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38 Comments

  1. 1

    Kamella Scemì

    Gesù è un grande insegnante: non solo sa costruire complesse e meravigliose parabole ma, posto davanti al caso concreto e terribile, sa dare l’esempio in modo coerente col suo insegnamento. Questo sta a dire che l’esempio è a propria volta insegnamento, anzi, è parte fondamentale dell’insegnamento.
    Le occasioni per parlare e discutere sono sempre in numero maggiore, più rare quelle in cui dare l’esempio: ma quando càpita occorre essere pronti a darlo. Altrimenti anche le parole, pur belle, cadono.
    Se esaminiamo il caso della pedofilia nella Chiesa cattolica, ne comprendiamo la gravità in questa ottica, secondo me: non per nulla il grande Papa emerito l’ha posta all’attenzione ed ha avviato una decisa opera di pulizia. Da compiere con misericordia, ma da fare.
    Si tratta di un momento speciale per i nostri sacerdoti, un momento di revisione e slancio.
    Che lo Spirito li illumini. E magari rileggano spesso questo brano evangelico.

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  2. 2

    Nobile barone (adottivo) di Sebottendorff

    Mi sono spesso chiesto cosa Gesù scrivesse in terra, parole che hanno impedito l’esecuzione della condanna e fatto allontanare i boia, a partire dai più anziani.
    Negli anni mi sono convinto che semplicemente scrivesse nella polvere i nomi dei frequentatori dell’adultera, forse più donna dai facili costumi che traditrice del marito.
    Gesù combatte l’ipocrisia dei giustizieri, non la tollera, ma non assolve neppure la donna: le dice di cambiare vita. La prostituzione e il tradimento li dà come qualcosa di esistente, quasi non sradicabile.
    Lei, Monsignore, ha già accennato in un precedente commento al problema: è giusto e sufficiente multare gli automobilisti che si fermano per strada per caricare le prostitute? Perché è così difficile sottrarre le prostitute alle grinfie delle bande di sfruttatori?
    Case chiuse adeguate e rinnovate possono essere un primo passo per una sufficiente soluzione del problema del mercimonio per strada?
    In fondo, Gesù compie un gesto semplice: scrive per terra. Non è che la soluzione sia più semplice di quel che crediamo e non la vediamo?
    Oppure ci siamo intortati in così tante falsità che ogni atto della vita diventa un problema?

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  3. 3

    al Gandalfir billàh

    La legge ebraica prescriveva che l’adultera fosse messa a morte a sassate. Bestiale per noi. Ma per gli islamici è così ancora oggi, e questa legge la praticano in altre aree del mondo e la predicano nelle loro moschee, pur magari omettendone gli aspetti meno accettabili per i territori in cui si trovano (poi, in futuro, si vedrà…).
    A Bergamo si vorrebbe aprire una grande moschea, tra l’altro in assenza di convenzioni statali al riguardo, e, nella difficoltà del nostro sindaco, si vuole ora scaricare il problema su Curno, dove già esiste uno pseudo-centro culturale islamico, in realtà una moschea.
    Si dice che il diritto all’esercizio del culto è irrinunciabile: vero. Ma quando si pratica e predica una legge contraria, almeno in parte, ad altri princìpi costituzionali, perché deve prevalere quello della libertà religiosa e cultuale?
    Cosa dice Monsignor Vescovo al riguardo? Un conto è il rispetto reciprocamente dovuto, altro conto la prepotenza di chi vuole a tutti i costi imporre, sia pure fra le mura di una moschea, norme per noi intollerabili. Perché, fra l’altro, non dobbiamo confondere una moschea con le nostre chiese.

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    1. 3.1

      Conestabile Francisco "Ciccio" La Dolza

      Provo a ragionare in modo pratico: finché non danno troppi problemi perché dovremmo sollevarne noi? Finora mi sembra che le moschee da noi, nella Bergamasca, non abbiano dato problemi. Recitano le loro preghiere, fanno i loro gesti simbolici e buona notte. Come fedeli della loro religione sono certo molto meglio dei cristiani. E anche se colle donne loro sono rigorosi, sono comunque molto più coerenti colla loro morale degli stravaccati cristiani. E mettono il Corano prima di tutto, al contrario dei cristiani che della Bibbia non conoscono neppure l’indice.

