Cos’è la mediazione sociale e può aiutarci a vivere meglio?

Pubblicato da Claudio Rossi il 12 dicembre 2009
4 Commenti

master-mediazione-familiare A cura di Claudio Rossi.

Una definizione molto calzante per il concetto di mediazione (dal latino mediare=essere in mezzo) familiare, sociale od altro che essa sia, puo’ essere mutuata da François Debrix ( Associate Professor, Department of International Relations, Florida International University, Miami, 2003 ) che suggerisce : “mediation is a method that makes social meanings possible. As an instrument of meaning, mediation can take place across various social contexts and cultural practices”. 

Inoltre “mediation is a rite that enables social change. In rituals of transformation, the human subject becomes a creative mediator who uses mediation  to make the world to his or her own image”.

Un’alternativa italiana a questa puntuale quanto anglosassone visione ci arriva da Maria Martello ( psicologa e pedagogista, con una pluriennale esperienza in Mediazione nonché ideatrice di un nuovo modello di formazione denominato : L’intelligenza emotiva: dal conflitto alla relazione costruttiva ) che prendendo atto della positiva ed imprescindibile presenza del conflitto nelle relazioni (è paradossalmente un segno di benessere), ne evidenzia l’aspetto costruttivo e di crescita se gestito e trattato con le dovute tecniche specialistiche di mediazione. Il conflitto infatti non deve essere solo limitato ma è necessario trasformarlo in una relazione costruttiva ed in un’incentivazione e sviluppo delle diverse soggettività degli agenti stessi in conflitto. Questa visione tutta italiana e di manzoniana memoria – vale qui la pena di ricordare il detto: la ragione e il torto non possono mai dividersi con un taglio netto – significa quindi che mediare un conflitto non significa solamente cercare un accordo tra le parti ma significa soprattutto permettere alle parti in causa di scoprire le ragioni profonde dei propri atti.

Apprendendo da Seneca, l’essere umano: “non deve cercare di vivere a lungo, ma di vivere bene, giacchè il vivere a lungo dipende dal destino, il vivere bene dall’anima. La vita è lunga se è piena; diviene piena quando l’animo è riuscito a procurarsi il suo bene e ad acquistare il dominio su se stesso”.

Con l’incontro di mediazione, nella ricerca della “contrattazione” piuttosto che della “prevalenza”, i fatti vengono trasfigurati, oltrepassati, per fare spazio ai vissuti, alle emozioni, a quanto di piu’ profondo si è provato. Quindi la mediazione diventa una “ricerca della profonda verità dell’Io”.

Autore articolo: Claudio Rossi

Mediatore Sociale e laureato in Scienze Economiche, collabora con CYFE UniBG. Da oltre trent'anni si occupa di soluzioni relazionali-gestionali per il trinomio impresa, patrimonio ed imprenditore

4 Responses to Cos’è la mediazione sociale e può aiutarci a vivere meglio?

  1. Russi Giulio 9 ottobre 2010 at 14:24 #

    Buongiorno.

    Voglio informare che a Bergamo esiste un Centro di Mediazione (o Giustizia Riparativa) presso la Caritas. Il centro, formatosi secondo la mediazione umanistica di J. Morineau, è in via Conventino, presso la Caritas.

    Il servizio è completamente gratuito.

    Contatti:

    Ufficio di Giustizia Riparativa

    c/o Caritas Diocesana Bergamasca/Associazione Diakonia Onlus

    Orari di apertura: da lunedì a giovedì dalle 14.00 alle 18.00

    Via Conventino, 8 – 24125 Bergamo

    Tel. +39 035 4598554 – Fax +39 035 4598401

    E-mail: pm.cittadini@caritasbergamo.it

    Sito: http://www.caritasbergamo.it/giustiziariparativa

  2. Claudio Rossi 2 gennaio 2010 at 00:06 #

    Le tematiche della mediazione familiare: come affrontare gli aspetti finanziari.

    In alcuni momenti della vita alcune coppie si trovano di fronte al divario emotivo e psicologico della separazione e questo divario puo’ essere anche molto profondo.

    Uno degli argomenti più “spinosi” da affrontare in queste occasioni è l’argomento economico-finanziario.

    Se si decide di tentare la strada della mediazione al posto di quella ben piu’ “strutturata” e “formale” giudiziale, cosa si deve fare quindi?

    Prima di tutto sarà necessario rassegnare alla struttura di mediazione una dettagliata dichiarazione finanziaria che ciascuno configgente dovrà compilare singolarmente. Tale dichiarazione verrà, poi, nel corso della mediazione, fatta integrare con ulteriori documenti al fine di costituire una base di informazioni neutrali ed affidabili. Facile, in questa fase, che una delle parti in conflitto, possa voler approfittare della maggiore astuzia o abilità. E’ compito della struttura applicare le giuste tecniche per mantenere il maggior equilibrio di potere possibile.

    Una parte molto singolare delle questioni economico finanziarie è rappresentata dai debiti: su questi, solitamente, le persone sono abituate a mantenere un maggior riserbo rispetto agli altri argomenti e soprattutto non ne vengono adeguatamente considerati gli effetti derivanti dal non gestirli propriamente.

    Di seguito vanno affrontate le valutazioni e le stime delle proprietà: in questo caso debbono essere tenute in considerazione anche le componenti affettive che la struttura di mediazione dovrà far emergere e rendere tangibili.

    Da ultimo si affrontano i temi del mantenimento del coniuge e dei figli attraverso l’analisi ed il bilancio delle entrate e delle uscite necessarie per la gestione efficiente del menage personale dei componenti la famiglia in conflitto.

    Esauriti questi aspetti, è bene schematizzare tutti gli elementi raccolti al fine di valutarne piu’ ampiamente i vantaggi e gli svantaggi. Ovviamente, la valutazione delle opzioni è la fase dove l’assistenza del mediatore e dove la creatività che si è saputa creare nei configgenti durante la fase di mediazione, trovano il massimo riscontro nel far emergere la soluzione piu’ giusta e maggiormente condivisa dalle parti nell’ottica di un accordo piu’ stabile ed esente da strascichi psicologici di tipo rivendicativo.

  3. Claudio Rossi 17 dicembre 2009 at 18:26 #

    Questo tipo di servizio è qui a Bergamo, come in Italia del resto ed a differenza dei Paesi anglosassoni dove vige da molti anni, ancora non molto sviluppato.

    Al momento, benchè se ne parli da tempo, non esiste ancora un albo ne' una federazione che riclassifichi i professionisti che operano in tal senso.

    Ci sono comunque dei mediatori e sono reperibili in Bergamo sia presso il Comune, sia presso l'Università, nonchè presso alcuni studi legali o associazioni no profit.

  4. Giuseppe 13 dicembre 2009 at 23:17 #

    Dove si può usufruire a Bergamo i questo servizio

    Grazie

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