<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Bergamo.Info - giornale d&#039;opinione a Bergamo &#187; Economia</title>
	<atom:link href="http://www.bergamo.info/category/economia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.bergamo.info</link>
	<description>Per aiutarvi a comprendere la realtà  bergamasca</description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Feb 2012 21:58:49 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>&#8220;Dal Governo caro bolletta da 17,4 milioni di euro per le imprese lombarde. Più 6,5%, per quelle bergamasche&#8221;</title>
		<link>http://www.bergamo.info/economia/economia-bergamasca-e-lombarda/dal-governo-caro-bolletta-da-174-milioni-di-euro-le-imprese-lombarde-pi-65-quelle-bergamasche/</link>
		<comments>http://www.bergamo.info/economia/economia-bergamasca-e-lombarda/dal-governo-caro-bolletta-da-174-milioni-di-euro-le-imprese-lombarde-pi-65-quelle-bergamasche/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 22:00:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Cuminetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia bergamasca e lombarda]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bergamo.info/?p=16408</guid>
		<description><![CDATA[Nel 2012 le 823.620 imprese lombarde dovranno pagare allo Stato un caro bolletta di oltre 17,4 milioni di euro: è il primo aumento deciso dal governo Monti in concomitanza con la neutralizzazione delle Province. I dati emergono da uno studio sull’addizionale dell’energia elettrica nel passaggio del tributo dalle Province allo ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-16409" title="2057784235" src="http://www.bergamo.info/wp-content/uploads/2012/02/2057784235-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Nel 2012 le 823.620 imprese lombarde dovranno pagare allo Stato un caro bolletta di oltre 17,4 milioni di euro: è il primo aumento deciso dal governo Monti in concomitanza con la neutralizzazione delle Province. I dati emergono da uno studio sull’addizionale dell’energia elettrica nel passaggio del tributo dalle Province allo Stato.<br />
L’aumento della tariffa è stato deciso dal Ministero dell’Economia con un decreto del 30 dicembre scorso in ordine alla determinazione dell’aliquota dell’accisa sull’energia elettrica impiegata, per qualsiasi uso, in locali e luoghi diversi dalle abitazioni. Tale addizionale, passando da provinciale a statale, dal 1° gennaio 2012 è salita a 0,0121 euro, cioè 12,1 euro in più per 1.000 chilowattora di consumo.<br />
“Per le aziende bergamasche,il caro bolletta voluto dal Governo è del 6,5%, una vera e propria stangata che colpirà tutto il tessuto produttivo– afferma il presidente della Provincia di Bergamo Ettore Pirovano -, in particolare ne risentiranno le aziende artigiane, che proprio sull’energia elettrica basano lo svolgimento della loro attività. Sia chiaro che questo ulteriore balzello nulla ha a che vedere con la Provincia di Bergamo che, invece, vede venire meno l’entrata dell’addizionale sull’energia elettrica per un importo di 17 milioni di euro. Ancora una volta si aumentano le tasse e si riduce il federalismo fiscale”.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bergamo.info/economia/economia-bergamasca-e-lombarda/dal-governo-caro-bolletta-da-174-milioni-di-euro-le-imprese-lombarde-pi-65-quelle-bergamasche/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Scuola di dizione per imprenditori. Ovvero come nascondere l’accento</title>
		<link>http://www.bergamo.info/economia/economia-bergamasca-e-lombarda/scuola-di-dizione-imprenditori-ovvero-nascondere-laccento/</link>
		<comments>http://www.bergamo.info/economia/economia-bergamasca-e-lombarda/scuola-di-dizione-imprenditori-ovvero-nascondere-laccento/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 21:54:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Cuminetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia bergamasca e lombarda]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bergamo.info/?p=16405</guid>
		<description><![CDATA[Prende il via lunedì 6 febbraio il corso di dizione promosso da Ascom Formazione e rivolto agli imprenditori. Cinque lezioni, dieci ore in tutto, per imparare l’esatta postura del suono, una maggior chiarezza espositiva ed un’eleganza verbale, qualità che aiutano a parlare in pubblico con sicurezza ed efficacia. «L’accento del ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-16406" title="DIZIONE" src="http://www.bergamo.info/wp-content/uploads/2012/02/DIZIONE-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Prende il via lunedì 6 febbraio il corso di dizione promosso da Ascom Formazione e rivolto agli imprenditori. Cinque lezioni, dieci ore in tutto, per imparare l’esatta postura del suono, una maggior chiarezza espositiva ed un’eleganza verbale, qualità che aiutano a parlare in pubblico con sicurezza ed efficacia.<br />
«L’accento del proprio territorio è sicuramente parte della propria identità, ma fuori dalla realtà territoriale, senza sacrificare le origini, è possibile vendere e vendersi di più e meglio – afferma Daniela Nezosi, responsabile dell’area formazione di Ascom Bergamo –. E’ questa un’esigenza sentita dai nostri imprenditori e per questo abbiamo pensato ad un corso per imparare a padroneggiare noi stessi, la voce, il movimento e il linguaggio, cercando di sviluppare caratteristiche uniche ed individuali».<br />
Per informazioni rivolgersi ad Ascom Formazione tel. 035 4120180/183; e-mail info@ascomformazione.it; sito internet www.ascomformazione.it</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bergamo.info/economia/economia-bergamasca-e-lombarda/scuola-di-dizione-imprenditori-ovvero-nascondere-laccento/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Economia bergamasca: cercasi strategia anti crisi</title>
		<link>http://www.bergamo.info/economia/situazione-economica-bergamasca/</link>
		<comments>http://www.bergamo.info/economia/situazione-economica-bergamasca/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 19:25:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Allevi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia bergamasca e lombarda]]></category>
		<category><![CDATA[bergamasca]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[strategia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bergamo.info/?p=16395</guid>
		<description><![CDATA[La CCIAA di Bergamo ha redatto un report completissimo per descrivere la situazione di crisi.  Nessuna traccia di una strategia per uscire dalla crisi. Se si prescinde dai finanziamenti a pioggia, che contribuiscono a creare ingiustizie ed a consumare malamente le scarse risorse pubbliche, i vertici camerali  sono troppo concentarti a gestire i loro ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-12171" title="Paolo Malvestiti" src="http://www.bergamo.info/wp-content/uploads/2011/06/Paolo-Malvestiti-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>La CCIAA di Bergamo ha redatto un report completissimo per descrivere la situazione di crisi.  Nessuna traccia di una strategia per uscire dalla crisi. Se si prescinde dai finanziamenti a pioggia, che contribuiscono a creare ingiustizie ed a consumare malamente le scarse risorse pubbliche, i vertici camerali  sono troppo concentarti a gestire i loro delicati equilibri interni per riuscire a redigere una vera strategia economica per Bergamo. </p>
<p>La nostra proposta:  lanciare un bando destinato a giovani laureati per proporre una strategia e delle soluzioni innovative.  I 3 &#8211; 5 vincitori, selezionati da professionisti indipendenti, potrebbero essere cooptati nel consiglio camerale in sostituzione dei dipendenti delle associazioni di categoria che,  piccolo dettaglio,  non potrebbero nemmeno occupare quelle poltrone essendo in palese conflitto d&#8217;interesse.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dichiarazioni del Presidente della Camera di Commercio di Bergamo, Giovanni Paolo Malvestiti. (31 gennaio 2012)</p>
<p> “<em>Nell’ultimo trimestre del 2011 la produzione dell’industria bergamasca è diminuita di poco più di un punto (-1,1%) ed è scesa di 3,4 punti percentuali sullo stesso periodo del 2010.  La forte instabilità sui mercati finanziari, la crisi del debito nell’area Euro e le ripetute ancorché necessarie manovre sui conti pubblici hanno avuto un impatto rapido sull’economia reale nella seconda metà del 2011 sotto forma di un inasprimento delle condizioni di accesso al credito e di un peggioramento delle aspettative e del clima di fiducia di imprese e consumatori. </em></p>
<p><em> </em><em>L’intero anno 2011 si chiude per l’industria di Bergamo con un progresso medio del 2,5 per cento sul 2010 ma il recupero dei livelli produttivi maturato tra il 2010 (+10,6% sul 2009) e l’avvio del 2011 si è poi interrotto, con un’inversione di tendenza a partire dall’estate scorsa. Il peggioramento deriva soprattutto dalla dinamica negativa della domanda e del fatturato interno con ripercussioni sulla produzione delle piccole imprese artigiane (-0,9 nel trimestre e -1,2 per cento su base annua) e in genere dei settori rivolti al mercato nazionale o connessi con i mercati dell’immobiliare, dell’edilizia (il cui giro d’affari è ancora in flessione) e dei beni per l’abitazione.</em></p>
<p><em> </em><em>La debolezza dei consumi incide pesantemente sull’intero comparto del commercio: le vendite al dettaglio a Bergamo nel quarto trimestre del 2011 sono risultate inferiori del 6,2 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, fino al -10,6 per cento nei piccoli esercizi alimentari e al -9,8 per cento nel non alimentare. La distribuzione moderna ha contenuto le perdite ma segna anch’essa una flessione dell’1,3 per cento del giro d’affari tendenziale. Anche nei servizi la dinamica su base annua delle vendite (-5,4%) è negativa e in peggioramento. Dal terzo trimestre dell’anno scorso si è interrotta la tendenza ad un relativo recupero del giro d’affari.</em></p>
<p><em> </em><em>Il peggioramento del ciclo della produzione industriale nell’ultimo trimestre dell’anno non giunge inatteso e si manifesta a Bergamo così come in Lombardia e a livello nazionale con un progressivo calo della domanda e degli ordini interni. Resta tuttavia sostenuta la dinamica delle nostre esportazioni: aumenta il fatturato dall’estero  e, nonostante un lieve calo nel corso dell’ultimo trimestre, non riscontriamo segni di cedimento degli ordinativi esteri. Le nostre industrie esportatrici stanno mantenendo quote di mercato e competitività dei loro prodotti, come dimostra anche la quota crescente (al 37,7 per cento) di fatturato realizzato sui mercati internazionali.</em></p>
<p><em> </em><em>Il mercato del lavoro resta la prospettiva prioritaria per valutare con attenzione gli effetti della crisi sul territorio. Nell’ultimo trimestre del 2011 osserviamo un calo degli addetti in tutti i settori, probabilmente più intenso per i contratti temporanei. Nell’industria la variazione destagionalizzata è del -0,7 per cento, nell’artigianato manifatturiero del -0,6 per cento. La Cassa integrazione non diminuisce come ha fatto fino alla metà del 2011 e si consolida a fine anno su un livello ancora significativo. Nel commercio c’è un leggero aumento, forse transitorio, degli addetti, nei servizi invece il calo occupazionale è marcato.</em></p>
<p><em> </em><em>Le previsioni per l’immediato futuro non sono rosee. Produzione, domanda interna e occupazione sono previste, sia nell’industria che nell’artigianato,  in ulteriore calo anche nel primo trimestre del 2012. Ma per la domanda estera prevalgono ancora le attese positive. E sui mercati internazionali, tanto più se il recente miglioramento della credibilità del nostro paese nel fronteggiare la crisi del debito pubblico finirà per allentare le condizioni di finanziamento delle imprese, dobbiamo puntare per superare il prima possibile una nuova fase di indebolimento del ciclo economico.</em></p>