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      1. 3.1.1

        Rainaldo di Dassel

        Cosa interessa? Quando avrò sentito dire a un musulmano che gli attentatori di New York, Parigi, Cairo, Bagdad, Tunisi etc. e quelli dell’Isis sono traditori del Corano e bestemmiano il nome di Allah e Muhammad, allora comincerò a riconsiderare con maggior serenità il sotterfugio di chiamare centri culturali quelle strutture che palesemente non lo sono.
        Tutte le volte che ho fatto la domanda, chiedendo disprezzo per quegli assassini, non ho avuto risposta o hanno deviato il discorso. Alcuni hanno di fatto solidarizzato, chiamandoli combattenti. E tutto questo non lo posso accettare ed è pericoloso: non vorrei fare la Cassandra per niente…

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        1. 3.1.1.1

          Semiquinaria da sud est

          Se, essendo italiano, mi sentissi dare del mafioso senza esserlo, m’incazzerei. Se fossi siciliano, ci penserei due volte a quel che sarebbe opportuno dire. A buon intenditor…

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  4. 4

    Guglielmo da Baskerville

    Direi che il problema delle moschee dovrebbe partire da una domanda: cos’è una moschea? quali sono la sua organizzazione e la sua gerarchia? con quali sostanze si costituisce e si mantiene, escludendosi finanziamenti almeno sospetti? in essa vige anche la sharija o no? posto che vengano predicate interpretazioni del Corano compatibili con la nostra società, quale ne è la possibilità di controllo? Certo tutto questo non può dipendere dal parere e dalle conoscenze di un sindaco e della sua giunta.

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    1. 4.1

      Cotton Mather

      Sono sostanzialmente d’accordo con voi: non è possibile far finta di non vedere che i cosiddetti centri islamici sono in realtà moschee travestite, senza i dovuti permessi, anche solo come locali aperti al pubblico. Non parliamo poi delle destinazioni urbanistiche.
      Cosa direbbero i nostri scrupolosissimi (a senso unico) sinistri se da anni si celebrasse la Santa Messa nella palestra di una scuola non pubblica, o nel capannone di una fabbrica o in un negozio del centro? Sarebbe casino, come lo è stato a Bologna per la visita pasquale del Vescovo. Però l’imam della locale moschea abusiva c’era andato.
      Quelli che si comportano così sono come i giustizieri dell’adultera: farisei ipocriti, intrisi di morte ideologie, assetati di odio e impostori.

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      1. 4.1.1

        il monaco bergamino

        Vediamo di osservare la questione anche da un altro angolo di visuale: Gesù umilia i giustizieri, i puri, e salva colei che ha pure delle colpe, ha gravemente peccato, ma non merita il trattamento che quelli le hanno riservato.
        Se guardiamo al problema delle moschee con questo sguardo, non possiamo non dare la loro vita religiosa a coloro che ai nostri occhi presentano pure grosse pecche nel loro credere, come la discriminazione delle donne, ma che non meritano di essere trattati tutti come fossero terroristi. La maggior parte di loro è brava gente.

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        1. 4.1.1.1

          Romana

          Sì, ma non possiamo nemmeno rinunciare a regolare con legge la situazione solo perché loro sono inquinati dai fanatici islamisti. Credo sia anche per questo e a maggior ragione che occorra attentamente disciplinare la questione, con la collaborazione dei musulmani stessi. Perché si rifiutano di stipulare le convenzioni con lo Stato, cosa che, invece, tutte le altre comunità religiose hanno fatto, anzi, hanno preteso di poter fare?

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      2. 4.1.2

        Semiquinaria da sud est

        La distinzione tra “moschea” e “Centro culturale islamico” — confesso — sfugge al mio captus mentis, cioè alla mia capacità di comprensione, ma mi domando se valga la pena cazzeggiarci più che tanto, come quando nel processo a Bossetti la difesa chiese l’escussione di 700 testi che dovevano dire di non aver visto Bossetti quel certo giorno; a meno che qualcuno mi spieghi quale sarebbe la ricaduta, in termini pratici, sui cittadini, qualora fosse una moschea e non un Centro culturale islamico.

