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Fabio

Redattore di un manipolo di free press da Bergamo7 a Mantova7, si cimenta con il magazine Città dei Mille. Ha i numeri. Collabora con il Corriere della Sera Bergamo per le pagine di cultura, spettacoli e tempo libero.

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One Comment

  1. 1

    fido

    Al peggio non c’è fine: su Bergamonews è pubblicato un interessantissimo e tragico articolo che qui riporto, letto per Bergamo.info:

    Nuovo anno con la borsa italiana sotto pressione a causa delle banche. L’aumento di capitale di Unicredit mette ancor più in evidenza la situazione di profondo malessere in cui nuota il sistema finanziario italiano.

    Non si trova sul mercato chi voglia mettere soldi nelle banche neppure a prezzi di liquidazione.

    Comprensibile che di fessi in giro ce ne siano meno di prima; le nostre banche si trascinano situazioni di inefficienza paradossali, hanno costi di gestione stratosferici, non hanno la cultura del profitto e sono da sempre specializzate nel mordi e fuggi.

    Sull’ultimo mordi e fuggi, quello dei mutui a tutti con durata centennale, ci hanno lasciato la dentiera e da lì non ne usciranno se non con interventi traumatici.

    Per come la si guardi, sia a livello di singolo Istituto che a livello consolidato, ci troviamo nel pieno di una tempesta finanziaria così come tutti i manuali la descrivono.

    Stato senza soldi e con credibilità insufficiente per incrementare il proprio debito pubblico e piazzarlo agli investitori.

    Banche in ginocchio, con sofferenze che si mangiano tutto il capitale, senza aumento dei depositi e tassi di raccolta marginale alle stelle; aggrava la situazione bancaria l’alta esposizione debitoria verso gli istituti esteri ed un costante deflusso di denaro degli investitori Istituzionali internazionali verso porti più sicuri.

    Le Imprese sane, la parte buona del paese arrancano in un mercato interno piegato da vent’anni di miopia economica e delinquenza politica.

    Ancora recessione alle porte con la situazione politica internazionale in deterioramento.

    Auguriamoci che Monti ed il governo riescano a stabilizzare questa miscela esplosiva perché i segnali che arrivano dalla borsa, in riferimento alle difficoltà bancarie, non preludono a nulla di buono.

    Nella nostra provincia molte aziende, peraltro le più sane, in questi ultimi tempi si vedono revocare gli affidamenti senza motivazione alcuna se non quella che talune banche hanno bisogno di soldi e non possono chiederli se non alle imprese che, seppure fra mille difficoltà, possono restituirli.

    Sono note terribili, speriamo che abbiano termine al più presto.

    Non credo che l’augurio si avveri, perchè gli stessi provvedimenti dell’attuale governo sono a mio avviso sbagliati sotto l’aspetto teorico-strutturale. Staremo a vedere se, come temo, avrò avuto ragione…

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