<p><em> </em><em>Un ulteriore segnale positivo riguarda gli investimenti dell’industria a Bergamo: nel 2011 gli investimenti, per quasi la metà in macchinari, sono stati pari al 6% del fatturato dell’anno e sono aumentati del 13,4% rispetto all’anno scorso. Affinché questa voce cresca in misura significativa anche nel 2012, rafforzando la competitività e l’occupazione delle nostre imprese è di fondamentale importanza che l’accesso al credito da parte delle nostre imprese, anche delle più piccole, sia libero da ostacoli, restrizioni o costi eccessivi. E in questo senso continuerà ad operare la Camera di Commercio di Bergamo.”</em></p>
<p><em></em> </p>
<table width="80%" border="1" cellspacing="0" cellpadding="0" align="left">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="526">    </td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="526">LA CONGIUNTURA ECONOMICA</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="526">Industria, artigianato, commercio e servizi in provincia di Bergamo nel quarto trimestre 2011 </td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong><strong>Servizio Documentazione economica<br />
della CCIAA di Bergamo  <br />
31 gennaio 2012</strong></p>
<p> Industria, artigianato, commercio e servizi in provincia di Bergamo nel quarto trimestre 2011<strong></strong></p>
<p>  Sintesi dei risultati</p>
<p> Nell’ultimo trimestre del 2011 si conferma a Bergamo, così come in Lombardia e nei dati ancora parziali a livello nazionale, un’inversione di tendenza nel ciclo della produzione industriale.</p>
<p> Il calo a Bergamo è stato del <strong>-1,1</strong> per cento nel corso del quarto trimestre 2011, con una variazione del <strong>-3,4</strong> per cento nel raffronto con l’ultimo trimestre del 2010.  Entrambe le variazioni sono sensibilmente peggiori dei corrispondenti risultati medi regionali.</p>
<p> La destagionalizzazione del più recente dato trimestrale comporta anche una revisione (al -1,3 per cento) della variazione stimata nel terzo trimestre 2011. L’indice della produzione dell’industria bergamasca, dopo aver toccato il minimo a metà del 2009, è risalito fino al termine del 2010, si è sostanzialmente fermato nella prima metà del 2011 ed è scivolato tecnicamente in recessione negli ultimi due trimestri del 2011, come confermato anche dalla parallela contrazione congiunturale del fatturato.</p>
<p> In <strong>media d’anno</strong>, la produzione industriale dopo il tracollo di 16,7 punti nel 2009, ne ha recuperati oltre 10 nell’intero 2010. L’anno 2011 si è chiuso con un livello medio in crescita sul 2010 del <strong>+2,5</strong> per cento, un risultato positivo ma inferiore al risultato regionale (+3,7 per cento).</p>
<p> La flessione dell’indice nell’ultimo trimestre implica un’ “eredità statistica” negativa sull’avvio del 2012.  L’ “effetto di trascinamento” del 2011 sul 2012, e quindi l’ <em>handicap</em> che grava sul nuovo anno, sarà di circa il -1,5 per cento, mentre l’anno scorso la variazione acquisita a inizio anno era positiva per 4,5 punti percentuali.</p>
<p> Per sintetizzare il momento che sta attraversando la congiuntura industriale ci si può concentrare su tre altri indicatori rilevanti: gli ordinativi, gli addetti occupati e le previsioni delle imprese.</p>
<p> Gli <strong>ordini</strong> segnalano una marcata contrazione della domanda interna: le nuove commesse acquisite sul mercato <strong>nazionale</strong> calano nel quarto trimestre del <strong>-3,7</strong>% con una tendenza cedente nel corso del 2011. Gli <strong>ordini dall’estero</strong> sono di poco (<strong>-0,5 </strong>per cento)  al di sotto del risultato del terzo trimestre nel quale si era profilato un peggioramento della tendenza che pare invece attenuarsi nell’ultimo scorcio del 2011. Nella media dell’intero anno 2011 gli ordini interni sono diminuiti del 3,5 per cento mentre gli ordini esteri sono cresciuti dello 0,4 per cento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il ruolo fondamentale della domanda internazionale nel sostenere la produzione delle industrie bergamasche, soprattutto nella meccanica, e nel compensare la debolezza dei consumi interni è riconfermato anche dal progressivo incremento (al <strong>37,7</strong> per cento) della <strong>quota del fatturato estero</strong> sulle vendite complessive, che diminuiscono nella componente del fatturato nazionale (-3,4 per cento)  ma aumentano (+1,1 per cento) nel caso delle vendite realizzate fuori dall’Italia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per quanto riguarda l’occupazione, la dinamica degli <strong>addetti</strong> delle imprese industriali intervistate è stata negativa, come tipicamente avviene nell’ultimo trimestre dell’anno, in misura contenuta (<strong>-1,4</strong>  in termini grezzi, <strong>-0,7</strong> se corretta per la stagionalità) ma superiore al corrispondente periodo dell’anno precedente. E l’utilizzo della Cassa integrazione interrompe la tendenza al calo che era stata abbastanza costante nell’ultimo biennio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le previsioni delle industrie bergamasche sul primo trimestre del 2012 sono negative e in peggioramento per produzione e domanda interna, ma non per la domanda estera su cui prevalgono, seppur di poco, attese positive.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le aspettative delle imprese sull’occupazione nel prossimo trimestre sono prevalentemente negative e coerenti, nell’industria, con la previsione del sistema Excelsior sulla domanda di lavoro in provincia di Bergamo relativa alla totalità dei settori economici (-0,7% nel primo trimestre 2012).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche il ciclo nell’<strong>artigianato manifatturiero </strong>è in fase negativa (<strong>-0,9 </strong>per cento la variazione della produzione nel trimestre, <strong>-1,2</strong> per cento su base annua). In questo caso più che i tenui segnali di inversione di tendenza pesa la lunga durata – un triennio circa – della fase di mancato recupero dei livelli di produzione precedenti il 2009. In media d’anno il 2011 si chiude con un debole progresso della produzione rispetto al  2010 (+0,9 per cento, superiore al dato  regionale che si ferma al +0,3).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Restano negativi gli andamenti delle vendite e degli ordini e anche l’occupazione dell’artigianato di produzione diminuisce (-1,1 per cento in termini grezzi, -0,6 per cento destagionalizzato) nell’ultimo trimestre del 2011. In media d’anno l’occupazione si riduce nel 2011 del -1,5 per cento .</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel <strong>commercio</strong> le vendite nel quarto trimestre sono in forte calo (<strong>-6,2</strong>% rispetto all’analogo periodo dell’anno scorso) con un peggioramento  marcato nel non alimentare (-10,6%) e nell’alimentare (-9,8%). Più contenuta la flessione  (-1,3%) delle vendite della distribuzione moderna. Il numero degli addetti, probabilmente grazie al picco delle assunzioni stagionali, è in leggero aumento nel trimestre.  Le aspettative per l’occupazione, e ancor più per il giro d’affari, del prossimo trimestre restano tuttavia negative.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche nei <strong>servizi </strong>il giro d’affari diminuisce su base annua (<strong>-5,4</strong>%) con un marcato peggioramento rispetto ai trimestri precedenti. In forte calo anche gli addetti. Prevalentemente negative le attese sul primo trimestre del 2012.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><br clear="all" /></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p align="center"><strong> </strong></p>
<p align="center"><strong>INDUSTRIA E ARTIGIANATO MANIFATTURIERO IN PROVINCIA DI BERGAMO NEL QUARTO TRIMESTRE 2011 (OTTOBRE-DICEMBRE 2011)<a title="" href="http://www.bergamo.info/wp-admin/post-new.php#_ftn1"><strong>[1]</strong></a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>LA CONGIUNTURA DELL’INDUSTRIA nel 4° trimestre 2011 e dati medi annuali al 2011</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella rilevazione sul quarto trimestre 2011 sono state intervistate, nelle prime settimane di gennaio, 1.449  <strong>aziende industriali</strong> lombarde (<strong>con almeno 10 addetti</strong>), con una copertura del 96 per cento del campione previsto. In provincia di Bergamo hanno risposto 213 aziende industriali (103  per cento del campione teorico).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel corso del quarto trimestre del 2011 l’indice della produzione destagionalizzato segna una flessione  del <strong>-1,1  </strong>per cento (che segue una variazione pressoché nulla nel secondo e di -1,3 nel terzo trimestre dell’anno) e scende a quota <strong>97,3</strong>.  La variazione su base annua è negativa (<strong>-3,4 </strong>per cento) per la prima volta dall’inizio del 2010.  </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"> </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In base alla revisione <a title="" href="http://www.bergamo.info/wp-admin/post-new.php#_ftn2">[2]</a>  della serie destagionalizzata, il ciclo della produzione industriale risulta essere entrato in stallo nella prima metà del 2011  e tecnicamente in recessione a partire dal terzo trimestre del 2011, così come del resto avvenuto in Italia (almeno fino a Novembre, ultimo dato disponibile) e in Lombardia. Il calo consecutivo degli ultimi due trimestri a Bergamo è più intenso di quanto registrato in Lombardia (-0,3 nel terzo e -0,5 nel quarto trimestre).</p>
<p> In termini di variazioni grezze, le imprese di dimensioni maggiori, oltre i 200 addetti, registrano un calo tendenziale della produzione del -4,7%, le medie imprese (50-199 addetti) del -2,2%, le piccole imprese (10-49 addetti) del -3,9%.</p>
<p> Nell’aggregazione dei comparti per destinazione economica delle produzioni, la variazione tendenziale nei beni finali è del -3,5%, nei beni intermedi del -4,2%, nei beni d’investimento del -0,3%.</p>
<p> Rispetto alle precedenti rilevazione muta anche sensibilmente la posizione nel ciclo, in termini di variazione annua, dei diversi settori: diventano prevalenti i settori in contrazione (9 contro i 6 del terzo trimestre) rispetto a quelli in espansione (4 contro i 7 precedenti).</p>
<p> Tra i settori che oltrepassano una soglia minima di significatività, siderurgia e abbigliamento sono in crescita su base annua, in marcata flessione il tessile, la carta-editoria, i minerali non metalliferi, la chimica e le industrie varie. Più contenuti i cali di meccanica, gomma-plastica e legno mobili.</p>
<p> Il risultato di Bergamo è tra i più negativi in Lombardia, dove la variazione media è del -0,7%. Milano è poco al di sopra dei livelli di un anno prima, Brescia contiene la flessione al mezzo punto percentuale.</p>
<p> La distribuzione di frequenza per classe di variazione della produzione tendenziale conferma il progressivo ridimensionamento della quota di imprese in crescita rispetto a quelle in flessione.</p>
<p> Le aziende che dichiarano una variazione tendenziale molto negativa (oltre il -5%) della produzione aumentano dal 28,5 per cento della volta scorsa al 36,5  per cento attuale, mentre calano dal 38,9 per cento al 26,5 le imprese con incrementi oltre il 5 per cento.</p>
<p> Il saldo complessivo tra segnalazioni di aumento e diminuzione si riduce , per il quarto trimestre consecutivo, ed entra in territorio negativo (-4,6).</p>
<p> Il tasso di utilizzo degli impianti ha interrotto da qualche tempo il recupero e non raggiunge il livello del 70% al di sopra del quale si colloca il dato medio regionale, peraltro in flessione da due trimestri consecutivi.</p>