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        1. 4.1.2.1

          Goffri

          La venuta tra di noi di stranieri con una forte connotazione religiosa, come i mussulmani, esige la pazienza della conoscenza per poter trovare forme accettabili di integrazione a vantaggio di tutti. Questo è un compito faticoso ma ineludibile. Per quanto ne so tra le due espressioni non c’è differenza. Le moschee non sono analoghe alle nostre chiese, ma sono insieme luoghi di culto e di cultura

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  5. 5

    Giulio Fustinoni

    Carissimo Mons. Zanchi,
    leggendo il Suo pregiatissimo commento mi è sorto un dubbio: Gesù, in questo brano, è contrario alla pena di morte? Lui stesso non la rifiuta: chiede drammaticamente aiuto al Padre, ma non vi si sottrae.Salva l’adultera, ritiene indegni i giustizieri, ma non dice che non si può.
    La ringrazio.

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  6. 6

    Lucio Ampelio Manilio

    Voglio essere un po’ polemico: per scarsa umiltà e ignoranza dei politicastri, in Italia la legge è crudele in quanto oppressiva, sostanzialmente inapplicabile con un minimo di decente certezza.
    Credo che di questo siamo tutti disperatamente consci.
    Eppure mi ricordo le filippiche del cardinal Ruini, di Bertone e Bagnasco sulla legalità: secondo me, avrebbero dovuto dire che la legalità discende da un’etica condivisa, almeno da un coerente sviluppo storico del diritto, e non da norme buttate lì a casaccio per soddisfare interessi immediati di qualche trombone o gruppo di tromboni (facilmente anche ladri).
    Questa non è legalità ma sopruso.

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  7. 7

    Karl Heinz Treetball

    La vita di noi piloti è quella dei giramondo, persino nelle nostre radici e nel nostro formare famiglia. Poi finisce che ci si stabilisce per molti anni in un abbastanza anonimo centro urbano alla periferia di Bergamo, vicino all’aeroporto. Sempre pronti a far le valige da un giorno all’altro. Sono infatti gli aerei e gli aeroporti gli elementi distintivi della vita mia e di mia moglie: da essi traggo il mio sostentamento, la mia esperienza e il mio essere sociale, cioè di appartenente a questa varia umanità, sempre più difficile da distinguere e da capire.
    Negli aeroporti dell’area europea e mediterranea vedo masse di persone che non sono in attesa di partire ma di fuggire, di scappare da qualche parte, con ogni sotterfugio, normalmente muniti di un finto visto turistico. Dove vanno? perché fuggono come formiche impazzite? Parlando con loro si scopre facilmente che la meta di quasi tutti è l’Italia, dove l’accesso è estremamente facile e dove poi nessuno ti controlla più, se non combini grossi guai.
    Leggi crudeli quelle di tutti gli altri popoli europei o quelle italiane, che consentono il facile e non ponderato stravolgimento di tante vite, senza una pur minima idea del proprio futuro?
    Raramente mi sono imbattuto in profughi, coloro che fuggono da emergenze belliche o economiche: tanti sono i romeni, i moldavi, gli ucraini, i turchi, i marocchini, i senegalesi, tutti con grande spirito d’avventura, speranze un po’ da bohémiens e certi che in Italia troveranno un mondo molto migliore del loro. Nient’altro. Non sono profughi costoro, sono rispettabilissimi cercafortuna.
    E noi crudelmente lasciamo credere che qui la fortuna potranno veramente trovarla. Perché?

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  8. 8

    Malgorzata Kszczot

    Vorrei un parere da Lei, Monsignore: se nell’antichità l’adulterio femminile era punito con la morte e colui che non pagava i propri debiti diventava schiavo del creditore, oggi il non aver pagato senza colpa presunte ed esosissime tasse e imposte a uno Stato che dà pessimi servizi e che è rappresentato da un call center porta alla perdita della casa e a far vivere una famiglia in auto (venga al parcheggio della Città Mercato e vedrà).
    Poi, quando sei sul lastrico, arrivano le cooperative, le associazioni, i servizi sociali ad aiutarti poco o niente: ma questo per loro è un lavoro, fatto pagare carissimo alla società, mentre tu diventi e sei uno strumento del loro guadagno. La stessa cosa, e molto più redditizia, per gli immigrati, ai quali almeno danno l’albergo, mentre io resto nel camper con mia moglie e coi miei figli. Costretto a scappare sempre.
    Quale più crudele fra le due leggi?

