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13 Comments

  1. 1

    Baby

    Caro Aristide, cosa ne pensi? Tra la mamma e la figlia non saprei chi scegliere …

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  2. 2

    Aristide

    IL MONDO SALVATO DALLA BELLEZZA

    Grazie per la segnalazione, e complimenti alla vincitrice. Ho visto: lato A, lato B, e lato mamma. Io, quando vedo certe cose, mi commuovo. Così diceva Tognazzi nella ‘Stanza del vescovo’, un bellissimo film tratto da un romanzo di Piero Chiara. Il quale confessò di aver scritto il libro pensando a un carattere terragno come quello di Tognazzi.

    Però, visto che siamo entrati in argomento, dirò che cosa sia per me l’eterno femminino. Naturalmente, non pretendo che debba esser così per tutti: anzi, sono sempre stato del parere che la diversità sia il sale della terra. Se a qualcuno piace far bunga bunga con Nicole Minetti o con Ruby, si accomodi. Ebbene, confesso di aderire all’ideale di Antoine Doinel, protagonista del film di François Truffaut ‘Baci rubati’ (e non solo: lo incontriamo in ben cinque film, sempre interpretato da Jean-Pierre Léaud). Antoine Doinel dice espressamente: a me piacciono le ragazze acqua e sapone, di buona famiglia. Perciò s’innamora di Christine Darbon, perciò il regista Truffaut s’innamorerà lui stesso – girando ‘Baci rubati’ – di Claude Jade, che nel film interpreta Christine Darbon.

    Perciò non mi dispiace, lo confesso, Beatrice Borromeo. Sì, è vero, quando parla ha la zeppola in bocca, è stata la cocchetta di Santoro, scrive come una grande giornalista sulla prima pagina del “Fatto quotidiano”, è anche cognata di Yaki Elkann. Forse è raccomandata. Però è bella. Inoltre crede sinceramente in quel che fa, e che dice. Cioè: dice, talvolta, un mare di sciocchezze. Ma che importa? Lei è fidanzata di Pierre Casiraghi di Monaco, scende dallo yacht di Casiraghi, scrive un articolo dove insegna a me che cosa sia l’etica, come dovrei indignarmi e come dovrei votare, poi sale di nuovo la scaletta dello yacht. E io dovrei prendermela? Niente affatto. A un’altra non gliele manderei certo a dire. Ma per Beatrice Borromeo faccio un’eccezione. So bene che tutto è vanità, come dice l’Ecclesiaste, lo concedo. So anche che Platone faceva distinzione fra doxa ed episteme: ma l’episteme è un sogno (bellissimo, però). Inoltre non ho pretese da giornalista anglosassone: mi piace schierarmi, sono engagé.

    In un’epoca di relativismo morale, di perversione studiata dei valori fondanti di una società ordinata, non decadente, degna della nobile tradizione occidentale, grande è il valore di verità, pregnante è la portata filosofica della pubblicità di un noto dentifricio, quando una bellissima Virna Lisi si sente dire «Lei con quella bocca può dire quel che vuole». Il mondo sarà salvato dalla bellezza? È quel che afferma il principe Myškin dell’‘Idiota’ di Dostoevskij. Questo è l’ideale della filocalia. E non ditemi che Myškin era un idiota.

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  3. 3

    Baby

    Condivido caro Aristide, effettivamente anche la mamma è una bella garanzia per il futuro …

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  4. 4

    Kamella Scemì

    La bellezza è sempre da rispettare. Anche cogliendola…

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  5. 5

    Aristide

    In ogni caso, lungi da noi ogni relativismo estetico, per cui questa o quella pari sono. Per me Christine Darbon e Beatrice Borromeo si trovano su un piano diverso da quello di Nicole Minetti o Ruby rubacuori. Lo dico con tutto il rispetto, ovviamente, per tutte le donne del mondo e per tutti i gusti, in fatto di donne.

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  6. 6

    Giuseppe

    Però, a parte tutto, in circostanze come queste capisco la volgarità, anch'essa espressione umana dell'indicibile, pur se non la giustifico appieno, specie quando è insistita: che f….!

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  7. 7

    Aristide

    Nel caso specifico, la chioma corvina e gli occhi di cerbiatta richiamano alla mente quelli della bella Fotide. La quale è l’ancella che nelle ‘Metamofosi’ di Apuleio sbaglia l’unguento che Lucio le chiede per sperimentare la metamorfosi: voleva trasformarsi in gufo, come aveva visto fare alla padrona di casa. Ma, Fotide sbaglia l’unguento, Lucio diventerà un asino. Per tornare a essere un uomo, dovrà mangiare le rose: prima che ciò avvenga, affronterà un numero straordinario di prove. Poi, essendo tutto bene quel che finisce bene, divenuto più saggio, Lucio tornerà ad assumere le sembianze di un uomo.