<p> Il <strong>fatturato</strong> totale a prezzi correnti – al lordo quindi  dell’ inflazione – cala su base trimestrale  (<strong>-1,6</strong>%) . La variazione è nulla rispetto a un anno fa, con tendenza al ripiegamento. La dinamica congiunturale è negativa per le vendite sul mercato <strong>interno</strong> (<strong>-3,4</strong>%) mentre il fatturato <strong>estero</strong>, in un trimestre caratterizzato anche da un moderato deprezzamento del cambio dell’euro, è in crescita del <strong>+1,1</strong>%.</p>
<p> L’andamento del fatturato in termini grezzi registra su base annua risultati positivi per la meccanica: +3,2% le vendite totali, +7% quelle all’estero. Segno invece negativo per il tessile:-11% il fatturato totale, contenuta al 4% la flessione del fatturato estero.</p>
<p> La quota del fatturato estero sul totale si mantiene elevata (<strong>37,7</strong>%, il valore più alto degli ultimi anni) e in progresso anche rispetto ai livelli pre-crisi.</p>
<p> L’andamento degli ordini totali, espresso in termini di numero di giorni di produzione equivalenti alle nuove commesse acquisite nel corso del trimestre, è in leggero recupero sia a Bergamo che in Lombardia dopo un andamento altalenante.</p>
<p> L’andamento in valore (deflazionato e destagionalizzato) degli <strong>ordinativi </strong>conferma invece un progressivo indebolimento della domanda<strong> interna</strong> con un netto peggioramento a fine anno sia su base trimestrale (-2,6%) che in termini tendenziali (-3,7%).</p>
<p> Meno negativa la tendenza degli <strong>ordini</strong> dai mercati <strong>internazionali:</strong>  la distanza dai livelli dell’anno prima (-3%) si associa ad una flessione tutto sommata modesta nel trimestre (-0,5%) e ad una relativa tenuta del livello dell’indice.</p>
<p> In termini di dati grezzi, la meccanica registra un incremento degli ordini nel trimestre e una crescita significativa degli ordinativi esteri rispetto a un anno fa. Nel tessile si riscontra invece una caduta marcata sia degli ordini internazionali che di quelli interni.</p>
<p>Equilibrio totale nelle valutazioni delle giacenze di prodotti finiti, con solo una lievissima prevalenza di giudizi di scarsità per i magazzini della meccanica.  I giudizi sulle scorte rappresentati in termini di saldo sono caratterizzati nelle ultime rilevazioni da notevoli oscillazioni. Per oltre l’80% del campione delle imprese intervistate il livello delle scorte è tuttavia adeguato.</p>
<p>I <strong>prezzi delle materie prime</strong> e <strong>dei prodotti finiti</strong>  sono ancora in fase di crescita ma in decelerazione da tre trimestri consecutivi . </p>
<p>La crescita nel trimestre (<strong>+1,3</strong>% le materie prime, <strong>+0,7</strong>% i prodotti finiti) è inferiore rispetto ai trimestri precedenti.</p>
<p> Nel confronto <strong>su base annua</strong> la variazione dei prezzi si mantiene su valori ancora elevati ma accenna un ripiegamento per le <strong>materie prime</strong> al <strong>+13,1</strong>% e per i <strong>prodotti finiti</strong> al +<strong>5,6</strong>%.</p>
<p> Gli incrementi di prezzo delle materie prime più marcati nel trimestre sono riportati dalle industrie dei  minerali non metalliferi e del tessile-abbigliamento.</p>
<p> Il divario tra la dinamica dei prezzi in entrata e in uscita dalla produzione resta significativo e non è quindi privo di effetti sui margini operativi delle aziende.</p>
<p> <strong>Gli addetti</strong></p>
<p> Il numero degli <strong>addetti </strong>delle imprese del campione diminuisce nettamente (<strong>-1,35  </strong>per cento la variazione grezza <strong>nel trimestre</strong>) come risultato a saldo di un tasso d’ingresso di <strong>1,14 </strong> e di un tasso di uscita di <strong>2,50</strong>. Il dato <strong>destagionalizzato</strong>, che neutralizza gli effetti di calendario, è anch’esso negativo (<strong>-0,68</strong>%).   </p>
<p>Gli addetti della meccanica sono in calo  (-2,1 la variazione grezza) nel trimestre (1,22%  il tasso d’ingresso e 3,35 il tasso di uscita). Nel tessile ad un tasso di ingresso di 0,41 è corrisposto un tasso di uscita di 0,75 con un saldo negativo del-0,3 per cento nel trimestre. Su 13 settori 7 riportano variazioni negative (oltre a meccanica e tessile perdono addetti minerali non metalliferi, mezzi di trasporto, abbigliamento, carta-editoria e gomma-plastica ). Invariato il legno-mobili, in crescita siderurgia, chimica, alimentari e industrie varie.</p>
<p>I problemi per l’occupazione non derivano tanto dal saldo negativo tra ingressi e uscite, abbastanza tipico a fine anno anche per il venire a scadenza di molti contratti a termine, quanto dalla prospettiva di un indebolimento del ciclo. Il mercato del lavoro manifatturiero, dopo l’occupazione persa nel 2009, e a fatica mantenuta nel biennio successivo, affronta un quadro congiunturale peggiorato e un contesto di attese negative sulla domanda.</p>
<p align="center">L’inversione del ciclo, al momento presente solo nell’indice di produzione, spiega, almeno per la parte industriale, la previsione negativa sui movimenti occupazionali del primo trimestre 2012 contenuta nel recente report di Excelsior (vedi nella macroarea “Informazione economica” del sito <a href="http://www.bg.camcom.gov.it/">www.bg.camcom.gov.it</a> ).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con riferimento ai dati grezzi della congiuntura, anche per l’occupazione, il risultato di Bergamo è più negativo della media regionale e delle flessioni riscontrate a Milano e Brescia.</p>
<p> E’ in leggero aumento su base trimestrale  il ricorso alla Cassa integrazione. Si tratta di ore effettivamente utilizzate nel trimestre e non solo richieste, a volte a titolo precauzionale, dalle aziende.  </p>
<p> A  Bergamo le aziende che hanno fatto ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni negli ultimi tre mesi del 2011 sono il <strong>18,8 %</strong> del campione, in crescita rispetto al 16,6% del trimestre precedente. Andamenti diversi nei settori: in lieve peggioramento nella meccanica  (18,4%  rispetto al 17,1% nella precedente rilevazione) e nell’abbigliamento (38,5% contro il 30,7% precedente); in miglioramento nella chimica (6,3% contro il 12,5% precedente) e in relativo progresso nel tessile (41,7% rispetto al 50% precedente). La quota di aziende che utilizzano la Cassa integrazione si mantiene tuttavia su valori più alti di quelli precedenti la crisi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"> </p>
<p align="center"> </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In volume orario la Cassa integrazione utilizzata sale al <strong>2,1%</strong> del monte ore trimestrale, rispetto al 1,9% del trimestre precedente. In particolare nella meccanica sale al 2,3% (rispetto al 2 % precedente). Cala invece nell’abbigliamento al 3,9% (contro il 7,2 precedente), nella chimica allo 0,7% (contro l’ 8,3% precedente) e nel tessile al 3,9% (5,1% nel terzo trimestre).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"> </p>
<p align="center"> </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’andamento dell’utilizzo effettivo della Cassa integrazione nel campione delle imprese industriali, espresso in percentuale sul monte-ore totale del trimestre, è coerente con quello delle ore autorizzate all’intero settore manifatturiero in provincia di Bergamo; anche queste ultime registrano, secondo i dati INPS, un incremento nella seconda metà dell’anno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"> </p>
<p><strong>Le previsioni</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sono prevalentemente negative e in marcato peggioramento le previsioni delle imprese sull’ultimo trimestre dell’anno per quanto riguarda la produzione (saldo percentuale  di -13 punti), l’andamento della domanda interna (-26,6) e  l’occupazione (-6,7 punti). Pare invece arrestarsi il deterioramento delle aspettative sulla domanda estera che vede prevalere ancora (+3,1 punti) gli ottimisti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"> </p>
<p><strong> </strong></p>
<p align="center"> </p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>INDUSTRIA BERGAMO. Dati di sintesi</p>
<p>Variazioni congiunturali (dati destagionalizzati) nel trimestre</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" nowrap="nowrap">
<p align="center"><strong> </strong></p>
</td>
<td valign="bottom">
<p align="center"><strong>2010</strong></p>
</td>
<td colspan="4" valign="bottom">
<p align="center"><strong>2011</strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" nowrap="nowrap">
<p align="center"><strong> </strong></p>
</td>
<td valign="top">
<p align="center"><strong>IV trim</strong></p>
</td>
<td valign="top">
<p align="center"><strong>I trim</strong></p>
</td>
<td valign="top" width="70">
<p align="center"><strong>II trim</strong></p>
</td>
<td valign="top" width="76">
<p align="center"><strong>III trim</strong></p>
</td>
<td colspan="2" valign="top">
<p align="center"><strong>IV trim</strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" nowrap="nowrap">Produzione</td>
<td valign="top">
<p align="right">5,2</p>
</td>
<td valign="top">
<p align="right">-0,6</p>
</td>
<td valign="top" width="70">
<p align="right">-0,1</p>
</td>
<td valign="top" width="76">
<p align="right">-1,3</p>
</td>
<td colspan="2" valign="top">
<p align="right">-1,1</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" nowrap="nowrap">Ordini interni (1)</td>
<td valign="top">
<p align="right">1,3</p>
</td>
<td valign="top">
<p align="right">-2,9</p>
</td>
<td valign="top" width="70">
<p align="right">-0,3</p>
</td>
<td valign="top" width="76">
<p align="right">-1,8</p>
</td>
<td colspan="2" valign="top">
<p align="right">-3,7</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" nowrap="nowrap">Ordini esteri (1)</td>
<td valign="top">
<p align="right">-0,3</p>
</td>
<td valign="top">
<p align="right">0,8</p>
</td>
<td valign="top" width="70">
<p align="right">-1,3</p>
</td>
<td valign="top" width="76">
<p align="right">-2,3</p>
</td>
<td colspan="2" valign="top">
<p align="right">-0,5</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" nowrap="nowrap">Fatturato totale</td>
<td valign="top">
<p align="right">2,5</p>
</td>
<td valign="top">
<p align="right">2,8</p>
</td>
<td valign="top" width="70">
<p align="right">0,1</p>
</td>
<td valign="top" width="76">
<p align="right">-0,7</p>
</td>
<td colspan="2" valign="top">
<p align="right">-1,6</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" nowrap="nowrap">Quota fatturato estero (2)</td>
<td valign="top">
<p align="right">34,7</p>
</td>
<td valign="top">
<p align="right">37,1</p>
</td>
<td valign="top" width="70">
<p align="right">36,0</p>
</td>
<td valign="top" width="76">
<p align="right">37,6</p>
</td>
<td colspan="2" valign="top">
<p align="right">37,7</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" nowrap="nowrap">Prezzi materie prime</td>
<td valign="top">
<p align="right">2,9</p>
</td>
<td valign="top">
<p align="right">5,4</p>
</td>
<td valign="top" width="70">
<p align="right">3,9</p>
</td>
<td valign="top" width="76">
<p align="right">2,0</p>
</td>
<td colspan="2" valign="top">
<p align="right">1,3</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" nowrap="nowrap">Prezzi prodotti finiti</td>
<td valign="top">
<p align="right">0,9</p>
</td>
<td valign="top">
<p align="right">2,1</p>
</td>
<td valign="top" width="70">
<p align="right">1,6</p>
</td>
<td valign="top" width="76">
<p align="right">1,1</p>
</td>
<td colspan="2" valign="top">
<p align="right">0,7</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" nowrap="nowrap">Occupazione</td>
<td valign="top">
<p align="right">0,2</p>
</td>
<td valign="top">
<p align="right">-0,1</p>
</td>
<td valign="top" width="70">
<p align="right">0,3</p>
</td>
<td valign="top" width="76">