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  9. 9

    Eleuterio

    Questa qui, che ha reso il marito collezionista di corna, magari preferendo uomini più esperti e meno giovani di lui, e magari anche congregando una filiazione da cooperativa (alla fine, da qualche particolare, anche il cieco collezionista se ne deve essere accorto), l’ha vista brutta (essere chiusa in un sacco e presa a pietrate non deve essere bello – abbiamo visto un recente orribile video dall’Afghanistan al riguardo) perché non è nata nell’epoca felice Renzi-Pd.
    Con una bella unione civile non avrebbe potuto essere condannata, neanche a risarcire almeno il costo delle corna.
    Bando agli scherzi, mi sembra che da una legge crudele si sia passati alla possibilità della licenziosità impunita e impunibile anche moralmente.
    Se quello era il modo crudele per tenere unità una società fin dal suo fondamento familiare, questo è il modo altrettanto crudele, per non dire altro, per disfarla. In nome dei diritti e della legalità (quali?).
    Sulla grande sapienza anche giuridica di Gesù, poi, dovremmo spendere qualche parola, prima o poi.

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  10. 10

    Lotarii Teutgarda

    Mi sembra che il brano evangelico ponga con forza il problema della fedeltà coniugale. La sua violazione è gravissima, e il Signore sembra confermarlo (non peccare più).
    La fedeltà coniugale è uno specifico del matrimonio cristiano, quindi per tutta la vita, oppure lo è di qualunque unione, anche temporanea?
    Si tratta di voler garantire la certezza della provenienza della prole o è anche altro?
    Perché altre culture ammettono la poligamia, se nella fedeltà coniugale c’è anche altro?
    Perché la poligamia, in logica conformità con le leggi recentemente approvate, non dovrebbe essere ammessa anche da noi, con ciò agevolando i numerosi islamici stabilitisi nelle nostre città?

    Reply
  11. 11

    Excalimarg Nederland

    Nella vicenda mi ha sempre incuriosito un particolare: i farisei portano l’adultera da Gesù, che forse è un Maestro a loro vicino, anche se critico e di altra levatura. Sono ligi alla legge e la vogliono applicare. Perché mai comunque vi rinunciano, senza far eseguire la pena a qualcun altro? Di che legge si tratta, a tal punto?
    Viene logico pensare all’uso strumentale delle leggi, e oggi questo, come da Lei indicato, è il misfatto più grande. Contro le persone e contro il popolo.

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  12. 12

    Finn Luther

    Non voglio fare il buffone né metterla sul ridere, ma mi sembra che il perdono avrebbe almeno dovuto darlo all’adultera il marito. Il perdono di Dio è cosa grandiosa, che prende, coinvolge e supera l’uomo, ma lo stesso Padre Nostro implica il perdono dei peccati da parte dell’offeso, che altrimenti rimane cornuto e mazziato. Questo mi sembra un problema rimasto irrisolto nel racconto evangelico.

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  13. 13

    maargharj butterei

    Mi chiedo se gli spaventosi delitti dei quali la cronaca nera si è occupata in questi giorni, specialmente quello di Roma, non sottendano l’esistenza di norme pratiche che sono sentite come neppur sottoposte alle leggi della società, per quanto crudeli esse siano.
    Mi viene il sospetto che la proclamata esistenza dei diritti e valori fondamentali dell’uomo sia costruzione ideologica dell’Illuminismo, forse inventata per dare un senso alla pretesa primazìa della coscienza individuale, ben formata o no, che oggi si manifesta per quello che è: arbitrio.
    Pare sempre più che, come ci sono leoni e tigri, farisei giustizieri e Gesù e San Francesco, nell’umanità convivano specie diverse, feroci e no.
    So che questo rischia di portare al razzismo, ma vorrei prima capire dove l’amara riflessione è sbagliata e va corretta.

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  14. 14

    Isidoro di Siviglia

    Avete notato che quelli che si sentono perfetti interpreti del “giusto” non viaggiano mai da soli?
    Arrivano sempre in gruppo, per spalleggiarsi l’un con l’altro, tanto si sentono sicuri della loro “giustizia”. Sembra la giustizia del branco, che non è governato dalla legge ma dalla forza e dall’arbitrio: state certi che non sarebbero mai andati a prendere una delle loro mogli, anche se l’avessero sorpresa coll’idraulico.
    E legge del branco è ogni norma usata o costruita per interessi personali o del branco stesso, come Lei ha sostanzialmente detto. E oggi ce n’è piena l’aria. E ne abbiamo piene le scatole.

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    1. 14.1

      Goffri

      Senz’altro il fare branco sostiene e da forza ai singoli, che rischiano di perdere la loro identità. L’uomo deve imparare non a fare branco, ma ad essere comunità, dove ci sono ascolto, aiuto, rispetto. Il singolo ne esce arricchito e non mortificato.

