Il “modello federale” sta al mondo bancario come la “novelle cousine” sta al canottaggio. Dai tempi ormai lontani della fusione della Popolare di Bergamo con Comindustria, non condivisa da noi e da pochissimi altri (vedi www.sociubi.it), si cerca di risolvere un rebus impossibile. Ieri Giovanni Bazoli, membro del consiglio di sorveglianza, ha aperto alle proposte di accentuazione del modello federale della banca avanzate in assemblea da Tancredi Bianchi, ex presidente dell’Abi e di Centrobanca. L’assemblea ha deliberato la distribuzione di un dividendo di soli 0,30 euro per azione.
“Nell’ambito della scelta federale – ha detto Giovanni Bazoli al termine dell’assemblea – meritano di essere esaminati tutti i suggerimenti che possono far funzionare al meglio questo sistema. Il sistema federale della nostra banca non può essere messo in discussione, anche perché avevano una struttura di questo tipo sia Bpu sia Banca Lombarda”.
Tancredi Bianchi è intervenuto come socio ed ha chiesto che il consiglio di sorveglianza votato dall’assemblea di oggi valuti l’eventualità per “un gruppo federato come Ubi” di aprire a “minoranze differenziate” per territorio di origine.
Allevi


















Pesante responsabilità del sindacato in merito agli esuberi della Popolare di Bergamo.
Non hanno fatto alcunchè per evitare una fusione disastrosa.