<p align="right">0,4</p>
</td>
<td colspan="2" valign="top">
<p align="right">-0,7</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="191"> </td>
<td width="64"> </td>
<td width="54"> </td>
<td width="70"> </td>
<td width="76"> </td>
<td width="32"> </td>
<td width="32"> </td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>(1) Ordini: valori a prezzi costanti<br />
(2) Livello in %</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Variazioni tendenziali (dati corretti per i giorni lavorativi) su base annua</p>
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" nowrap="nowrap" width="153">
<p align="center"> </p>
</td>
<td colspan="2" valign="top" width="76">
<p align="center"><strong>media</strong></p>
</td>
<td colspan="5" valign="top" width="270">
<p align="center"><strong>2011</strong><em></em></p>
</td>
<td colspan="2" valign="top" width="76">
<p align="center"><strong>media</strong></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" nowrap="nowrap" width="153">
<p align="center"> </p>
</td>
<td valign="top" width="73">
<p align="center"><strong>anno 2010</strong></p>
</td>
<td colspan="2" valign="top" width="58">
<p align="center"><strong>I trim</strong></p>
</td>
<td valign="top" width="65">
<p align="center"><strong>II trim</strong></p>
</td>
<td valign="top" width="72">
<p align="center"><strong>III trim</strong></p>
</td>
<td valign="top" width="72">
<p align="center"><strong>IV trim</strong></p>
</td>
<td colspan="2" valign="top" width="72">
<p align="center"><strong>anno 2011</strong></p>
</td>
<td width="9"> </td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" nowrap="nowrap" width="153">Produzione</td>
<td valign="top" width="73">
<p align="right">10,6</p>
</td>
<td colspan="2" valign="top" width="58">
<p align="right">8,8</p>
</td>
<td valign="top" width="65">
<p align="right">3,2</p>
</td>
<td valign="top" width="72">
<p align="right">2,2</p>
</td>
<td valign="top" width="72">
<p align="right">-3,4</p>
</td>
<td colspan="2" valign="top" width="72">
<p align="right"><strong>2,5</strong></p>
</td>
<td width="9"> </td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" nowrap="nowrap" width="153">Ordini interni (1)</td>
<td valign="top" width="73">
<p align="right">12,2</p>
</td>
<td colspan="2" valign="top" width="58">
<p align="right">1,4</p>
</td>
<td valign="top" width="65">
<p align="right">-2,9</p>
</td>
<td valign="top" width="72">
<p align="right">-3,6</p>
</td>
<td valign="top" width="72">
<p align="right">-2,6</p>
</td>
<td colspan="2" valign="top" width="72">
<p align="right"><strong>-3,5</strong></p>
</td>
<td width="9"> </td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" nowrap="nowrap" width="153">Ordini Esteri (1)</td>
<td valign="top" width="73">
<p align="right">12,2</p>
</td>
<td colspan="2" valign="top" width="58">
<p align="right">6,8</p>
</td>
<td valign="top" width="65">
<p align="right">1,7</p>
</td>
<td valign="top" width="72">
<p align="right">-4,0</p>
</td>
<td valign="top" width="72">
<p align="right">-3,0</p>
</td>
<td colspan="2" valign="top" width="72">
<p align="right"><strong>0,4</strong></p>
</td>
<td width="9"> </td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" nowrap="nowrap" width="153">Fatturato totale</td>
<td valign="top" width="73">
<p align="right">9,7</p>
</td>
<td colspan="2" valign="top" width="58">
<p align="right">13,2</p>
</td>
<td valign="top" width="65">
<p align="right">6,4</p>
</td>
<td valign="top" width="72">
<p align="right">4,5</p>
</td>
<td valign="top" width="72">
<p align="right">0,0</p>
</td>
<td colspan="2" valign="top" width="72">
<p align="right"><strong>5,9</strong></p>
</td>
<td width="9"> </td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" nowrap="nowrap" width="153">Prezzi materie prime</td>
<td valign="top" width="73">
<p align="right">8,6</p>
</td>
<td colspan="2" valign="top" width="58">
<p align="right">15,6</p>
</td>
<td valign="top" width="65">
<p align="right">14,9</p>
</td>
<td valign="top" width="72">
<p align="right">15,0</p>
</td>
<td valign="top" width="72">
<p align="right">13,1</p>
</td>
<td colspan="2" valign="top" width="72">
<p align="right"><strong>14,6</strong></p>
</td>
<td width="9"> </td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" nowrap="nowrap" width="153">Prezzi prodotti finiti</td>
<td valign="top" width="73">
<p align="right">0,3</p>
</td>
<td colspan="2" valign="top" width="58">
<p align="right">5,2</p>
</td>
<td valign="top" width="65">
<p align="right">5,6</p>
</td>
<td valign="top" width="72">
<p align="right">5,9</p>
</td>
<td valign="top" width="72">
<p align="right">5,6</p>
</td>
<td colspan="2" valign="top" width="72">
<p align="right"><strong>5,6</strong></p>
</td>
<td width="9"> </td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" nowrap="nowrap" width="153">Occupazione</td>
<td valign="top" width="73">
<p align="right">-2,7</p>
</td>
<td colspan="2" valign="top" width="58">
<p align="right">-0,8</p>
</td>
<td valign="top" width="65">
<p align="right">-0,1</p>
</td>
<td valign="top" width="72">
<p align="right">0,7</p>
</td>
<td valign="top" width="72">
<p align="right">-0,2</p>
</td>
<td colspan="2" valign="top" width="72">
<p align="right"><strong>-0,1</strong></p>
</td>
<td width="9"> </td>
</tr>
<tr>
<td width="153"> </td>
<td width="73"> </td>
<td width="3"> </td>
<td width="55"> </td>
<td width="65"> </td>
<td width="72"> </td>
<td width="72"> </td>
<td width="5"> </td>
<td width="67"> </td>
<td width="9"> </td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p>(1) Ordini: valori a prezzi costanti<br />
Fonte: Camera di Commercio di Bergamo</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<div>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>GLI  INVESTIMENTI NELL’INDUSTRIA MANIFATTURIERA </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In occasione della rilevazione sulla congiuntura del quarto trimestre viene svolta anche, sullo stesso campione industriale, l’indagine sugli investimenti realizzati nell’anno e su quelli previsti nell’anno successivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il 61,2% delle industrie di Bergamo (contro un dato medio regionale del 54,4%) ha fatto investimenti nel corso del 2011 e una percentuale minore (46,3%) prevede di effettuarne anche nel 2012 (contro il 43,8% della media lombarda). Nel 2010 la quota delle aziende bergamasche investitrici era stata del 62,3%.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’ammontare complessivo degli investimenti industriali a Bergamo nel 2011 è stato superiore del 13,4% a quelli dell’anno precedente (+14,4% il dato regionale), una variazione inferiore a quella realizzata nel 2010 sul 2009 (+22,8%). La previsione delle imprese è che nel 2012 l’aumento annuale sarà del +11,7% (+13,9% in Lombardia).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sull’intero valore del 2011, la quota più significativa è costituita dagli investimenti in macchinari (47,6% a Bergamo contro il 56,5% in Lombardia). Gli investimenti in fabbricati hanno pesato per il 12,3% (13,4% in Lombardia), quelli in <em>ICT</em> per l’8,6% (10,9% in Lombardia) e la voce residua degli “altri investimenti” per il 24,5% (19,1% in regione).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"> </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Complessivamente gli investimenti nel 2011 sono stati pari al 6% del fatturato delle industrie bergamasche (contro il 5,4% in regione), solo di poco inferiore all’analoga quota del 2010 (6,4%). In Lombardia gli  investimenti del 2010 erano pari al 6,7% del fatturato.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>LA CONGIUNTURA DELL’ARTIGIANATO DI PRODUZIONE nel 4° trimestre 2011 e i dati medi annuali del 2011</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nell’<strong>artigianato</strong> <strong>di produzione,</strong> l’indagine realizzata nel mese di gennaio 2012 ha raccolto le risposte di 1.171 aziende (con almeno 3 addetti) in Lombardia pari al 106% del campione, di cui 172 in provincia di Bergamo (con una copertura campionaria del 131%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel quarto trimestre l’indice destagionalizzato della produzione artigiana è calato<br />
(<strong>-0,9</strong>% la variazione congiunturale), portandosi a quota <strong>77,3</strong>, con una diminuzione sull’anno precedente pari al <strong>-1,2</strong>%.  Il gap da recuperare per tornare ai livelli pre-crisi dell’inizio 2008 resta ben oltre (a Bergamo come in Lombardia) i 20 punti percentuali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"> </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La distribuzione per classe di frequenza delle risposte (relative alla variazione grezza tendenziale) conferma un indebolimento del ciclo.  </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Aumenta (dal 37,1% al 42,1%) la quota  delle aziende che registrano cali produttivi pesanti (oltre il -5%)  e  diminuisce anche (dal 28,9 al 6%)  l’incidenza di quanti dichiarano incrementi superiori al +5%.</p>
<p>Le risposte negative superano per la seconda volta consecutiva quelle positive e il saldo scende da -3,8 nel terzo a -12,2 nel quarto trimestre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Su 11 settori rappresentati nel campione ben 8 registrano variazioni tendenziali negative. Tra i settori in progresso spicca il buon risultato della meccanica (+4,2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I risultati dell’artigianato manifatturiero di Bergamo, corretti per i giorno lavorativi, sono di poco migliori della media regionale (-2,7%).</p>
<p align="center"> </p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"> </p>
<p>L’andamento del fatturato è negativo sia nella dinamica trimestrale (-1,3%) che nel confronto su base annua (-2,3%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"> </p>
<p>Gli ordinativi, che nell’artigianato riguardano in misura preponderante il mercato nazionale, sono in calo su base annua (-6,8%) ma senza un peggioramento significativo nella dinamica trimestrale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p> Gli addetti nel trimestre calano del  <strong>-1,1</strong>% a saldo di un tasso d’ingresso di 1,1% e di un tasso di uscita di 2,3%. La variazione destagionalizzata è anch’essa negativa<br />