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  15. 15

    Giovanni di Hildesheim

    Gesù è nella sinagoga a insegnare quando gli portano l’adultera da ammazzare. Non scrive sulla sabbia, come qualcuno dei commentatori ha detto, ma sul pavimento della sinagoga, che non doveva essere particolarmente lustro.
    Indipendentemente dai problemi della locale impresa di pulizie, c’è da osservare che i farisei gli portano la sventurata in luogo sacro, inducendo la considerazione che la lapidazione della donna fosse a sua volta “sacra”, rito di soppressione in ossequio alla legge divina, o presunta tale. Sacrificio al dio, insomma.
    Ed anche questo Gesù sconfessa: come già avvenuto con Abramo, Dio non vuole sacrifici umani per sé, e non vi è nulla di sacro in una sentenza dell’uomo, foss’anche legittima e secondo legge. Anche finissimo teologo, oltre che giurista, questo Gesù, sotto un aspetto puramente umano e culturale, naturalmente. Vissuto in una famiglia di piccoli imprenditori, ma di altissima cultura e conoscenza, questo mi par certo.

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    1. 15.1

      Goffri

      Gesù considera ogni uomo come fratello, ama ogni singola persona come se fosse l’unica. Ci dice inoltre che questo modo di procedere è pure del Padre che lo ha mandato

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  16. 16

    Semiquinaria da sud est

    Si è trattato più sopra di Islam e moschee: è indubitabile che il mondo occidentale è debitore di molte conoscenze mutuate dalla civiltà islamica, che è araba e persiana. Va messo nel dovuto rilievo il fatto che l’Islam dei nostri giorni non è quello che fiorì nella stupenda città di Esfahan in Persia (tra l’altro, oggi semidistrutta dalla guerra contro l’Iran scatenata da Saddam Hussein), non quello del califfato di Cordova dove operò l’ebreo Mosè Maimonide, che gettò un ponte tra la filosofia greca e quella cristiana, fondamentale per lo sviluppo della nostra civiltà. Sempre a Cordova operò Averroè, citato da Dante nella sua Commedia insieme ad Avicenna (entrambi siedono nella «filosofica famiglia»): quello stesso Averroè più volte invocato come lume di sapienza da Guglielmo di Baskerville nel Nome della rosa di Umberto Eco.
    Ricordiamo, inoltre, che un “padano” come Gherardo da Cremona, insoddisfatto del sapere al suo tempo reperibile in Padania, partiva per il Califfato di Cordoba, per apprendervi l’arabo e conoscere i tesori di sapienza che dal greco erano stati tradotti in arabo. E Gherardo li ritraduceva in latino: in particolare, traduceva l’opera astronomica di Tolomeo, che ancora oggi chiamiamo con il nome arabo di Almagesto.
    Insomma, una premessa fondamentale del nostro ragionamento è il bando delle proposizioni irrazionali e sentimentali, compresa quella che postula negl’islamici, in toto, la ferocia che è dei soli terroristi. Anzi, l’Islam ha avuto il merito di promuovere – in altri tempi, è vero – il progresso della scienza, portando contributi di prim’ordine, e di aver aiutato l’Europa a uscire dal suo Medioevo.
    Non mi sfugge, naturalmente, la circostanza che l’Islam viva nel presente il suo Medioevo; perciò ci auguriamo che l’Islam possa conoscere il suo Rinascimento, proprio come lo si ebbe in Italia e poi in tutta Europa, quando si voltò pagina e si ritornò a coltivare la sapienza degli antichi. Il nostro augurio è che gl’islamici possano tornare ai fasti e allo splendore della loro antica civiltà.
    Detto questo come essenziale premessa, sono del parere che sia assurdo privare gli eredi di cotanta civiltà, anche per aiutarli nella loro modernizzazione, dei loro luoghi di preghiera, di là da ogni impedimento legislativo o normativo, purché tale esigenza sia commisurata alle utilità delle comunità presenti in un certo luogo. Una moschea da cinquemila posti dove c’è una comunità di cento persone non ha obiettivamente senso.

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    1. 16.1

      Guglielmo da Baskerville

      Ma è proprio qui dove casca l’asino, secondo me: per attuare una simile distinzione servono norme, che in parte non ci sono e in parte non vengono accettate dagli islamici stessi, che a Bergamo, per esempio, lottano, coltelli alla mano, per il controllo dei finanziamenti – di cui non si sa nulla- per la costruzione della grande moschea bergamasca. Si tratta del classico caso del cane che si morde la coda. Salvo ritenere che, in così delicata materia di interesse statuale, la competenza sia dei singoli sindaci e delle loro giunte e maggioranze.

