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5 Comments

  1. 1

    marzio

    Ma voi cosa siete? La sezione distaccata a Bergamo degli uffici della Casa Pontificia? Persin troppa la precisa connessione e lo spontaneo idem sentire con l'attuale Pontefice… Bellissimo leggervi, nulla da dire, però c'è qualcosa che sfugge: consultandoli, sembra di ricevere comunicati diretti Roma-Bergamo, senza passare dalla vostra Città Alta…

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  2. 2

    gigi

    Colpisce certamente, lo dico sorridendo, il fatto che il Papa abbia scelto una strada come la vostra, anzi, che vien dopo la vostra. Con altri mezzi e forze, ovviamente, ma col concorso di più voci, abilità e saperi, come avete fatto anche voi nell'ultimo articolo.

    Quel che più impressiona, però, è la decisione di Benedetto XVI di comparire in TV il giorno di Venerdì Santo, durante ‘A Sua immagine’, su Raiuno, per rispondere in diretta a domande dei fedeli. Che cosa chiederanno i fedeli?, ci si domanda. E chi se ne frega!, rispondo io. Nessuno si domanda, invece: perché l’ha fatto, e proprio nel giorno dell’oscurità e del dolore?

    Sarà la rappresentazione, viva, dolorosa e dolce nello stesso tempo, della necessità di parlare di Gesù sempre, in particolare da parte dei preti, di invertire l'abitudine all'assenza del Signore nella vita cotidiana, in ogni suo momento, che è prezioso e inimitabile, anche quello dello show televisivo. E' il richiamo rivolto ai sacerdoti, ai religiosi, ai fedeli di non eleggere a idolo un oscuro fare quotidiano, pressato dall’ansia e dal bisogno, dimenticando quel Dio in cui si dice di credere e che sembra così lontano da quel correre, proprio perché quel correre lo estromette e allontana. Santità, mi spieghi, mi indichi dov’è Cristo, in queste mie giornate affannate e distratte: me lo mostri, perché io non riesco a riconoscerlo. Già, guardalo nei gesti e nelle parole di ogni momento: Lui è lì. Usa quei gesti e quelle parole, prega! E Dio sarà sempre lì.

    E così riuscirai a spiegare ai figli che occorre studiare, e lavorare, e fare fatica, mentre questi invece guardano la tv, sognano, e si incupiscono nel rancore, perché magari son figli di gente aliena dalla imperante corruzione.

    Riuscirai a dare speranza al malato, che non sa in chi, in che cosa sperare. Ma che abbisogna di una speranza ragionevole, concreta: vera tanto quanto il desolato bianco reparto di ospedale, dove sta con gli occhi fissi al soffitto. Perché niente di meno basta all’uomo, di una speranza che si possa toccare, che abbia un nome, una faccia, che sia una speranza vera.

    Riuscirai a convincere, così, anche il sacerdote a mettere in discussione la sua stessa omelia, con l'aiuto dei fedeli, ciò che gli consentirà di preparare un'omelia più bella ancora, perché scritta finalmente anche col cuore.

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  3. 3

    angelo

    La vostra insistenza nel trattare argomenti che nessuno tratta e che invece hanno più seguito di molti altri all'interno del ristretto numero dei vostri lettori (spero per voi sia un numero qualificato) è l'aspetto più interessante di questo giornale familiare, fatto evidentemente e per lo più da parenti e amici, e letto soprattutto fra voi e quelli che vi conoscono. Esprimete senza tanti infingimenti la morale e l'etica delle vostre famiglie, il vostro attaccamento alla Chiesa, libero e critico, così come anch'io lo conosco, il vostro massimo rispetto per il lavoro, di qualunque tipo sia, e per la dignità di ciascuno. Secondo me, proprio questa potrebbe essere la carta vincente del vostro progetto (sempre che progetto sia e non un diversivo), in quanto, nel disastro sociale odierno, i patrimoni residui, i tesori nascosti, sono le storie consolidate delle famiglie. A dimostrazione e per esempio, soltanto voi potevate trattare la storia della famiglia Pagliarini (a quando quella delle altre famiglie del gruppo?) con la sorridente leggerezza con cui avete esposto quell'epopea fondamentale per la popolazione della Bassa bergamasca; soltanto voi avreste potuto aprire un capitolo come quello relativo alla possibile nomina di Mons. Beschi ad arcivescovo di Milano, creando un articolo che di più approfondito non ce n'è, e che getta lo sguardo interessato della società all'interno di quel mondo oscuro che spesso è la gerarchia ecclesiastica. Non conosco i dati di gradimento del giornale, e da chi sia consultato, ma vi direi di resistere e di continuare a scrivere con la diretta e tremenda tranquillità con cui dite le cose, dando ai lettori l'impressione di essere seduti a chiacchierare sui divani dei vostri salotti. Certo che, prima o poi, dovrete mettere il becco anche nella politica, e voi potreste fare colpo perché potreste intervenire con un distacco tale da spiazzare gli odierni pagliacci "spazzolatori" e i loro ammiratori.

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  4. 4

    Nello

    Ho assistito ieri sera alla replica del programma voluto dal Papa: magnifico! Però, non capisco come si possa interagire, porre questioni, come avviene su questo che giustamente Angelo ha definito "Libro elettronico". Siete complementari. A quando la discussione e, a margine, la riproduzione del programma? Sandro Magister, che mi sembra vostro amico, e nemmeno il Papa, si opporrebbero di certo! Ho questa vaga sensazione…

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  5. 5

    bartolo

    Tutto sommato siete l'informazione critica più puntuale ed efficace nel Web, alta ma non verbosa, sobria, legata alla realtà della vita, fatta nel segno di "chi vuol capire capisca"… e non stia a gingillarsi. Certo, è un vero peccato che non possa essere coordinata con altri programmi, come quello pontificio voluto dal vostro amico Sandro Magister: sarebbe veramente il top. In ogni caso, grazie.

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