(-0,6%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"> </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche nell’artigianato di produzione cresce l’utilizzo della Cassa Integrazione<a title="" href="http://www.bergamo.info/wp-admin/post-new.php#_ftn3">[3]</a>. Nel quarto trimestre 2011 il 15,1% delle imprese artigiane manifatturiere (con almeno 3 addetti) ha utilizzato la Cassa Integrazione, ( contro l’ 11,9 nel precedente trimestre). Anche in termini di monte ore utilizzato sale al 2% contro l’ 1,7% del secondo trimestre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le aspettative vedono una prevalenza (in termini di saldo percentuale grezzo,  non destagionalizzato) di segnalazioni negative per produzione, domanda interna e occupazione. Anche gli artigiani manifatturieri dimostrano invece più ottimismo sull’andamento della domanda estera.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"> </p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="center"><strong>COMMERCIO E SERVIZI IN PROVINCIA DI BERGAMO NEL QUARTO TRIMESTRE (OTTOBRE-DICEMBRE) 2011</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il commercio al dettaglio nel 4° trimestre 2011</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’indagine congiunturale nel <strong>commercio al dettaglio</strong> ha coinvolto nel mese di gennaio  934  imprese lombarde con un numero di addetti compreso tra 3 e 199 (84% del campione teorico). In provincia di Bergamo hanno risposto 104 imprese con una copertura sul campione teorico pari al 91%<a title="" href="http://www.bergamo.info/wp-admin/post-new.php#_ftn4">[4]</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il <strong>volume d’affari</strong> nel quarto trimestre del 2011 è ancora in calo (<strong>-6,2%</strong> in provincia di Bergamo, -4,8% in Lombardia) rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e in peggioramento rispetto ai trimestri precedenti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La riduzione del giro d’affari su base annua continua ad essere molto marcata e in peggioramento sia nel comparto dei beni <strong>alimentari</strong> (<strong>-9,8%</strong> a Bergamo, -5,7% in Lombardia) che nel settore <strong>non alimentare</strong> (<strong>-10,6</strong>%  a Bergamo, -7,2%  in Lombardia) .</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Flessioni più contenute nel commercio al dettaglio <strong>non specializzato, </strong>corrispondente in linea di massima alla grande o media distribuzione:  Bergamo segna una variazione del <strong>-1,3</strong>%, la Lombardia del -2%.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sia a Bergamo che in Lombardia le vendite vanno peggio nelle imprese di piccola dimensione. In quelle tra i 3 e i 9 addetti il calo è di 8,6 punti percentuali a Bergamo e di oltre 7 in regione; tra i 10 e i 49 addetti le variazioni  sono del -7,8 a Bergamo e -3% in Lombardia. Per le imprese maggiori (tra 50 e 200 addetti) risultato stabile a Bergamo (0%) ma in flessione in Lombardia (-2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il saldo percentuale tra variazioni di aumento e diminuzione è negativo e in peggioramento a Bergamo (al -49%  dal -35,6% del trimestre scorso), così come in regione (al -39,1% dal precedente -28,1%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il 53,9% (rispetto al 50% nello scorso trimestre) del campione provinciale registra un calo su base annua degli <strong>ordini</strong> ai fornitori e il saldo percentuale complessivo resta negativo:  -43,1% (rispetto al -38,5% nello scorso trimestre).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prezzi segnalati in aumento a Bergamo (+0,6%) e in Lombardia (+0,7%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’<strong>occupazione</strong> è in leggero aumento nel quarto trimestre del 2011 a Bergamo, (+0,2%) come risultato di un tasso d’ingresso del 1,7% e di un tasso di uscita del 1,5%. Anche in Lombardia il commercio recupera addetti:+0,5% a saldo di un tasso d’ingresso del 3,2% e d’uscita del 2,7%. E’ probabile che il recupero dell’ultimo trimestre rifletta, in modo analogo a quanto verificatosi sul finire del 2010, un incremento dell’occupazione stagionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per quanto riguarda le prospettive per il trimestre successivo, il saldo tra segnalazioni di segno opposto (aumento-diminuzione) è pesantemente negativo per le vendite (saldo negativo per -45,1 punti)  e, a conferma del carattere probabilmente transitorio dell’incremento nell’ultimo trimestre del 2011,  per l’occupazione (-15,5 punti di saldo). Anche nell’insieme della Lombardia previsioni negative per le vendite (-43,3 punti di saldo) e per l’occupazione (-8,7).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>I servizi nel 4° trimestre 2011</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’indagine congiunturale nei <strong>servizi</strong> ha riguardato 1.464 imprese in Lombardia (nei settori: costruzioni-edilizia, commercio all’ingrosso, alberghi e ristoranti, trasporti e attività postali, informatica e telecomunicazioni, servizi avanzati alle imprese, altri servizi alle imprese, servizi alle persone) con 3 addetti e più, pari al 104% del campione previsto, 149 (99% del campione previsto) di queste in provincia di Bergamo<a title="" href="http://www.bergamo.info/wp-admin/post-new.php#_ftn5">[5]</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il volume d’affari nell’insieme dei servizi indagati, è in diminuzione su base annua a Bergamo (<strong>-5,4%</strong>), in forma meno accentuata<strong> </strong>in<strong> </strong>Lombardia (-2,7%) e con tendenza al peggioramento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il saldo percentuale tra segnalazioni di aumento e diminuzione è negativo a Bergamo, (-20,8) in forte peggioramento rispetto alla precedente rilevazione (-8,1%). La quota delle aziende commerciali con forti cali del giro d’affari (oltre il -5%) cresce dal 33,8% al 40,3% del totale. Anche in Lombardia il saldo è negativo (-18,6%), in peggioramento rispetto al precedente risultato (-5,4%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Soprattutto a causa della non sempre completa copertura campionaria a livello provinciale  &#8211; che rende utile o necessario un sistematico confronto col dato medio regionale &#8211; sono molto differenziate le dinamiche del giro d’affari <strong>su base annua</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nelle <strong>costruzioni </strong>(29 risposte dal campione provinciale) la dinamica tendenziale è in calo a Bergamo (<strong>-5,8%</strong>  rispetto al precedente  -0,3% ); in Lombardia si conferma la flessione (-5,4% rispetto al -3,8% dello scorso trimestre).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel <strong>commercio all’ingrosso </strong>(36 risposte), risultato ancora negativo a Bergamo</p>
<p>(<strong>-3,8</strong> % come lo scorso trimestre) mentre a livello regionale si registra un calo al</p>
<p>-2,5% rispetto al -0,4% dello scorso trimestre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Negli <strong>alberghi, bar e ristoranti </strong>(17 risposte), il volume d’affari è in calo a Bergamo (<strong>-5,4% </strong>contro il precedente -6,6%); in regione il calo è del -5% contro il -5,3% dello scorso trimestre.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Negativa l’attività dei <strong>trasporti</strong> a Bergamo (<strong>-2,8% </strong>contro il -6% precedente) (26 risposte) e in  Lombardia (-1,2 dopo il +0,2% del trimestre scorso).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nell’<strong>informatica e telecomunicazioni </strong>(11 risposte) la variazione tendenziale torna negativa  a Bergamo (<strong>-3,4</strong>% rispetto al +5,3%<strong> </strong>della precedente rilevazione), così come in Lombardia (-4,6% dopo il+0,1% dello scorso trimestre) .</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nei <strong>servizi avanzati</strong> alle imprese (ricerca e sviluppo, servizi professionali e imprenditoriali, ecc. con 16 risposte) il volume d’affari a Bergamo è ancora in calo<br />
(<strong>-8,4% </strong>rispetto al precedente  -2,3%) mentre resta positiva a livello regionale (+1% dopo il +4,3% nel trimestre precedente).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Negli <strong>altri servizi</strong> alle imprese (finanziari, immobiliari, vigilanza, pulizia con sole 5 risposte) è sempre in calo il giro d’affari a Bergamo ( <strong>-1</strong>% dopo il -1,3% della volta scorsa); negativo anche in Lombardia (-0,6% dopo il precedente -0,9%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Infine nei <strong>servizi alle persone</strong> (istruzione e sanità private, attività ricreative, lavanderie, parrucchieri, ecc. con 9 risposte) peggiorano le vendite a Bergamo</p>
<p>(<strong>-13,3</strong>% contro il -2,2% precedente) così come  in Lombardia (-6,2% rispetto al precedente -1,8%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si confermano in leggero rialzo nel trimestre i prezzi dei servizi forniti a Bergamo (+0,3%) e in regione (+0,2%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si accentua nel trimestre il calo dell’<strong>occupazione</strong> nel complesso dei servizi a Bergamo (-5,2%) e più lievemente in Lombardia (-0,7%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le prospettive per il volume d’affari nel trimestre successivo formulate dalle imprese di servizi di Bergamo vedono prevalere il pessimismo  con un saldo percentuale tra segnalazioni di segno opposto pari a -23,3%. Negative (-10,9%) anche le previsioni per l’occupazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In Lombardia il saldo delle attese è negativo (-22,7%) per il volume d’affari e per l’occupazione (-10,3%)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="right">Servizio Documentazione economica</p>
<p align="right">della Camera di Commercio I.A.A. di Bergamo</p>
<p align="right"> </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>31 gennaio 2012</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div><br clear="all" /></p>
<hr align="left" size="1" width="33%" />
<div>
<p><a title="" href="http://www.bergamo.info/wp-admin/post-new.php#_ftnref1">[1]</a> Dal primo trimestre 2011, l’indagine congiunturale regionale sull’industria e sull’artigianato di produzione ha rinnovato il proprio impianto metodologico per avvicinarsi il più possibile ai criteri adottati in analoghe rilevazioni a livello nazionale (Istat) ed europeo (Eurostat).  Le due principali modifiche hanno riguardato l’adozione della nuova classificazione delle attività economiche (ATECO2007) e  un nuovo metodo di trattamento dei valori anomali o <em>outliers</em>. Come conseguenza, le nuove serie storiche degli indici, ricostruite a partire dal 2002 e ancora in corso di verifica, non sono confrontabili con quelle pubblicate in precedenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<div>
<p><a title="" href="http://www.bergamo.info/wp-admin/post-new.php#_ftnref2">[2]</a> Nella procedura di destagionalizzazione (Tramo Seats utilizzata anche da Istat, Eurostat e dai principali istituti di ricerca) ogni nuovo dato trimestrale porta ad una stima migliore del modello di correzione per i giorni lavorativi e quindi alla possibile revisione dei dati della serie stimati in precedenza. Può quindi succedere, come in questo caso, che alla luce del più recente risultato i valori delle variazioni degli ultimi trimestri cambino, anche di segno, rispetto ai precedenti comunicati. Ne deriva una “retrodatazione” dell’inizio della recessione del ciclo industriale in provincia al terzo trimestre 2011: il risultato formalmente negativo del secondo trimestre è compreso nel margine di errore statistico e va quindi più correttamente letto come una fase di stazionarietà del ciclo. Per un riscontro più accurato dell’andamento della serie storica si raccomanda sempre il riferimento al dato medio regionale, statisticamente più robusto del sottoinsieme provinciale.</p>
</div>
<div>
<p><a title="" href="http://www.bergamo.info/wp-admin/post-new.php#_ftnref3">[3]</a> Dal secondo trimestre 2010 è stata aggiunta anche per l’artigianato una domanda relativa all’ utilizzo della Cassa Integrazione, che nella tipologia in deroga riguarda anche le piccole imprese escluse da CIG ordinaria e straordinaria.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<div>
<p><a title="" href="http://www.bergamo.info/wp-admin/post-new.php#_ftnref4">[4]</a> Le imprese di maggiore dimensione risultano sottorappresentate, sia nel campione regionale che in quello provinciale. Considerata la difficoltà di ottenere dalla grande distribuzione dati disaggregati per provincia o per punto di vendita, si ritiene che il dato medio di sintesi rispecchi la percezione del clima congiunturale prevalente nei piccoli negozi e negli esercizi di piccole-medie dimensioni. La serie storica troppo breve (la prima indagine è stata realizzata a metà del 2006) non consente ancora di destagionalizzare i dati forniti trimestralmente dalle imprese. Per questo motivo viene prevalentemente commentato il dato della variazione tendenziale, su base annua.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<div>