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    2. 16.2

      Goffri

      Complimenti per la risposta dotta e puntuale.

      Reply
  17. 17

    Kamella Scemì

    Torniamo a Gesù, che è meglio. Quel che colpisce è il silenzio del Signore di fronte a chi cerca d’incastrarlo, il suo silenzio di fronte alla legge crudele. Dice poche parole perché costretto, ma per il resto compie un gesto diverso: scrive. Di fronte all’iniquità della legge non bisogna accettare il confronto mettendosi sullo stesso piano, ma cercare altro, che dovrebbe risiedere nel cuore e nella mente dell’uomo, di tutti gli uomini, figli di Dio.
    Mi sembra sia questa capacità venuta meno nell’uomo occidentale d’oggi, che cerca nella legge la sua morale. Siamo di fronte alla negazione di Dio, come se Egli non esistesse, e questo potrebbe essere il segnale della fine non solo di una fase di civiltà umanistico-cristiana, ma della civiltà occidentale stessa.

    Reply
    1. 17.1

      Goffri

      I cristiani sono chiamati costantemente a interpretare le esigenze degli uomini, a discernere il loro valore e a valutare le eventuali leggi alla luce di Gesù. Egli non offre soluzioni già pronte, ma illustra principi di fondo, ci offre una visione dell’uomo e delle cose che ispira comportamenti e decisioni che sono sempre da ricercare, da studiare e da valutare attentamente. Certamente l’eliminazione del Vangelo può essere un danno per una civiltà ed una concezione dell’uomo, che non deve poco al messaggio di Gesù.

      Reply
  18. 18

    Ernestina Maria Ghilardi

    Mi occupo da anni, con passione, di politica locale a Milano, zona Baggio, l’antica diocesi di Sant’Anselmo: sono capogruppo consigliera di zona 7, probabile candidata alle prossime elezioni comunali.
    Gesù impedisce che la crudeltà della legge colpisca, abbattendola, una peccatrice. Egli ha in questo caso una finissima intuizione politica, perché non si pone contro la legge in sé, sentita probabilmente come giusta in astratto dal popolo ebreo, ma contro il formarsi di quel singolo giudizio e contro la sua modalità di esecuzione, provocatoria verso di Lui: la donna, infatti, non è più nemmeno un essere umano, un fine nelle mani di Dio, ma un mezzo, uno strumento qualsiasi per colpire Lui. Credo che Gesù condanni in primo luogo questo dato di fatto.
    Oggi, ancor più, lo dice la mia esperienza, tutti cercano di usare come mezzi utili il prossimo, specie in politica: la conseguenza è che si ammazza, anche moralmente, l’altro come se nulla fosse.
    La stessa criminalità violenta è cambiata: anche in essa è scomparso il senso dell’onore, e quando si deve difendere il proprio interesse si spara. Per strada. Anche a Milano. Anche in zona 7, un tempo non lontano pacifica periferia cittadina dedita al lavoro.

    Reply
    1. 18.1

      Goffri

      Nella pratica occorre bilanciare le due esigenze della legge, che sono necessarie: la pena, perchè l’impunità incoraggia il delitt; con le possibilità di ricupero, tenedo conto delle varie situazioni e delle possbilità. La politica esige anche tanta sapienza per trovare i giusti equilibri. Gliene auguro tanta per il suo impegno politico

