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    Bergamo.info

    DIVIETO di SOSTA

    Siamo i parcheggiatori che lavorano nella zona degli Ospedali Riuniti di Bergamo. Scriviamo questa lettera per descrivere le situazioni che viviamo quotidianamente, per smentire alcune voci e luoghi comuni che circolano sul nostro conto, e soprattutto per farci conoscere.

    L'iniziativa nasce perché abbiamo appreso dai giornali che il Comune vorrebbe allontanarci dal parcheggio per ragioni legate alla sicurezza urbana.

    Proveniamo da diversi paesi africani, molti di noi sono arrivati in aereo ed ormai viviamo in Italia da qualche anno.

    Le intenzioni del nostro spostamento erano di migliorare la nostra condizione di vita e di mantenere economicamente le famiglie rimaste nei paesi d'origine.

    La maggior parte di noi è riuscita a trovare un lavoro come operai o manovali nei cantieri, ottenendo così un regolare permesso di soggiorno. Con la crisi molti di noi (come migliaia di altri lavoratori italiani), hanno però perso il lavoro.

    Noi oggi compiamo un servizio: segnaliamo all'automobilista i posti liberi, in modo tale da evitare discussioni sulla strada che potrebbero degenerare in veri e propri litigi; aiutiamo loro a fare le manovre del parcheggio e se il conducente ne fa richiesta ci incarichiamo di comprare il biglietto necessario alla sosta.

    In questo modo chi parcheggia è incentivato ad effettuare il pagamento, cosa che senza di noi potrebbe non fare. Il nostro intervento è conveniente tanto per l’utente quanto per il Comune, ma non certamente redditizio per noi: il nostro guadagno medio è di circa quindici, venti euro ad giorno (di cui almeno cinque spesi in trasporti). Tale somma di denaro è ricavata per lo più dalla vendita dei nostri articoli.

    Questo lavoro non ci piace: è faticoso, ripetitivo e, considerati i nostri percorsi di studio, frustrante. Ma è una scelta obbligata, l'unica via che abbiamo per rimanere alla luce del sole e non cadere nelle maglie della microcriminalità.

    Il nostro gruppo è privo di contese personali e basato su rapporti di solidarietà reciproca. Ed è grazie a questa che non siamo organizzati secondo le logiche tipiche del racket.

    La presenza in questo parcheggio è quindi la testimonianza più forte che abbiamo per mostrare la nostra volontà di abitare e vivere in questa città.

    Alcuni ragazzi, interessandosi al problema, ci hanno aiutato a scrivere questa lettera dalla quale speriamo possa nascere uno spazio di incontro.

    Ringraziandovi per l’attenzione.

    I parcheggiatori abusivi

    "IO RICERCO LO SCONTRO MA CONOSCO LA PACE!"

    I am what I am

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