<p><a title="" href="http://www.bergamo.info/wp-admin/post-new.php#_ftnref5">[5]</a>  Anche per l’indagine dei servizi, avviata nel 2006, la brevità della serie storica non consente la destagionalizzazione dei dati. Valgono le avvertenze già riportate per le indagini degli altri settori, con la raccomandazione di valutare il risultato settoriale privilegiando il livello regionale, statisticamente più robusto.</p>
</div>
</div>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bergamo.info/economia/situazione-economica-bergamasca/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Castelletto insufficiente? La Regione ti finanzia gli ordini</title>
		<link>http://www.bergamo.info/economia/castelletto-insufficiente-la-regione-ti-finanzia-gli-ordini/</link>
		<comments>http://www.bergamo.info/economia/castelletto-insufficiente-la-regione-ti-finanzia-gli-ordini/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 12:34:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Allevi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia bergamasca e lombarda]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bergamo.info/?p=16388</guid>
		<description><![CDATA[Le piccole medie imprese con i seguenti codici attività Ateco 2007:  manifatturiero lett. C, costruzioni  lett. F,  servizi alle imprese ,  commercio all’ingrosso, potranno integrare gli attuali castelletti con della nuova liquidità prevista dal bando regionale per finanziamento alla liquidità aziendale attraverso i fondi della Banca Europea Investiment. &#160; Denominazione ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le piccole medie imprese con i seguenti codici attività Ateco 2007:  manifatturiero lett. C, costruzioni  lett. F,  servizi alle imprese ,  commercio all’ingrosso, potranno integrare gli attuali castelletti con della nuova liquidità prevista dal bando regionale per finanziamento alla liquidità aziendale attraverso i fondi della Banca Europea Investiment.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Denominazione</strong></p>
<p>Fondi Banca Europea degli Investimenti (BEI)</p>
<p><strong>Finalità</strong></p>
<p>Sostegno al fabbisogno del capitale circolante delle pmi,<br />
connesso all’espansione commerciale</p>
<p><strong>Beneficiari</strong></p>
<p>. manifatturiero cod.  Ateco 2007 lett. C<br />
. costruzioni  cod. Ateco  2007 lett. F<br />
. servizi alle imprese cod Ateco 2007 come definito da bando<br />
. commercio all’ingrosso cod Ateco 2007 come da bando</p>
<p><strong>Caratteristiche dell’intervento</strong></p>
<p>Cofinanziamento Banca /Bei<br />
Importo minimo 50.000,oo    -   Importo massimo 500.000,oo</p>
<p><strong>Forma dell’agevolazione</strong></p>
<p>Contributo in conto interessi</p>
<p><strong>Voci finanziabili</strong></p>
<p>Ordini e Contratti di fornitura non antecedenti di tre mesi dalla data della richiesta e non ancora del tutto evasi.<br />
Importo complessivo minimo di euro 100.000,oo</p>
<p><strong>Copertura finanziaria</strong></p>
<p>50% dell’ammontare degli ordini o dei contratti di fornitura</p>
<p><strong>Durata del finanziamento</strong></p>
<p>24  o 36 mesi oltre il preammortamento tecnico</p>
<p><strong>Tassi di interesse applicati</strong></p>
<p>Euribor 6m più spread da 3.25 a 6.00<br />
in relazione alla classe di rischio da 1 a 5.</p>
<p>Il contributo in conto interessi verrà conteggiato in base alla disponibilità.</p>
<p><strong>Garanzie</strong></p>
<p>Non sono richieste garanzie reali</p>
<p>Sono invece per l’intero importo e in alternativa, le seguenti<br />
forme tecniche:<br />
-    garanzie kirografarie<br />
-    garanzie dirette de Fondo Centrale di Garanzia</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bergamo.info/economia/castelletto-insufficiente-la-regione-ti-finanzia-gli-ordini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Immobiliare 2012: l&#8217;anno delle responsabilità</title>
		<link>http://www.bergamo.info/economia/immobiliare-italia-2012-lanno-delle-responsabilit/</link>
		<comments>http://www.bergamo.info/economia/immobiliare-italia-2012-lanno-delle-responsabilit/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 21:48:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuliano Olivati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Immobiliare]]></category>
		<category><![CDATA[2012]]></category>
		<category><![CDATA[Bergamo]]></category>
		<category><![CDATA[case]]></category>
		<category><![CDATA[fiaip]]></category>
		<category><![CDATA[immobiliare]]></category>
		<category><![CDATA[Olivati]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bergamo.info/?p=16303</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;anno appena cominciato sarà decisivo per il settore immobiliare italiano e per i player che si trovano intorno al tavolo del &#8220;Monopoli vivente&#8221;: venditori, acquirenti, istituti di ricerca e osservatori, agenti immobiliari. Vediamoli uno per volta. Venditori: la responsabilità del realismo Oggi i proprietari si dividono in due categorie: venditori ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_14498" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-14498" title="focus-città altà-bergamo" src="http://www.bergamo.info/wp-content/uploads/2011/08/focus-città-altà-bergamo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">Vista del centro Storico di Città Alta da San Vigilio.</p></div>
<p>L&#8217;anno appena cominciato sarà decisivo per il settore immobiliare italiano e per i player che si trovano intorno al tavolo del &#8220;Monopoli vivente&#8221;: venditori, acquirenti, istituti di ricerca e osservatori, agenti immobiliari. Vediamoli uno per volta.</p>
<p><strong>Venditori: la responsabilità del realismo</strong></p>
<p>Oggi i proprietari si dividono in due categorie: venditori e non-venditori. Questi ultimi sono quelli che camminano con la testa girata all&#8217;indietro, guardano ancora ai prezzi del picco di mercato del 2007, e si riconoscono dalla frase &#8220;se non prendo i soldi che chiedo, mi tengo la casa&#8221;. Infatti se la terranno, perché nessuno è disposto ad acquistare oggi un immobile ai prezzi di 5 anni fa, che hanno subìto un taglio medio del 30 per cento. I proprietari &#8220;venditori&#8221; invece non sono quelli che vogliono, ma quelli che devono vendere, per ragioni economiche o esistenziali, personali o legate alle esigenze abitative del nucleo familiare. La reale e concreta spinta alla vendita li costringe a prendere atto dei valori di mercato attuali e ad adeguarvisi. Ai proprietari sta dunque la responsabilità di decidere se vogliono mettere sul mercato oggi il loro immobile, prezzandolo secondo i valori di mercato di oggi, o se vogliono stare alla finestra a guardare. Ma in tal caso dovranno attendere se va bene 5 anni, se va male i &#8220;10 anni per uscire dalla crisi&#8221; preconizzati dal cancelliere Frau Merkel: e nel frattempo il loro immobile invecchierà e nel 90 per cento dei casi si troverà in una classe energetica a bassa prestazione, che nel corso degli anni diventerà sempre più obsoleta. E alla fine delle &#8220;vacche magre&#8221; nessuno può garantire che la ripresa riporterà i valori immobiliari ai livelli pre-crisi, anzi diversi economisti tendono ad escluderlo.</p>
<p><strong>Acquirenti: la responsabilità dell&#8217;opportunità</strong></p>
<p>Che oggi sia il momento dei buoni affari immobiliari l&#8217;hanno capito tutti, ma proprio tutti. Questa è la fase storica in cui l&#8217;offerta di case abbonda e i proprietari, se appartengono alla categoria dei venditori (e non a quella dei non-venditori), sono disposti a trattare il prezzo. L&#8217;acquirente che sa cogliere questa irripetibile occasione storica è quello che, trovato l&#8217;immobile giusto per le sue esigenze e il budget, fa un&#8217;offerta concreta al proprietario e si porta a casa la casa (perdonate il bisticcio). Anche qui, esistono gli acquirenti e i turisti di case, che girovagano per anni senza mai concludere nulla, vagheggiando ulteriori ribassi e la mitica &#8220;casa perfetta&#8221;, quella solo pregi e niente difetti. Anche tra gli acquirenti, insomma, fa mercato non chi vorrebbe, ma chi vuole comprare casa perché deve, ossia è spinto da una motivazione personale e familiare concreta e forte. Questi sono gli acquirenti che sanno cogliere le opportunità e investono sulla qualità dell&#8217;abitare, che è qualità della vita: e la vita è quella che vivo ora con le esigenze di adesso, non quella futura che ancora ha da venire e al momento è solo una potenzialità. Compra casa chi sa cogliere il &#8220;qui e ora&#8221; e non si lascia sfuggire l&#8217;immobile giusto quando l&#8217;ha trovato: se è giusto per lui lo sarà anche per qualcun altro, se il prezzo è allettante anche altri compratori sono dietro l&#8217;angolo, e tergiversare in questi casi non è mai politica vincente.</p>
<p><strong>Centri studi: la responsabilità della verità</strong></p>
<p>Troppo spesso ci tocca leggere report immobiliari, anche di blasonati centri studi o osservatori, scritti con gli occhiali rosa: &#8220;sostanziale tenuta del mercato&#8221;, &#8220;calano le compravendite ma i prezzi no&#8221;, &#8220;lieve limatura dei valori ma la ripresa è dietro l&#8217;angolo&#8221;, &#8220;arriveranno gli investitori stranieri a risollevare il comparto immobiliare&#8221;. Sono dati platealmente smentiti dalla vox populi, quella della &#8220;sciura Maria&#8221; che va a far la spesa al supermercato, e dai veri esperti di case, ossia gli agenti immobiliari che tutto il giorno, tutti i giorni stanno sul marciapiede per cercare di venderle. Edulcorare o falsificare la realtà espone al ridicolo, provoca scollamento dall&#8217;opinione pubblica che ben conosce la situazione di mercato, e diventa controproducente: &#8220;se questi negano l&#8217;evidenza, allora il settore immobiliare è proprio messo male&#8221;. Ai centri studi va ricordato che questa è l&#8217;ora della verità e non delle favolette ad usum delphini, che non ci portano da nessuna parte. Chi opera una contraffazione della realtà non fa un favore al settore immobiliare, che ha bisogno di realismo e prima ancora di trasparenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_14509" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img class="size-thumbnail wp-image-14509" title="focus-bergamo-sant'alessandro in colonna" src="http://www.bergamo.info/wp-content/uploads/2011/08/Foto0007-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /><p class="wp-caption-text">Sant&#39;Alessandro in Colonna. Bergamo Centro</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Agenti immobiliari: la responsabilità della consulenza</strong></p>
