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2 Comments

  1. 1

    regolegno

    Gli assessori si avvicendano ogni cinque anni (di solito) ma i dirigenti del Comune che rilasciano le autorizzazioni sono gli stessi da diverso tempo.
    Sempre al loro posto, più spavaldi e arroganti che mai e soprattutto INCAPACI STRAPAGATI anche per la compiacenza dei vari Direttori Generali transitati in comune e nominati dai politici.
    I diretti collaboratori dei dirigenti poi ……………………… possibile che nessuno dica o faccia nulla.
    Ente in caduta libera, ma fatti ben mimetizzati.

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  2. 2

    Comune

    In via Tre Armi non stanno costruendo un eco-mostro.

    C’è chi aveva già gridato allo scandalo, vedendo il cantiere di via Tre Armi, per la realizzazione della nuova casa di Massimo Vitali. Ma il cantiere, iniziato dieci anni fa, restituirà una casa con volumetrie addirittura ridotte rispetto alla precedente palazzina. A dimostrazione di quanto, certe volte, si faccia molto rumore per nulla.

    Avrà solo due piani e una volumetria ridotta rispetto al precedente edificio. Tanto il verde previsto intorno per rendere l’impatto visivo limitato e la casa ben protetta alla vita, con in più uno stagno per i germani che ogni primavera vengono a nidificare nel prato adiacente. In estrema sintesi sono queste le caratteristiche del cantiere che — finalmente — procede sotto le Mura in via Tre Armi.
    Da quasi dieci anni (e tre amministrazioni comunali) una gru fa bella mostra di sé tra il baluardo di San Giacomo e la piattaforma di Santa Grata, a pochi passi dalla cinta delle Mura veneziane di Bergamo. Un intervento che ha portato alla demolizione della precedente costruzione, una palazzina di scarso valore storico e architettonico, acquisita da Massimo Vitali, titolare dell’impresa di costruzioni Vitali Spa, verso la fine del secolo scorso. Dopo anni di carte e permessi, il cantiere è iniziato e si è impantanato tra lungaggini e progetti per la nuova costruzione.

    La palazzina acquistata da Vitali nel 1997 e demolita qualche anno fa
    Ora i lavori sono partiti e procedono speditamente, tanto è vero che i progressi sono ben visibili a qualunque passante sulla cinta delle Mura. Ma c’è chi ha gridato allo scandalo, pensando alla realizzazione di un ecomostro a un passo da Bergamo Alta e insinuando procedure non trasparenti per poterlo realizzare. Ma la realtà è ben diversa.

    Le due strutture a confronto: a sinistra la vecchia palazzina demolita, a destra il rendering della nuova struttura
    Di fatto, l’impatto della nuova costruzione sarà identico a quella pre-esistente. Due piani, una linea sobria (anzi, pensata per riprendere gli archi della via Mayr soprastante), colori in piena sintonia con le costruzioni circostanti grazie all’utilizzo delle pietre di Credaro, le stesse delle Mura, tanto per capirsi. La volumetria sarà inoltre ridotta, anche se non di molto.


    La comparazione della nuova struttura (in rosso) con la precedente (in giallo)
    … vedi sito del Comune …
    Sarà mantenuto inoltre il cipresso storico e tutta l’area che circonda la casa verrà bonificata, in modo da drenare meglio le acque piovane che il terreno fa e ha sempre fatto ristagnare in superficie (le Mura ringraziano).
    In fin dei conti, nessun ecomostro, ma una costruzione (disegnata dagli architetti dello studio Flores Prats di Barcellona) che ha tutte le carte in regola e che, una volta ultimata, non deturperà il paesaggio circostante.

    Come si presenterà la “lunetta” al termine dei lavori
    Non solo: sarà preservata la “lunetta” sottostante le Mura, parte del sistema difensivo storico della cerchia muraria veneziana. Il Comune aveva inoltre ipotizzato anche una parziale cessione dell’area privata per allargare la sezione stradale e consentire la realizzazione di un percorso pedonale di collegamento alla cannoniera di San Giovanni, sita nell’ultimo baluardo prima di Colle Aperto.
    Sopralluoghi effettuati con la Soprintendenza e con l’Istituto nazionale dei Castelli hanno portato ad optare invece per il mantenimento dell’attuale muro di recinzione e la futura realizzazione di un percorso pedonale in sicurezza attraverso la posa di dissuasori o attraverso altri accorgimenti ancora da valutare.
    Il cantiere (che per sua definizione non è bello a vedersi) procede spedito. Quando sarà concluso, si potrà tirare un sospiro di sollievo.

    TRATTO DAL SITO DEL COMUNE DI BERGAMO

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