      Reply
  19. 19

    Semiquinaria da sud est

    Credo sia innegabile che il Corano sia pieno di quelle che oggi noi occidentali possiamo chiamare schifezze. Però, se è per questo, anche il Vecchio testamento non scherza affatto, come osservava il buon Voltaire: non foss’altro, per il motivo che l’antica religione giudaica fu stabilita per un popolo di pastori e di predoni. Ma non dobbiamo pensare che per questo tutti gl’islamici pratichino le schifezze del Corano, così come non possiamo pensare che tutti i cristiani e gli ebrei pratichino le schifezze del Vecchio testamento. Voglio proprio vedere un qualsiasi cristiano o ebreo, giudice, prete o fedele, se si dice d’accordo con quanto è scritto nel libro del Levitico (20, 13) che prescrive: «Se uno ha rapporti con un uomo come con una donna, tutti e due hanno commesso un abominio; dovranno essere messi a morte; il loro sangue ricadrà su di loro». Sarà anche scritto nella Bibbia, ma non credo che a nessuno, salvo qualche mente bacata, venga in mente di mettere a morte un Lgbt. Il detto “summum jus, summa iniuria”, dunque, si pone anche in questo caso, e forse con ulteriori implicazioni.
    Conseguenza: sotto questo aspetto, il problema sopra agitato non si pone.
    Piuttosto, mi sembra interessante indagare quanto la crudeltà delle disposizioni religiose abbia influenzato la crudeltà delle leggi odierne, tenendo conto che nell’antichità erano spesso coincidenti. Lo storico Mons. Zanchi potrebbe darci qualche illuminazione al riguardo.

    Reply
    1. 19.1

      Karl Heinz Treetball

      Mi sembra uno spostamento logico, il suo: il problema sopra trattato coinvolge anche i costumi delle comunità islamiche, non sempre compatibili con quelli occidentali. Mi sembra interessante richiamare qui un precedente, bellissimo articolo apparso su questo giornale cinque anni fa, ancora reperibile, e intitolato al razzismo fra ragazzi. Per la prima e unica volta intervennero direttamente sulla stampa, anche con discussioni religiose, legali e teologiche, i massimi rappresentanti della comunità islamica di Bergamo. Credo sia interessante mettere a confronto quei contenuti con quel che qui oggi si argomenta. C’è da imparare tanto.

      Reply
      1. 19.1.1

        Goffri

        Mi sembra una buona proposta e sono daccordo

        Reply
    2. 19.2

      Goffri

      Pur con un linguaggio un pò crudo “schifezze”, cogli una aspetto vero. L’Antico Testamento è un insieme di scritti che coprono più mille anni della storia di Israele. Vi sono i libri più arcaici, quindi maggiormente problematici, e quelli più recenti, dove la religione d’Istraele, soprattutto attraverso i profeti, fa passi decisivi e annuncia il messaggio cristiano. La lapidazione per adulterio risente di questi condizionamenti. Tuttavia i precetti più crudeli erano un progresso, perchè agivano da freno per gli arbitrii, come la legge del taglione:”occhio per occhio dente per dente”. Significa che la punizione non deve eccedere il danno subito, il chè è un bel progresso, sotto certi aspetti valido anche oggi. Gesù, come ha detto nel discorso della Montagna, è venuto a correggere, a perfezionare e a portare a compimento ciò che di positivo vi era nella Legge di Mosè e dei profeti. Il vertice è costituito dalle beatitudini, il cui spirito già era presente nei testi profetici.

      Reply
  20. 20

    Matilda da Canossa

    Devo ammettere di non essere proprio una pia donna da portare a esempio in chiesa, pur non avendo mai fatto del male a nessuno e non avendo mariti da tradire. Vengo dal sud, da dove sono fuggita in cerca di fortuna, ho scelto una vita molto attiva, che mi piace, e ho rinunciato ad avere famiglia o anche solo relazioni stabili.
    Quel che colpisce nel segno, oltre alla ferocia dei lapidatori degna della crudeltà della legge, è la totale assurdità di quest’ultima: io, nella mia condizione di donna libera, non potrei mai essere giustiziata, mentre quella povera diavola lì, che per di più si è assunta doveri familiari e sgobba per marito e figli, vede dipendere la sua vita da come il marito e i suoi parenti ne giudicano i comportamenti. Per carità, oggi non ti lapida più nessuno qui a Milano, però mi sembra che il meccanismo sia sempre quello. Ed è comunque un meccanismo crudele, che in parte fa capire perché il matrimonio perda d’attrazione

    Reply
    1. 20.1

      Goffri

      Mi sembra che anche Gesù condanna la donna colpevole di adulterio; tuttavia il suo atteggiamento non è solo negativo, egli apre una via, una possibilità di riscatto all’adultera. Egli stesso la indicherà con la sua parola e la sua vita lasciandoci il comandamento nuovo:”amatevi come io vi ho amato”. Il matrimonio perde di attrazione perchè non presenta modelli e prospettive sicure di relazioni serie, fondate e durevoli. Il messaggio di Gesù in sintesi è proprio questo: se volete avere relazione vere, seguite le mie parole e il mio esempio, seguite la logica delle beatitudini (Vangelo di Matteo, 5,1-11).

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