<p>Oggi più che mai il consumatore è confuso e disorientato, e sta all&#8217;agente immobiliare, prima ancora di vendere e se vuole arrivare a vendere, offrire al cliente la bussola per interpretare la fase di mercato attuale. Fino al 2007, ad esempio, si poteva pensare di accondiscendere alle richieste un po&#8217; esuberanti dei proprietari venditori, fisiologicamente portati a gonfiare un po&#8217; il prezzo del loro immobile, pensando che il mercato in crescita avrebbe dato loro ragione: bastava aspettare 6 mesi o un anno e la rivalutazione dei prezzi avrebbe agganciato la loro sopravvalutazione della casa in vendita. Oggi la situazione è ribaltata, e andar dietro alle richieste sballate non solo fa perdere tempo a tutti (in primis all&#8217;agente immobiliare), ma fa perdere soldi al proprietario, che aspettando aspettando rischia di trovarsi di fronte ad amare sorprese. La responsabilità dell&#8217;agente immobiliare, se davvero vuole fare gli interessi del cliente (e anche i propri, dato che se non vende non mangia), è quella di dirgli la verità e aiutarlo a capire dove sta andando il mercato, riportando gradualmente il proprietario coi piedi per terra attraverso una ragionata revisione del prezzo, fino ad incontrare i valori di mercato correnti, gli unici che consentono di vendere non ieri, non domani ma oggi. Starà poi alla responsabilità del venditore capire se davvero vuole vendere, o se preferisce ritirare l&#8217;immobile dal mercato; ma questa è un&#8217;altra storia, e non ripetiamo quanto detto all&#8217;inizio di questo editoriale. Analogamente dobbiamo interpretare le esigenze dell&#8217;acquirente, aiutandolo a capire quando la casa che ha trovato è quella giusta per lui, incrociando i suoi bisogni abitativi con il budget e l&#8217;offerta di mercato. Mai come oggi emerge l&#8217;importanza dell&#8217;agente immobiliare professionale, un mediatore che deve operare sul repricing lato venditore, e sulla concretizzazione della proposta d&#8217;acquisto lato acquirente, per tornare a fluidificare il mercato e rimettere in moto il volano immobiliare. Così facendo perderemo sì dei clienti, che sono però quelli che non vendono né acquistano ma sempre vagheggiano, quelli che non vogliono ma vorrebbero, e certo non rappresentano il nostro core business; ma guadagneremo la stima e il giusto compenso da quei veri venditori e veri acquirenti che avremo aiutato a fare quella che è una delle più importanti scelte per famiglie e investitori: la compravendita immobiliare.</p>
<p><strong>Giuliano Olivati</strong><br />
<strong>Presidente Fiaip Bergamo</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bergamo.info/economia/immobiliare-italia-2012-lanno-delle-responsabilit/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Più di 62 mila disoccupati a fine 2011. Cgil: «In sei anni aumento del 144%»</title>
		<link>http://www.bergamo.info/economia/economia-bergamasca-e-lombarda/pi-di-62-mila-disoccupati-fine-2011-cgil-sei-anni-aumento-del-144/</link>
		<comments>http://www.bergamo.info/economia/economia-bergamasca-e-lombarda/pi-di-62-mila-disoccupati-fine-2011-cgil-sei-anni-aumento-del-144/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 00:25:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Cuminetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia bergamasca e lombarda]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bergamo.info/?p=16202</guid>
		<description><![CDATA[Oltre 62 mila persone risultavano iscritte nelle liste di disponibilità, cioè si trovavano ad essere disoccupate, al 31 dicembre del 2011 secondo i Centri per l’Impiego della Provincia di Bergamo. «Abbiamo chiesto all’assessorato provinciale al Lavoro e alla Formazione i dati relativi alle liste di disoccupazione e li abbiamo messi ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-16203" title="Disoccupazione" src="http://www.bergamo.info/wp-content/uploads/2012/01/Disoccupazione-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Oltre 62 mila persone risultavano iscritte nelle liste di disponibilità, cioè si trovavano ad essere disoccupate, al 31 dicembre del 2011 secondo i Centri per l’Impiego della Provincia di Bergamo. «Abbiamo chiesto all’assessorato provinciale al Lavoro e alla Formazione i dati relativi alle liste di disoccupazione e li abbiamo messi a confronto con quelli degli anni precedenti», spiega Orazio Amboni del Dipartimento Mercato del Lavoro della Cgil di Bergamo. «Se al 31 dicembre 2011 i disoccupati iscritti nelle liste erano 62.698, si tenga conto che raggiungevano quota 52mila a fine 2009, 40 mila a fine 2008, 25 mila a fine 2005. In sei anni abbiamo assistito ad un aumento del 144%».<br />
I  Centri per l’Impiego che hanno avuto un aumento maggiore  sono Albino, Romano, Trescore, Grumello e Ponte S. Pietro; tra gli iscritti è aumentata la percentuale dei più giovani e dei più anziani mentre nel 2005 prevaleva la fascia centrale, più facilmente ricollocabile; la percentuale di stranieri tra i disoccupati   è raddoppiata, passando dal 14% al 28%, anche in conseguenza di una loro maggior presenza nel mercato del lavoro bergamasco. Sia tra gli italiani che tra gli stranieri aumenta la percentuale di maschi tra i licenziati, conseguenza del fatto che la crisi ha colpito di più edilizia e industria rispetto ai settori a maggior  presenza femminile.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bergamo.info/economia/economia-bergamasca-e-lombarda/pi-di-62-mila-disoccupati-fine-2011-cgil-sei-anni-aumento-del-144/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I PROFESSIONISTI DEL NORD ITALIA SI RIUNISCONO A MILANO PER FAR SENTIRE LA PROPRIA VOCE SULLA RIFORMA DELLE PROFESSIONI</title>
		<link>http://www.bergamo.info/economia/professionisti-del-nord-italia-si-riuniscono-milano-sentire-la-propria-voce-sulla-riforma-delle-professioni/</link>
		<comments>http://www.bergamo.info/economia/professionisti-del-nord-italia-si-riuniscono-milano-sentire-la-propria-voce-sulla-riforma-delle-professioni/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 05:45:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudiar</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bergamo.info/?p=16208</guid>
		<description><![CDATA[La base dei professionisti di Lombardia, Triveneto, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna e Valle D’Aosta, riuniti nel &#8220;Forum delle professioni intellettuali / Coordinamento dei C.U.P. del Nord Italia&#8220;, d’intesa con il CUP nazionale promuovono una manifestazione che si terrà il sabato 21 gennaio 2012 dalle 10,30 alle 13,30 a Milano al Teatro dal ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La base dei professionisti di Lombardia, Triveneto, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna e Valle D’Aosta, riuniti nel &#8220;<strong>Forum delle professioni intellettuali / Coordinamento dei C.U.P. del Nord Italia</strong>&#8220;, d’intesa con il CUP nazionale promuovono una manifestazione che si terrà il<strong> sabato 21 gennaio 2012</strong> dalle 10,30 alle 13,30 a Milano al Teatro dal Verme (via S. Giovanni Sul Muro),</p>
<p>Le professioni intendono far sentire la propria voce in merito alle misure, contenute nelle recenti manovre finanziarie, e in particolare a quelle ispirate ai principi indicati nell&#8217;art.3 del D.L. 13 agosto 2011 n.138.  Nel corso dei lavori verranno approfonditi i temi di rilievo per il cittadino comuni alle categorie professionali e discussi con gli interlocutori della politica i punti principali della riforma, ponendo l’accento sulla tutela della qualità del servizio e il ruolo delle professioni per il rilancio della crescita del Paese.</p>
<p>Alla manifestazione hanno aderito tutte le categorie aderenti al Forum: i professionisti che interverranno al Teatro Dal Verme saranno rappresentativi dei circa 700 Ordini e Collegi Professionali aderenti al FORUM, che raggruppano oltre 800.000 professionisti.</p>
<p>La manifestazione si articolerà in due momenti distinti:</p>
<p>• <strong>ore10.30-12.00</strong> &#8211; <strong>La riforma delle professioni per la tutela del cittadino</strong></p>
<p>Giuseppe Cappochin, Remo Danovi, Eliana Morandi e Alessandro Solidoro discutono sui punti principali della riforma ponendo l’accento sulla qualità del servizio e sulla tutela dell’interesse del cittadino.<br />
Modera Marco Fratini, giornalista de LA7</p>
<p>• <strong>ore12.00-13.30 &#8211; I professionisti, cittadini per i cittadini</strong></p>
<p>Ne discutono il presidente del CUP nazionale Marina Calderone ed alcuni esponenti del mondo politico intervistati da Marco Fratini.<br />
Interverranno l’On. Nicola Molteni &#8211; Lega Nord, l’On. Nedo Poli – UDC e il Sen. Tiziano Treu – PD.<br />
E’ inoltre invitato l’On. Maurizio Lupi – PDL.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bergamo.info/economia/professionisti-del-nord-italia-si-riuniscono-milano-sentire-la-propria-voce-sulla-riforma-delle-professioni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Saldi, disonesti sei negozianti su cento. Guardia di Finanza, giro di vite sui “furbetti”</title>
		<link>http://www.bergamo.info/economia/saldi-disonesti-sei-negozianti-su-cento-guardia-di-finanza-giro-di-vite-sui-furbetti/</link>
		<comments>http://www.bergamo.info/economia/saldi-disonesti-sei-negozianti-su-cento-guardia-di-finanza-giro-di-vite-sui-furbetti/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 00:02:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Cuminetti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bergamo.info/?p=16119</guid>
		<description><![CDATA[In un momento di crisi economica per le famiglie italiane, la sicurezza e la tutela del consumatore è una delle mission della Guardia di Finanza  per il suo ruolo di polizia economico-finanziaria. In tale ambito, nel primo weekend dei saldi invernali iniziati lo scorso 5 gennaio, le Fiamme Gialle del ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-16120" title="A - Prima dei saldi" src="http://www.bergamo.info/wp-content/uploads/2012/01/A-Prima-dei-saldi-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /> <img class="alignleft size-thumbnail wp-image-16121" title="A - Prezzo gonfiato" src="http://www.bergamo.info/wp-content/uploads/2012/01/A-Prezzo-gonfiato-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /> In un momento di crisi economica per le famiglie italiane, la sicurezza e la tutela del consumatore è una delle mission della Guardia di Finanza  per il suo ruolo di polizia economico-finanziaria.<br />
In tale ambito, nel primo weekend dei saldi invernali iniziati lo scorso 5 gennaio, le Fiamme Gialle del capoluogo e di tutta la provincia hanno effettuato un attento monitoraggio dei prezzi praticati dagli esercizi commerciali, scovando alcuni “furbetti del saldo” che se ne infischiano della cosiddetta “legge sul commercio”.<br />
Tale norma dispone che le vendite promozionali devono offrire condizioni favorevoli, reali ed effettive, di vendita dei prodotti.<br />
L’attività di controllo della Guardia di Finanza è di imprescindibile importanza, se si pensa come la pratica degli sconti fittizi vìoli le regole di funzionamento del mercato e danneggi non solo i consumatori ingannati, ma anche l’immagine di tanti commercianti onesti rispettosi delle regole.<br />
In tale contesto i finanzieri hanno accertato, circa nel 10% dei casi, varie irregolarità relative a saldi ingannevoli nei confronti dei clienti.<br />
In particolare, durante la settimana che ha preceduto l’inizio dei saldi, i finanzieri hanno fotografato su tutto il territorio provinciale le vetrine di oltre 100 esercizi commerciali allo scopo di effettuare successivi confronti con i prezzi praticati sugli stessi prodotti posti in saldo a partire dal 5 gennaio.<br />
L’attività di controllo ha portato all’accertamento di varie violazioni per la mancata presenza sul cartellino di vendita di tutti gli elementi obbligatori (prezzo iniziale, percentuale di sconto e prezzo finale).<br />
Ai 13 commercianti trasgressori è stata contestata una sanzione amministrativa che va da 516 a 3.098 euro.<br />
Addirittura, in 6 esercizi commerciali è stato anche riscontrato che i prezzi dei prodotti in offerta erano stati aumentati rispetto a quelli in precedenza proposti, in modo tale da rendere irreale la percentuale di sconto applicata al consumatore finale.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bergamo.info/economia/saldi-disonesti-sei-negozianti-su-cento-guardia-di-finanza-giro-di-vite-sui-furbetti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Decidere se vivere nei centri urbani o nei centri commerciali è problema diverso delle giuste liberalizzazioni di Monti</title>
		<link>http://www.bergamo.info/attualita/decidere-se-animare-centri-urbani-centri-commerciali-problema-diverso-della-liberalizzazione/</link>
		<comments>http://www.bergamo.info/attualita/decidere-se-animare-centri-urbani-centri-commerciali-problema-diverso-della-liberalizzazione/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 16:34:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Allevi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Economia bergamasca e lombarda]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bergamo.info/?p=16061</guid>