    In ogni caso, Lucio conobbe la bellezza di Fotide. Si bea del colore variegato sua chioma che sprigiona alla luce del sole riflessi discreti e che leggiadramente muta il suo aspetto. Quella chioma, prima corusca come l’oro, assume adesso il colore biondo pallido del miele. Quindi, perso il naturale nero corvino, imita i riflessi cilestrini sul collo delle colombe. Perciò Lucio supplica Fotide: «Se vuoi offrirmi un piacere completo, sciogli le tue chiome e nelle onde dei tuoi capelli dàmmi l’abbraccio dell’amore». Nelle parole di Apuleio:

    «Quid cum capillis color gratus et nitor splendidus inlucet et contra solis aciem vegetus fulgurat vel placidus renitet aut in contrariam gratiam variat aspectum et nunc aurum coruscans in lenem mellis deprimitur umbram, nunc corvina nigredine caerulus columbarum colli flosculos aemulatur? […] «Sed ut mihi morem plenius gesseris, in effusum laxa crinem et capillo fluente undanter ede complexus amabiles».

    Sì, la bellezza salverà il mondo. Ma non “la bellezza di dentro” che qualcuno (qualcuna) pretende di avere. No, parlo della bellezza senza aggettivi e complementi circostanziali. Poiché d’altra parte, come appresi anni fa sui banchi del liceo, “Nihil est in intellectu, quod prius non fuerit in sensu”, in questo ideale di καλοκαγαθία, dove avviene la perfetta fusione dell’etica e dell’estetica, la bellezza esterna è condizione imprescindibile.

    Signore babbione politicamente corrette, addio!

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  8. 8

    Silvana

    come si puo' confondere "Le Metatmorfosi" di Apuleio con il concorso di miss italia? Queste due ultime volutamente scritte in minuscolo …

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  9. 9

    Aristide

    Gentile signora, in un intervento di tutt’altro tenore ( veda http://www.bergamo.info/politica/elezioni-il-pdl-… ) affermavo che «chi ha passione per la politica, per la bella politica, non dev’essere schizzinoso. A fortiori non dev’essere schizzinoso neanche il giornalista. Se necessario, deve battere le strade melmose della politichetta, consapevole del fatto che in ogni uomo, negli uomini, c’è il bruto, ma c’è anche un soffio divino». Qualcosa del genere mi sento di affermare a proposito della ricerca della bellezza, che può nascondersi anche nelle cose più modeste e non necessariamente culturali. Come, del resto, la verità della ‘philosophia naturalis’ (sempre che esista una verità: ammiro Platone, ma non lo seguo dappertutto). Diceva il poeta: « Heureux celui qui peut d’une aile vigoureuse / S’élancer vers les champs lumineux et sereins, / […] qui plane sur la vie, et comprend sans effort / le langage des fleurs et des choses muettes!».

    Non confondo Apuleio con Briatore o con i cerimonieri dei concorsi per starlette, non si preoccupi. (Apprezzo Apuleio, ma ci tengo a mettere le mani avanti: non sono esoterico. Le ‘Metamorfosi’ sono, appunto, il risultato di un sapientissimo gioco di mascheramento della descrizione di un percorso iniziatico nelle forme di una fabula milesia. In ogni caso, l’esoterismo di Apuleio non è da confondere con quello di certe sciacquette di cultura raccogliticcia.)

    Capisco il suo sentire sui concorsi di miss italia (scritto in minuscolo) così come capisco e condivido la vis polemica di Oliviero Diliberto, il quale affermò che, se proprio costretto, sarebbe andato al Billionaire di Briatore, ma imbottito di tritolo. Qualcuno non capì l’ironia, Diliberto fu denunciato per istigazione a delinquere, ma fu immediatamente prosciolto in udienza preliminare.

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  10. 10

    Giuseppe

    Un'altra bergamasca è diventata Miss Padania 2011, certa Jessica Brugali di Albino. Terra di ottima coltura, le Valli bergamasche, specie la zona della Bassa Val Seriana-Val Cavallina!.

