segreto? Per non avere il contraddittorio. E questa sarebbe democrazia? I maggiori rappresentanti dei governi che noi eleggiamo vengono ogni anni invitati per venire edotti sulla linea politica ed economica da seguire. Ma visto che li eleggiamo noi, i nostri politici non dovrebbero fare gli interessi nostri invece che quelli di questa piccola combriccola di potenti? I pochi ma scomodi divulgatori di questo potente club vengono additati e liquidati sbrigativamente e spregiativamente e con toni di commiserazione con il solito termine di “Teorici del complotto”. Folli e visionari dietrologi questi che stranamente però vengono minacciati di morte, ostacolati in tutti i modi nel loro lavoro e quando possibile comprati per stare zitti. Come mai ciò, se sono soltanto dei paranoici ossessionati dalla dietrologia?

    Dicevo che tale obiettivo, se raggiunto, alla fine si ritorcerà contro gli stessi tristi ideatori di esso. Perché?, vi chiederete. Beh, la loro immensa ricchezza si basa sullo sfruttamento indiscriminato delle risorse e delle energie del pianeta, coadiuvati dalla crescente tecnologia e quindi dalla scienza da cui essa nasce, che gli permette un sempre maggiore sfruttamento irresponsabile di queste risorse con costi decrescenti e con sempre più margini di guadagno.

    ——————————————————————————————————

    "…La prospettiva cui si guarda dalle finestre dell’Hotel Bilderberg non è l’integrazione, bensì il system crash, la crisi “vera”,
    cioè tale da frantumare le attuali strutture di rendita, consenso e bloccaggio, quindi capace di aprire nuovi spazi di business, d
    i investimento, di ristrutturazione del potere e da creare le condizioni politiche per una vera riforma
    – la quale probabilmente sarà basata su un take-over del sistema-Italia dall’estero, compiuto da capitali esteri,
    e che avvierà l’Italia a una gestione da parte di tali capitali, in stile Marchionne, ma senza più aver bisogno di negoziare.
    Il Belpaese troverà così la sua tanto agognata governabilità e modernizzazione… "

    Reply
  2. 2

    Giuseppe

    Due anni e mezzo fa ci avevano detto che eravamo matti a pensare che l’€ stava causato qualche “problemino” e che, prima o poi, si sarebbe dovuto uscire dalla stretta mortale di una moneta inadeguata alla nostra economia.
    Non ci sentiamo dei profeti ma, semplicemente, ragioniamo con la nostra testa!

    Altre battaglie – come quella della governance di UBI – sono state proposte da noi ma sembra che i tempi non siano ancora maturi … prima qualcuno deve ancora morire di fame!

    Reply
    1. 2.1

      Carlo

      “Per uscire dal tunnel saremo costretti ad abbandonare l’euro…” Temo sia ciò che vuole un governo incapace di riforme strutturali che generino risultati stabili per lungo tempo.
      http://www.endefensadeleuro.com/#!italiano/ca9d

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  3. 3

    Bergamo.info

    Chi è fuori, preme per entrarci. Chi è dentro, preferirebbe starne fuori.
    Riuscite a indovinare di cosa si tratta?
    Dell’Unione Europea.
    O almeno, così sembra suggerirci l’attualità politica internazionale.
    Come saprete, in Ucraina da giorni i cittadini protestano in piazza contro la decisione del Governo (e il veto posto da Mosca), di non entrare in Europa.
    Questa la cartina tornasole dei Paesi membri dell’UE restituitaci da Angelo Panebianco sul “Corriere della Sera” del 3 dicembre:
    “Dell’Europa, ora che il bancomat risulta scoperto, in tanti pensano che non sia più una cuccia ma una prigione. Per giunta, l’Unione viene picconata ogni giorno, smantellata pezzo per pezzo. E, con essa, gli ideali che la sorreggevano. Come ha osservato […] Gian Arturo Ferrari, la decisione tedesca di far pagare i pedaggi autostradali ai soli non tedeschi […] ci dice sullo stato dell’Unione più di mille discorsi”.
    Ma cosa ne pensano i cittadini dei Paesi membri? E come vede il Belpaese l’Europa e l’euro?
    Gli europei e l’Europa in crisi
    Il grafico che segue rappresenta la percentuale di europei che dichiarano di fidarsi dell’UE secondo le rilevazioni di Eurobarometro del maggio 2007 e 2013.
    Percentuale di europei che si fidano dell’Europa
    fiducia-europa-diversi-paesi-italia-francia-spagna-germania
    È evidente che la fiducia nell’Europa è in calo dal 2007 ad oggi in tutti i Paesi membri, in particolare in Grecia, Spagna e Cipro.
    Gli italiani e l’Europa
    Il tema della fiducia degli italiani verso l’Europa e l’euro è stato recentemente indagato da una ricerca condotta tra il 2012 e il 2013 da Ipsos e Acri (l’associazione che rappresenta collettivamente le fondazioni di origine bancaria e le casse di risparmio).
    Secondo lo studio, si fida dell’UE solo il 59% degli Italiani: percentuale in calo dal 2009 e ai minimi dal 2005. Interessante notare che coloro che vedono di buon occhio l’Europa sono soprattutto over 65: quelli che insomma hanno visto l’Europa formarsi, all’indomani della seconda guerra mondiale (nel 1957 fu firmato il Trattato di Roma, che sancì la nascita della Cee, antesignana dell’Ue).
    L’immagine dell’Europa si è appannata soprattutto di recente: nel 2011 e nel 2012, più del 40% degli italiani si fida meno dell’Europa rispetto all’anno precedente. La maggior parte di loro sono studenti o lavoratori autonomi.
    Perché non ci fidiamo più dell’Europa
    Secondo uno studio degli economisti Armingeon e Ceka, ripreso dal blog politico della London School of Economics, l’impatto delle politiche di austerità sull’euroscetticismo è stato modesto. In verità, la valutazione data dai singoli Paesi membri all’Europa dipende da quella data al loro Stato, tant’è che la fiducia verso l’Europa e verso il Governo del proprio Paese hanno un andamento simile, anche se il secondo se la cava peggio. Ciò è ancora più evidente replicando l’analisi dei due economisti per il periodo 2005-2013.
    Fiducia dei cittadini europei nei confronti dell’UE e dei propri governi nazionali
    fiducia-governo-e-ue-paesi-europei

    Gli italiani e l’euro
    La moneta unica non riscuote maggior successo dell’Europa presso gli Italiani: il 69% di loro è insoddisfatto, rileva lo studio Ipsos-Acri. Ma se l’euro oggi non è apprezzato dagli abitanti del Belpaese, non è detto che sarà così anche in futuro: il 57% è convinto che la moneta unica si rivelerà un vantaggio per l’Italia nell’arco di un ventennio.
    I più scontenti dell’euro oggi e i più pessimisti per il futuro risiedono al Sud e nelle Isole, mentre i più soddisfatti e ottimisti per il futuro sono al Nord. Tra i pessimisti rientrano anche molte persone che studiano o sono senza lavoro.

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