		<description><![CDATA[In queste ultime ora si è aperta una gran discussione sull&#8217;opportunità o meno di mantenere aperti i negozzi 24 ore su 24. L&#8217;introduzione di questa norma va fatta risalire al desiderio di concedere una maggiore liberilizzazione alle attività commerciali. In pratica, chi desidera tenere aperto lo può fare e chi, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-8452" title="LOM_0097 SENTIERONE" src="http://www.bergamo.info/wp-content/uploads/2011/03/LOM_0097-SENTIERONE-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />In queste ultime ora si è aperta una gran discussione sull&#8217;opportunità o meno di mantenere aperti i negozzi 24 ore su 24. L&#8217;introduzione di questa norma va fatta risalire al desiderio di concedere una maggiore liberilizzazione alle attività commerciali. In pratica, chi desidera tenere aperto lo può fare e chi, al contrario, vuole chiudere è altrettanto libero: questa è la libertà che auspichiamo.<br />
Tutt&#8217;altro ragionamento è decidere se dobbiamo vivere nei nostri centri urbani o trasferirci nei centri commerciali.<br />
Naturalamente qui gli interessi sono diversi: cittadini, negozianti, dipendenti e consumatori tifano per centri urbani mentre i fondi d&#8217;investimento e i grandi capitali per i centri commerciali. Le associazioni di categoria e la cciaa fingono di appoggiare i negozianti, magari con lo zuccherino del sostegno ai distretti commerciali, ma, in verità, favoriscono i centri commerciali. Come lo fanno? Con il sostegno dei media che vengono comprati attraverso la pubblicità e con il sostegno di politici non sono sempre disinteressati.<br />
Se avete quache dubbio proviamo a leggere con attenzione le pagine dei giornali: troveremo pubblicità che invitano a frequentare i centri commerciali, rappresentanti di associazioni di categoria e politici che spostano il tema della discussione sull&#8217;opportunità o meno di aprire alle liberalizzazioni e, persino, sondaggi che ricordano che la gente desidera acquistare quando gli pare.<br />
Noi invitiamo la gente ad avere maggiore consapevolezza (vedi barzelletta di Silvan che segue) ed a non lasciare che altri decidano per loro come dovrà essere la propria vita (vedi canzole di Gaber in fondo all&#8217;articolo).<br />
Sul tema della qualità della vita la scelta deve ritornare nelle mani dei cittadini e dei loro rappresentanti. In tal senso invitiamo i politici a far sentire la loro voce, soprattutto in Regione Lombardia, così come ha saputo fare in questi giorni il nostro sindaco Franco Tentorio, che ha denunciato l&#8217;atteggiamento della Regione Lombardia, responsabile dell&#8217;assegnazione  delle licenze dei centri commerciali ed il loro orario di apertura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-16065" title="silvan" src="http://www.bergamo.info/wp-content/uploads/2012/01/silvan-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>La vecchia barzelletta del mago Silvan può spiegare perchè è importante acquisire consapevolezza.<br />
C&#8217;è il mago Silvan che fa un spettacolo, quando ha finito si trova una vecchietta che lo assale &#8220;sono una tua fans, per favore fammi vedere una magia&#8221;<br />
&#8220;no, signora, sono stanco&#8230; un&#8217;altra volta&#8230;&#8221;<br />
&#8220;Ti supplico Silvan, fammi una magia, sono una tua miratrice da molti anni&#8221;<br />
&#8220;no, la prego, mi lasci stare, sono molto stanco, le prometto che la prossima volta la contento&#8221;<br />
&#8220;Eddai, Silvan, fammi una magia, una piccolina, dai&#8221;<br />
&#8220;Eh va bene, venga che le faccio la magia&#8221;<br />
E il mago Silvan porta la vecchietta nel suo camerino<br />
&#8220;Ecco, si volti dall&#8217;altra parte e si appoggi a quel tavolo, ecco, vede? questa è la mia mano sinistra e questa è la mano destra, ora le infilo un dito nel deretano&#8221;<br />
La vecchia signora percepisce un dito infilarsi nel deretano ma vede ancora le mani del mago, una a sinistra ed una a destra<br />
&#8220;Ehi, ma come ha fatto?&#8221;<br />
&#8220;MAGIIIIIAAAAA!&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1068" title="gaber" src="http://www.bergamo.info/wp-content/uploads/2010/01/gaber-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span>Vorrei essere libero, libero come un uomo.<br />
Vorrei essere libero come un uomo.</span></p>
<p>Come un uomo appena nato<br />
che ha di fronte solamente la natura<br />
e cammina dentro un bosco<br />
con la gioia di inseguire un’avventura.<br />
Sempre libero e vitale<br />
fa l’amore come fosse un animale<br />
incosciente come un uomo<br />
compiaciuto della propria libertà.</p>
<p>La libertà non è star sopra un albero<br />
non è neanche il volo di un moscone<br />
la libertà non è uno spazio libero<br />
libertà è partecipazione.</p>
<p>Vorrei essere libero, libero come un uomo.<br />
Come un uomo che ha bisogno<br />
di spaziare con la propria fantasia<br />
e che trova questo spazio<br />
solamente nella sua democrazia.<br />
Che ha il diritto di votare<br />
e che passa la sua vita a delegare<br />
e nel farsi comandare<br />
ha trovato la sua nuova libertà.</p>
<p>La libertà non è star sopra un albero<br />
non è neanche avere un’opinione<br />
la libertà non è uno spazio libero<br />
libertà è partecipazione.</p>
<p>La libertà non è star sopra un albero<br />
non è neanche il volo di un moscone<br />
la libertà non è uno spazio libero<br />
libertà è partecipazione.</p>
<p>Vorrei essere libero, libero come un uomo.<br />
Come l’uomo più evoluto<br />
che si innalza con la propria intelligenza<br />
e che sfida la natura<br />
con la forza incontrastata della scienza<br />
con addosso l’entusiasmo<br />
di spaziare senza limiti nel cosmo<br />
e convinto che la forza del pensiero<br />
sia la sola libertà.</p>
<p>La libertà non è star sopra un albero<br />
non è neanche un gesto o un’invenzione<br />
la libertà non è uno spazio libero<br />
libertà è partecipazione.</p>
<p>La libertà non è star sopra un albero<br />
non è neanche il volo di un moscone<br />
la libertà non è uno spazio libero<br />
libertà è partecipazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bergamo.info/attualita/decidere-se-animare-centri-urbani-centri-commerciali-problema-diverso-della-liberalizzazione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Liberalizzazione negozi: la Politica / la Regione Lombardia / Noi cittadini  dobbiamo impedire che i grandi capitali ledano la qualità della nostra vita</title>
		<link>http://www.bergamo.info/attualita/liberalizzazione-negozi-la-politica-la-regione-lombardia-noi-cittadini-dobbiamo-impedire-che-grandi-capitali-ci-rovinino-la-vita/</link>
		<comments>http://www.bergamo.info/attualita/liberalizzazione-negozi-la-politica-la-regione-lombardia-noi-cittadini-dobbiamo-impedire-che-grandi-capitali-ci-rovinino-la-vita/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 10:18:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Allevi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Economia bergamasca e lombarda]]></category>
		<category><![CDATA[Salute & Benessere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.bergamo.info/?p=16001</guid>
		<description><![CDATA[La Regione Lombardia dopo aver consentito l’apertura domenicale e festiva ai centri commerciali ora concede loro anche l&#8217;apertura notturna. Tutto ciò mentre vengono rilasciate nuove autorizzazioni a costruire nuovi centri. Il risultato di questa politica è: 1) la desertificazione del centro della città e dei paesi; 2) un capitalismo esasperato che trasforma ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3125" title="bergamo vuota" src="http://www.bergamo.info/wp-content/uploads/2010/05/bergamo-vuota-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />La Regione Lombardia dopo aver consentito l’apertura domenicale e festiva ai centri commerciali ora concede loro anche l&#8217;apertura notturna. Tutto ciò mentre vengono rilasciate nuove autorizzazioni a costruire nuovi centri. Il risultato di questa politica è: 1) la desertificazione del centro della città e dei paesi; 2) un capitalismo esasperato che trasforma i negozianti in schiavi dei fondi finanziari proprietari dei centri commerciali; 3) una qualità della vita devastata dalle nuove regole imposte dal consumismo. </p>
<p>Per questo noi chiediamo un&#8217;aiuto al nostro Vescovo.    Monsignor Beschi  è l&#8217;unico che, con  il nuovo direttore dell&#8217;Eco di Bergamo Giorgio Gandola, potrebbe svegliare l&#8217;opinione pubblica e, conseguentemente, obbligare la politica a cambiare. Diversamente anche i media verranno gestiti dai soliti noti e la gente si troverà schiava di un sistema senza nemmeno averne compreso la ragione.</p>
<p><strong>Noi desideriamo che le nostre mamme portino i loro figli negli oratori e non in  &#8220;parcheggi per bambini&#8221; mentre fanno le spese, che i nostri ragazzi si trovino nei nostri centri storici e non in &#8220;piazze&#8221; artificiali con aria condizionata, che i nostri imprenditori non siano obbligati a diventare dipendenti delle grandi catene commerciali, che la nostra gente aspiri ad ammirare le nostre ricchezze artistiche e non le vetrine dei negozi, che i nostri valori non siano indirizzati esclusivamente dal consumismo.</strong></p>
<p> La Regione Lombardia poi, per lavarsi la coscienza, ha inventato i distretti commerciali. Così prima colpisce duro il commercio di vicinato (quello al dettaglio) e poi cerca di rianimarlo con delle operazioni di marketing. Risultato,  i poveri negozianti al dettaglio sono cornuti (perchè i loro clienti acquistano nei centri commerciali) e mazziati (in quanto ricevono finte cure). Infatti, solo una minima parte delle loro imposte, dopo essere transitate da Roma, Bruxelles e Regione, ritornano per finanziare i distretti commerciali. Quest’ultimi, gestiti da associazioni di categoria che  devono rendere conto ai centri commerciali, sono costretti a  inventarsi soluzioni impossibili per non ledere gli interessi dei loro associati più forti. Volendo proteggere i distretti commerciali, come sostiene la nuova associazione <a href="http://www.assimpresabergamo.it/">www.AssimpresaBergamo.it</a>  (nata anche per difendere l&#8217;interesse dei negozi di vicinato), sarebbe più semplice impedire ai centri commerciali di rimanere aperti nei giorni festivi e nelle ore notturne. </p>
<p>Alcuni sostengono che i centri commerciali garantiscano nuovi posti di lavoro ma è una bugia colossale: quello che si compra in un centro commerciale non lo si acquista altrove.  </p>
<p>Questa politica colpisce anche gli stessi negozianti dei centri commerciali che sono costretti a pagare canoni stratosferici per restare nei centri: il costo al mq. di un negozio in un noto Centro Commerciale costa circa il doppio di quanto costa in via XX Settembre. In pratica a guadagnarci sono i  fondi immobiliari che gestiscono i centri.</p>
<p>Concludiamo precisando che noi siamo favorevolissimi alle liberalizzazioni e ci auguriamo che i nostri negozianti stiano economicamente talmente bene da permettersi di assumere nuovo personale così da potersi permettere di stare aperti 24 ore al giorno. Chiassà che questo possa contribuire a dare nuovo impulso anche al turismo bergamasco: la nostra nuova vera  risorsa (non solo economica).</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.bergamo.info/attualita/liberalizzazione-negozi-la-politica-la-regione-lombardia-noi-cittadini-dobbiamo-impedire-che-grandi-capitali-ci-rovinino-la-vita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>10</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