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  11. 11

    Aristide

    ELOGIO DI TRE VENERI: ROMANA, PADANA E CÒRSA

    Lucrezio nell’Inno a Venere, con cui s’apre il suo libro sulla Natura (‘De rerum natura’) invoca l’intervento di Venere perché ponga un termine alle feroci opere della guerra che devastano le terre e agitano i mari: «effice ut interea fera moenera militiai / per maria ac terras omnis sopita quiescant». Venere può infatti intercedere a favore dei mortali presso Marte, il dio che governa le crudeli azioni della guerra: il quale è possente in armi, ma accanto a Venere s’acquieta e spesso rovescia il capo sul suo grembo, vinto dall’eterna ferita d’amore: «nam tu sola potes tranquilla pace iuvare / mortalis, quoniam belli fera moenera Mavors / armipotens regit, in gremium qui saepe tuum se / reicit aeterno devictus vulnere amoris».

    Vediamo la fotografia di Jessica Brugali di Albino, grazie alla segnalazione di Bergamo Info: come Lucia Mondella nei ‘Promessi sposi’ porta i capelli giovanili (biondi, ancorché non neri, come quelli di Lucia) «spartiti sopra la fronte, con una bianca e sottile dirizzatura […] trapassat[i] da lunghi spilli d’argento, che si divid[ono] all’intorno, quasi a guisa de’raggi d’un’aureola, come ancora usano le contadine del Milanese». Oltre a questo, ch’è l’ornamento del giorno della premiazione, Jessica mostra l’ornamento «quotidiano d’una modesta bellezza, rilevata e accresciuta dalle varie affezioni che le si diping[ono] sul viso: una gioia temperata da un turbamento leggiero, quel placido accoramento che si mostra quand’in quando sul volto delle [fanciulle padane], e, senza scompor la bellezza, dà [loro] un carattere particolare».

    Ecco mi domando se questa Venere padana non possa intercedere presso Marte perché le nostre terre non siano più teatro delle imprese di un politico territoriale che fa politica con i gadget, estrae a raffica conigli mediatici dal cappello di prestigiatore, divide e lacera il cuore di coloro che hanno creduto nel sogno di Alberto da Giussano, crea scissioni senza che il segretario provinciale si senta in dovere di appena mormorare un mezzo bah! Anzi, costui induce il segretario provinciale a passi falsi, più di uno, in prospettiva perniciosi per il movimento di quella Padania che Jessica Brugali luminosamente rappresenta.

    A questo punto il pensiero corre a Laetitia Casta, che è stata recentemente il volto (e il busto) della “Marianna”, emblema della Repubblica in tutti i municipi francesi. Ma un sindaco sciagurato, il sindaco di Neuville-en-Ferrain, ha deciso di ritirare il busto della Marianna-Laetitia per via del seno troppo abbondante, sostituendolo con un altro dalle forme più contenute. Secondo il sindaco, il seno della Marianna modellato sulle forme della splendida Venere còrsa era eccessivo e «suscitava commenti fuori luogo durante i matrimoni».

    Ma, tornando alla Venere padana: accetta benigna la nostra supplica, intercedi presso Marte perché le nostre lande conoscano finalmente la pace!

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  12. 12

    Aristide

    Trascrivo dal ‘Foglio’ di Giuliano Ferrara questo commento di Pietrangelo Buttafuoco a proposito dell’elezione di Miss Padania:

    «7 giugno 2011 – Ho visto su Rete 4 l’elezione di miss Padania organizzata come ogni anno dai maschioni della Lega. Le ragazze, tutte belle e ruspanti. Dove la ruspanteria può essere giudicata come un attributo ulteriore di bellezza. O come un attentato di bellezza. Secondo i gusti. E fin qui è tutto normale. Arrivato a un certo punto il presentatore ha fatto una sorpresa. Ha chiamato sul palco la persona che s’incarica di portare le bellezze padane a fare shopping. In quel serraglio di maschi e femmine, lo shopping-boy, s’è subito rivelato né di qua né di là. Insomma, dopo il Trota, l’Eunuco.»

    Osservo infine che la competizione per l’elezione di Miss Padania ha suscitato l’attenzione di Gad Lerner. Il quale ieri osservava (all’Infedele) come l’assenza – quest’anno – di Bossi dal palco d’onore, e da tutta la manifestazione, avesse un significato preciso. C’è aria di cambiamento, osserva Gad, le passerelle di belle ragazze offendono la dignità della donna, Bossi comincia a prendere le distanze. Fra l’altro – fa notare sempre Gad – quest’anno per la prima volta Canale 5 non trasmette la selezione delle (da talune e taluni) odiatissime veline. È una scelta che penalizza il canale berlusconiano, perché la passerella costa quasi niente e l’audience è elevata. Secondo me, a parte il compiacimento femminista di Gad, il ragionamento non è strampalato.

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